DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78

Provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini ((. . .)). (09G0091)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/7/2009.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2009, n. 102 (in SO n. 140, relativo alla G.U. 04/08/2009, n. 179).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 12-7-2012
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 1-ter 
(Dichiarazione  di  attivita'  di  assistenza  e  di  sostegno   alle
                             famiglie). 
 
  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai datori  di
lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione  europea,
ovvero ai datori di lavoro extracomunitari in possesso del titolo  di
soggiorno previsto dall'articolo 9 del testo unico di cui al  decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive  modificazioni,  che
alla data del 30 giugno 2009 occupavano irregolarmente  alle  proprie
dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori italiani  o  cittadini  di
uno   Stato   membro   dell'Unione   europea,    ovvero    lavoratori
extracomunitari,  comunque  presenti  nel  territorio  nazionale,   e
continuano  ad   occuparli   alla   data   di   presentazione   della
dichiarazione di cui al comma 2, adibendoli: 
    a) ad attivita' di assistenza per  se  stesso  o  per  componenti
della  propria  famiglia,  ancorche'  non  conviventi,   affetti   da
patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza; 
    b) ovvero al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare. 
  2. I datori di lavoro di cui al comma 1 possono dichiarare, dal  1°
al 30 settembre 2009, la sussistenza del rapporto di lavoro: 
    a) all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per  il
lavoratore  italiano  o  per  il  cittadino  di  uno   Stato   membro
dell'Unione europea, mediante apposito modulo; 
    b) allo sportello unico per l'immigrazione, di  cui  all'articolo
22 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.
286, e successive modificazioni, per il lavoratore  extracomunitario,
mediante l'apposita dichiarazione di cui al comma 4. 
  3. La dichiarazione di emersione di cui al comma  2  e'  presentata
previo pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per  ciascun
lavoratore. Il contributo non e' deducibile ai fini dell'imposta  sul
reddito. 
  4. La dichiarazione di cui al comma 2, lettera b),  e'  presentata,
con modalita' informatiche, nel termine di cui al  medesimo  comma  e
contiene, a pena di inammissibilita': 
    a) i dati identificativi del datore di lavoro,  compresi  i  dati
relativi al  titolo  di  soggiorno  nel  caso  di  datore  di  lavoro
extracomunitario; 
    b) l'indicazione  delle  generalita'  e  della  nazionalita'  del
lavoratore  extracomunitario  occupato  al  quale  si  riferisce   la
dichiarazione e l'indicazione degli estremi del passaporto  o  di  un
altro documento equipollente valido  per  l'ingresso  nel  territorio
dello Stato; 
    c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego; 
    d)  l'attestazione,  per  la  richiesta  di  assunzione   di   un
lavoratore di cui alla lettera b) del  comma  1,  addetto  al  lavoro
domestico di sostegno  al  bisogno  familiare,  del  possesso  di  un
reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei  redditi,  non
inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da
un  solo  soggetto  percettore  di  reddito,  ovvero  di  un  reddito
complessivo non inferiore a 25.000  euro  annui  in  caso  di  nucleo
familiare composto da piu' soggetti conviventi percettori di reddito; 
    e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il  periodo
previsto dal comma 1; 
    f)  la  dichiarazione  che  la  retribuzione  convenuta  non   e'
inferiore  a  quella  prevista  dal  vigente   contratto   collettivo
nazionale di lavoro di riferimento e che, in caso di lavoro domestico
di  sostegno  al  bisogno  familiare,  l'orario  lavorativo  non   e'
inferiore a quello stabilito dall'articolo 30-bis, comma  3,  lettera
c), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
31 agosto 1999, n. 394; 
    g) la proposta di contratto di soggiorno  previsto  dall'articolo
5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25  luglio  1998,
n. 286; 
    h)  gli  estremi  della  ricevuta  di  pagamento  del  contributo
forfetario di cui al comma 3. 
  5.  La  dichiarazione  di  emersione  determina  la  rinuncia  alla
richiesta di nulla osta al lavoro subordinato per le attivita' di cui
al comma 1, presentata  ai  sensi  dei  decreti  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 30 ottobre 2007 e 3 dicembre 2008, pubblicati,
rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2007
e  n.  288  del  10  dicembre  2008,  concernenti  la  programmazione
transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari non
stagionali nel territorio dello Stato. 
  6. La dichiarazione di cui al comma 2, lettera b), e' limitata, per
ciascun nucleo familiare, ad una unita' per il  lavoro  domestico  di
sostegno al bisogno familiare e a due  unita'  per  le  attivita'  di
assistenza a soggetti affetti da patologie o handicap che ne limitano
l'autosufficienza. La data della dichiarazione  di  cui  al  medesimo
comma e' quella indicata nella ricevuta di  acquisizione  al  sistema
informatico del Ministero dell'interno. 
  7.   Lo   sportello   unico    per    l'immigrazione,    verificata
l'ammissibilita' della dichiarazione  e  acquisito  il  parere  della
questura  sull'insussistenza  di  motivi  ostativi  al  rilascio  del
permesso di soggiorno, convoca  le  parti  per  la  stipulazione  del
contratto di soggiorno e per la  presentazione  della  richiesta  del
permesso di  soggiorno  per  lavoro  subordinato,  previa  esibizione
dell'avvenuto pagamento del contributo di cui al comma 3.  Il  datore
di lavoro che ha dichiarato una  o  due  unita'  per  l'attivita'  di
assistenza ai sensi del comma 6 deve presentare allo sportello  unico
per l'immigrazione, a pena di inammissibilita' della dichiarazione di
emersione, una certificazione, rilasciata da una struttura  sanitaria
pubblica o da un  medico  convenzionato  con  il  Servizio  sanitario
nazionale,  che  attesti  la  limitazione  dell'autosufficienza   del
soggetto per il quale viene richiesta l'assistenza al momento in  cui
e' sorto il rapporto di lavoro ai sensi del  comma  1.  Nel  caso  di
dichiarazione di due unita' per l'attivita' di  assistenza  ai  sensi
del comma 6, la certificazione deve altresi' attestare la  necessita'
di avvalersi di due unita'. La sussistenza di meri  errori  materiali
non  costituisce  di  per  se'  causa   di   inammissibilita'   della
dichiarazione di cui al comma 2. La mancata presentazione delle parti
senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del  procedimento.
Entro ventiquattro ore dalla data della stipulazione del contratto di
soggiorno, il datore  di  lavoro  deve  effettuare  la  comunicazione
obbligatoria di assunzione all'INPS. Restano  ferme  le  disposizioni
relative  agli  oneri  a  carico  del  richiedente  il  permesso   di
soggiorno. 
  8. Dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del
presente decreto e fino alla conclusione del procedimento di  cui  al
presente   articolo,   sono   sospesi   i   procedimenti   penali   e
amministrativi nei confronti del datore di lavoro  e  del  lavoratore
che svolge le attivita' di cui al comma I  per  le  violazioni  delle
norme: 
    a) relative all'ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale,
con esclusione di quelle di cui all'articolo 12 del  testo  unico  di
cui al decreto legislativo 25  luglio  1998,  n.  286,  e  successive
modificazioni; 
    b)  relative  all'impiego  di  lavoratori,  anche  se   rivestano
carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale. 
  9. Nei casi in cui non venga presentata la dichiarazione di cui  al
comma 2 ovvero si proceda all'archiviazione  del  procedimento  o  al
rigetto della dichiarazione, la sospensione di cui al comma 8  cessa,
rispettivamente,  alla  data  di  scadenza   del   termine   per   la
presentazione ovvero alla data di archiviazione del procedimento o di
rigetto della dichiarazione medesima. 
  10. Nelle  more  della  definizione  del  procedimento  di  cui  al
presente articolo, lo straniero non puo' essere espulso,  tranne  che
nei casi previsti al comma 13. 
  11. La sottoscrizione del contratto  di  soggiorno,  congiuntamente
alla comunicazione obbligatoria di  assunzione  all'INPS  di  cui  al
comma  7,  e  il  rilascio  del  permesso  di  soggiorno  comportano,
rispettivamente, per il datore di lavoro e il lavoratore l'estinzione
dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di
cui al comma 8. 
  12.  Il  contratto  di  soggiorno  stipulato  sulla  base  di   una
dichiarazione di emersione contenente dati non rispondenti al vero e'
nullo ai sensi dell'articolo 1344 del codice civile. In tal caso,  il
permesso di soggiorno eventualmente rilasciato e' revocato  ai  sensi
dell'articolo  5,  comma  5,  del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. 
  13. Non possono essere ammessi alla procedura di emersione prevista
dal presente articolo i lavoratori extracomunitari: 
    a) nei confronti dei quali sia stato emesso un  provvedimento  di
espulsione ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2,  lettera  c),  del
testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998,  n.,286,  e
dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito,
con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155,  e  successive
modificazioni; 
    b)  che  risultino  segnalati,  anche  in  base  ad   accordi   o
convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della  non
ammissione nel territorio dello Stato; 
    c) che risultino condannati, anche con sentenza  non  definitiva,
compresa quella pronunciata anche a  seguito  di  applicazione  della
pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di  procedura
penale, per uno dei reati previsti  dagli  articoli  380  e  381  del
medesimo codice. ((30)) 
  14. Con decreto del Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'interno e con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinate le modalita'
di destinazione del contributo forfetario, di cui al comma 3, sia per
far fronte all'organizzazione e allo svolgimento dei compiti  di  cui
al presente articolo, sia in relazione  alla  posizione  contributiva
previdenziale e assistenziale del lavoratore interessato. Il Ministro
del lavoro, della salute  e  delle  politiche  sociali,  con  proprio
decreto, determina, altresi', le modalita'  di  corresponsione  delle
somme e degli interessi  dovuti  per  i  contributi  previdenziali  e
assistenziali concernenti i periodi antecedenti ai tre mesi di cui al
comma 1. 
  15. Salvo che il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque
presenta false  dichiarazioni  o  attestazioni,  ovvero  concorre  al
fatto, nell'ambito della procedura di emersione prevista dal presente
articolo, e' punito ai sensi dell'articolo 76 del testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.  445.
Se il fatto e' commesso attraverso la contraffazione o  l'alterazione
di documenti oppure con l'utilizzazione di uno di tali documenti,  si
applica la pena della reclusione da  uno  a  sei  anni.  La  pena  e'
aumentata se il fatto e' commesso da un pubblico ufficiale. 
  16. Al fine di valutare i requisiti di permanenza  dello  straniero
extracomunitario per  motivi  di  lavoro  sul  territorio  nazionale,
l'INPS comunica al Ministero dell'interno  le  informazioni  relative
alla  cessazione   dei   versamenti   contributivi   dei   lavoratori
extracomunitari ai fini dell'articolo 37 del regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto  1999,  n.  394,  e
successive modificazioni. 
  17.  In  funzione  degli  effetti  derivanti  dall'attuazione   del
presente  articolo,  il  livello  del  finanziamento   del   Servizio
sanitario  nazionale  a  cui  concorre  ordinariamente  lo  Stato  e'
incrementato di 67 milioni di euro per l'anno 2009 e di  200  milioni
di euro a decorrere dall'anno 2010. Con  decreto  del  Ministero  del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, di  concerto  con  il
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  sentita  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano, i predetti  importi  sono  ripartiti
tra  le  regioni  in   relazione   alla   presenza   dei   lavoratori
extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo. 
  18. Agli oneri netti derivanti dal presente  articolo,  pari  a  77
milioni di euro per l'anno 2009, a 294 milioni  di  euro  per  l'anno
2010, a 371 milioni di euro per l'anno 2011 e a 321 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2012, si provvede, quanto a 60  milioni  di  euro
per l'anno  2009,  a  valere  sulle  maggiori  entrate  assegnate  al
bilancio dello Stato dal decreto di cui al comma 14 e,  quanto  a  17
milioni di euro per l'anno 2009, a 294 milioni  di  euro  per  l'anno
2010, a 371 milioni di euro per l'anno 2011 e a 321 milioni di euro a
decorrere  dall'anno  2012,  mediante  corrispondente  riduzione  dei
trasferimenti statali all'INPS a titolo di anticipazioni di  bilancio
per la copertura del fabbisogno  finanziario  complessivo  dell'ente,
per effetto  delle  maggiori  entrate  contributive  derivanti  dalle
disposizioni di cui al presente articolo. 
 
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AGGIORNAMENTO (30) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 02 - 06 luglio 2012,  n.  172
(in G.U. 1a s.s. 11/7/2012, n. 28), ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale  dell'articolo  1-ter,  comma  13,  lettera  c),   del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonche'
proroga di termini), introdotto dalla legge di conversione  3  agosto
2009, n. 102, nella parte  in  cui  fa  derivare  automaticamente  il
rigetto   della   istanza   di   regolarizzazione   del    lavoratore
extracomunitario dalla pronuncia nei suoi confronti di  una  sentenza
di condanna per uno dei reati previsti dall'art. 381  del  codice  di
procedura penale, senza prevedere  che  la  pubblica  amministrazione
provveda ad accertare che il medesimo rappresenti  una  minaccia  per
l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato".