DECRETO-LEGGE 27 maggio 2008, n. 93

Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie.

note: Entrata in vigore del decreto: 29-5-2008.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 2008, n. 126 (in G.U. 26/07/2008, n.174).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2017)
Testo in vigore dal: 27-7-2008
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                               Art. 3
               Rinegoziazione mutui per la prima casa

  1.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle finanze e l'Associazione
bancaria  italiana definiscono con apposita convenzione, da stipulare
entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente
decreto,  aperta  all'adesione  delle  banche  e  degli  intermediari
finanziari  ai sensi dell'articolo 106 del testo unico delle leggi in
materia  bancaria  e  creditizia,  di  cui  al decreto legislativo 1°
settembre  1993, n. 385, le modalita' ed i criteri di rinegoziazione,
anche  in  deroga,  laddove  fosse applicabile, a quanto stabilito ai
sensi  dell'articolo  120, comma 2, del citato decreto legislativo n.
385  del  1993, dei mutui a tasso variabile stipulati per l'acquisto,
la  costruzione  e  la  ristrutturazione  dell'abitazione  principale
anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. ((
Al  fine di favorire una maggiore concorrenza nel mercato a vantaggio
dei   mutuatari,  nella  convenzione  e'  espressamente  prevista  la
possibilita'   che  le  singole  banche  aderenti  adottino,  dandone
puntuale  informazione  ai clienti, eventuali condizioni migliorative
rispetto  a  quanto  previsto  ai  commi  2  e  seguenti del presente
articolo,  ferma  restando  l'opzione  di  portabilita' del mutuo, ai
sensi  dell'articolo  8  del  decreto-legge  31  gennaio  2007, n. 7,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e
successive modificazioni. ))
  2.  La rinegoziazione assicura la riduzione dell'importo delle rate
del  mutuo  ad  un  ammontare pari a quello della rata che si ottiene
applicando  all'importo  originario  del  mutuo il tasso di interesse
come  risultante  dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi
del  contratto  nell'anno  2006. L'importo della rata cosi' calcolato
rimane fisso per tutta la durata del mutuo.
  3.  La  differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano
di   ammortamento   originariamente   previsto  e  quello  risultante
dall'atto   di  rinegoziazione  e'  addebitata  su  di  un  conto  di
finanziamento  accessorio  regolato  al  tasso che si ottiene in base
all'IRS  a  dieci  anni, alla data di rinegoziazione, (( maggiorabile
fino ad un massimo )) di uno spread dello 0,50 (( annuo )).
  4. Nel caso in cui, successivamente alla rinegoziazione effettuata,
la  differenza  tra  l'importo  della rata dovuta secondo il piano di
ammortamento  originariamente  previsto e quello risultante dall'atto
di   rinegoziazione  generi  saldi  a  favore  del  mutuatario,  tale
differenza  e'  imputata  a  credito  del  mutuatario  sul  conto  di
finanziamento  accessorio.  Qualora  il  debito  del conto accessorio
risulti  interamente  rimborsato  l'ammortamento  del  mutuo ha luogo
secondo la rata variabile originariamente prevista.
  5. L'eventuale debito risultante dal conto accessorio, alla data di
originaria  scadenza  del mutuo, e' rimborsato dal cliente sulla base
di  rate  costanti  il cui importo e' uguale all'ammontare della rata
risultante  dalla  rinegoziazione e l'ammortamento e' calcolato sulla
base dello stesso tasso a cui e' regolato il conto accessorio purche'
piu' favorevole al cliente.
  ((  6.  Le  garanzie  gia'  iscritte  a fronte del mutuo oggetto di
rinegoziazione   continuano   ad   assistere,  secondo  le  modalita'
convenute,  il  rimborso del debito che risulti alla data di scadenza
di  detto  mutuo  senza  il  compimento  di  alcuna formalita', anche
ipotecaria,  fermo restando quanto previsto all'articolo 39, comma 5,
del  testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al  decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385.  La presente
disposizione  si  applica altresi' nel caso in cui, per effetto della
rinegoziazione, il titolare del conto di finanziamento accessorio sia
soggetto   diverso   dal   cessionario   del   mutuo  nell'ambito  di
un'operazione  di  cartolarizzazione  con cessione di crediti. In tal
caso  la surroga nelle garanzie opera di diritto, senza il compimento
di  alcuna formalita', anche ipotecaria, ma ha effetto solo a seguito
dell'integrale  soddisfacimento  del  credito vantato dal cessionario
del mutuo oggetto dell'operazione di cartolarizzazione. ))
  7.  Le banche e gli intermediari finanziari di cui all'articolo 106
del   decreto  legislativo  n.  385  del  1993  che  aderiscono  alla
convenzione  di  cui  al  comma  1  formulano ai clienti interessati,
secondo  le  modalita' definite nella stessa convenzione, la proposta
di  rinegoziazione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto.  L'accettazione  della  proposta e' comunicata dal
mutuatario  alla banca o all'intermediario finanziario entro tre mesi
dalla  comunicazione  della  proposta  stessa.  La rinegoziazione del
mutuo esplica i suoi effetti a decorrere dalla prima rata in scadenza
successivamente al 1° gennaio 2009.
  8. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui sono esenti da imposte
e  tasse  di  alcun  genere  e  per esse le banche e gli intermediari
finanziari non applicano costi nei riguardi dei clienti.
  ((  8-bis.  Le  disposizioni  del presente articolo sono derogabili
solo in senso piu' favorevole al mutuatario. ))