DECRETO-LEGGE 16 marzo 2004, n. 66

Interventi urgenti per i pubblici dipendenti sospesi o dimessisi dall'impiego a causa di procedimento penale, successivamente conclusosi con proscioglimento.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 18-3-2004.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 maggio 2004, n. 126 (in G.U. 15/05/2004, n.113).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2010)
Testo in vigore dal: 27-2-2011
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2

  1. Le domande di cui all'articolo 3, commi 57 e 57-bis, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, sono presentate, a pena di decadenza, entro
novanta   giorni   ((dalla   data   della   sentenza   definitiva  di
proscioglimento o del decreto di archiviazione per infondatezza della
notizia    di    reato)),    all'amministrazione   di   appartenenza.
L'amministrazione  provvede entro sessanta giorni dalla presentazione
della  domanda di cui al comma 57 del citato articolo 3, ovvero dalla
definizione  del  procedimento  di  cui  al comma 57-bis del medesimo
articolo. ((3))
  2.  Fatte  salve  le  competenze delle regioni, le modalita' per il
ripristino   del   rapporto   di  lavoro  per  il  personale  di  cui
all'articolo  2,  comma  2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,  sono  disciplinate  ai  sensi del comma 3 dell'articolo 2 dello
stesso decreto legislativo n. 165 del 2001, nel rispetto dei principi
del presente decreto.
  3.  In  caso  di  ripristino del rapporto di impiego dei magistrati
ordinari,  disposto  dal  Consiglio  superiore della magistratura, ai
sensi  del comma 57-bis dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003,
n.  350,  previo l'accertamento ivi previsto, al magistrato riammesso
in  servizio  e'  conferita,  se possibile e comunque nell'ambito dei
posti  disponibili,  una  funzione  dello stesso livello di quella da
ultimo  esercitata.  In caso di ripristino del rapporto di impiego ai
sensi  del  comma  57  dello stesso articolo 3 della legge n. 350 del
2003,   al   magistrato   riammesso   in  servizio  che,  al  momento
dell'anticipato    collocamento   in   quiescenza,   aveva   maturato
nell'ultima  funzione esercitata un'anzianita' non inferiore a dodici
anni  e' attribuita dal Consiglio superiore della magistratura, anche
in  soprannumero,  una funzione di livello immediatamente superiore a
tale  ultima  funzione,  previa  valutazione,  da  parte dello stesso
Consiglio,  dell'anzianita'  in ruolo al momento della cessazione del
servizio   e  delle  attitudini  desunte  dalle  funzioni  da  ultimo
esercitate;  non possono, tuttavia, essere attribuite in soprannumero
funzioni  di  livello  superiore  a presidente aggiunto o procuratore
generale aggiunto della Corte di cassazione, nonche' funzioni apicali
di uffici giudiziari di qualsiasi livello; al magistrato riammesso in
servizio ai sensi del comma 57 dell'articolo 3 della legge n. 350 del
2003  che,  al  momento  dell'anticipato  collocamento in quiescenza,
aveva   maturato   nell'ultima   funzione   esercitata  un'anzianita'
inferiore  a  dodici  anni  e'  conferita, anche in soprannumero, una
funzione  dello  stesso livello di tale ultima funzione. Il Consiglio
superiore  della  magistratura  dispone altresi' la continuazione del
servizio per il periodo corrispondente alla sospensione ingiustamente
subita e per il periodo di attivita' non prestata in dipendenza della
cessazione  anticipata del rapporto di impiego, ai sensi dei commi 57
e  57-bis  del  citato  articolo  3;  in ogni caso di riammissione in
servizio  o di ripresa del servizio dopo la sospensione, ai sensi dei
predetti commi, al magistrato e' attribuita la posizione in ruolo che
avrebbe  avuto,  ove  il servizio non avesse subito interruzione, nel
rispetto  della  normativa relativa alla progressione in carriera. Le
norme  del  presente comma si applicano anche ai magistrati militari,
nel  rispetto  dei  principi  posti  e  ferme  restando le competenze
stabilite dal relativo ordinamento.
  4.  Per  il  personale  militare  e  delle forze di polizia, per il
personale  di cui all'articolo 7, primo comma, della legge 24 ottobre
1977,   n.   801,   nonche'   per  quello  del  settore  operativo  e
aeronavigante  del  Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco addetto
all'attivita'  di  soccorso,  in  caso  di ripristino del rapporto di
impiego  ai  sensi  del  comma  57-bis dell'articolo 3 della legge 24
dicembre  2003,  n.  350,  al  dipendente  riammesso  in servizio, se
possibile   e   comunque  nell'ambito  dei  posti  disponibili,  sono
attribuiti   il   grado   o   la   qualifica   posseduti  al  momento
dell'anticipato  collocamento  in  quiescenza  e gli e' conferita una
funzione  corrispondente  ai  predetti  grado o qualifica. In caso di
ripristino del rapporto di impiego ai sensi del comma 57 dello stesso
articolo 3 della legge n. 350 del 2003, i predetti gradi, qualifica e
funzione  sono  attribuiti anche in soprannumero, escluso comunque il
conferimento  plurimo  delle funzioni apicali individuate da ciascuna
amministrazione  in  conformita'  ai  rispettivi  ordinamenti,  e con
riassorbimento  all'atto  della cessazione dal servizio per qualsiasi
causa. Per il personale delle forze di polizia ad ordinamento civile,
nonche'  per  il  personale del settore operativo e aeronavigante del
Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco  addetto  all'attivita'  di
soccorso,  il servizio non puo' in ogni caso protrarsi oltre gli otto
anni  eccedenti il limite di eta' previsto dai rispettivi ordinamenti
per  il collocamento in quiescenza d'ufficio e per il personale delle
Forze  armate  e  di  polizia ad ordinamento militare il servizio non
puo' protrarsi oltre il limite di eta' per il collocamento in congedo
assoluto.  In  caso  di  prolungamento, di ripristino del rapporto di
impiego  e  di  riammissione  in  servizio  del personale delle Forze
armate  e  di  polizia,  da considerare in soprannumero riassorbibile
all'atto  della  cessazione  dal  servizio dello stesso per qualsiasi
causa,  si  applicano  le vigenti disposizioni di legge in materia di
reclutamento,  stato  giuridico  ed  avanzamento;  non si da' luogo a
valutazione  ai  fini dell'avanzamento al grado o qualifica superiore
per gli anni di prolungamento o di ripristino del rapporto di impiego
oltre  il limite di eta' previsto per il ruolo e il grado o qualifica
di  appartenenza e, fino al definitivo collocamento a riposo, cessano
di  avere  efficacia  le  promozioni  conferite  in  conseguenza  del
collocamento  in  congedo  o in quiescenza e sono sospesi il relativo
trattamento economico e il decorso dell'ausiliaria.
  5.  In  caso  di  ripristino  del  rapporto di impiego di personale
diverso da quello di cui ai commi 2, 3 e 4, ai sensi del comma 57-bis
dell'articolo  3  della legge 24 dicembre 2003, n. 350, al dipendente
riammesso in servizio e' attribuita la qualifica posseduta al momento
dell'anticipato  collocamento  in  quiescenza  e gli e' conferita, se
possibile  e comunque nell'ambito dei posti disponibili, una funzione
corrispondente  alla  predetta  qualifica.  In caso di ripristino del
rapporto  di  impiego  ai  sensi del comma 57 dello stesso articolo 3
della  legge  n.  350 del 2003, le predette qualifica e funzione sono
attribuite  anche  in  soprannumero, escluso comunque il conferimento
delle  funzioni  apicali  individuate  da ciascuna amministrazione in
conformita' ai rispettivi ordinamenti.
  6. In ogni caso di ripristino del rapporto di impiego e' sospeso il
trattamento  pensionistico.  In  caso  di  ripristino del rapporto di
impiego  con  attribuzione  di  una funzione in soprannumero rispetto
alle  previsioni della pianta organica, le amministrazioni diverse da
quelle  di  cui  al  quarto periodo del comma 4 rendono indisponibili
nella qualifica iniziale del ruolo di appartenenza il numero di posti
idonei ad assicurare l'equivalenza della spesa.
  6-bis.  I  docenti  dei  policlinici  universitari sono reintegrati
nelle funzioni ricoperte al momento della loro sospensione.
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  29  dicembre  2010,  n. 225, convertito con modificazioni
dalla  L.  26  febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con l'art. 2, comma
32)  che  "Per i provvedimenti di proscioglimento di cui all'articolo
3,  commi  57  e  57-bis,  della  legge  24  dicembre  2003,  n. 350,
pronunciati  in  data antecedente a quella di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente  decreto,  il  termine  di  cui
all'articolo  2,  comma 1, del citato decreto-legge 16 marzo 2004, n.
66,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 11 maggio 2004, n.
126,  decorre  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto".