DECRETO-LEGGE 28 maggio 1981, n. 244

Ulteriori interventi straordinari di integrazione salariale in favore dei lavoratori delle aree del Mezzogiorno.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 1981, n. 390 (in G.U. 28/07/1981, n.205).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/03/1988)
Testo in vigore dal: 21-5-1988
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 1-bis

  Le commissioni regionali per l'impiego, qualora non sia possibile o
necessario  istituire  corsi  di qualificazione e di riqualificazione
professionale   per   i   lavoratori   che   godono  del  trattamento
straordinario  della Cassa integrazione guadagni, di cui all'articolo
1, possono disporre l'utilizzazione temporanea dei lavoratori stessi,
in  attivita'  non  incompatibili  con  la loro professionalita', per
opere  o  servizi di pubblica utilita', ovvero, quali istruttori, per
iniziative    di    formazione    professionale   d'intesa   con   le
amministrazioni   pubbliche   interessate.   Tale  utilizzazione  non
comporta,  comunque,  l'instaurazione  di  alcun  tipo di rapporto di
lavoro  con  queste ultime e deve cessare non appena sia terminato il
periodo di godimento del predetto trattamento.
  Ai  lavoratori di cui al precedente comma e' dovuta, a carico delle
Amministrazioni pubbliche interessate, una somma pari alla differenza
tra la somma corrisposta dall'INPS a titolo di integrazione salariale
e  il salario o stipendio che sarebbe stato percepito in costanza del
rapporto di lavoro e, comunque, non superiore a quello dei lavoratori
che nell'Amministrazione pubblica interessata svolgono pari mansioni.
  I  lavoratori  che  rifiutano  di  essere avviati ai corsi o non li
frequentano regolarmente, ovvero rifiutano di essere utilizzati nelle
opere o nei servizi di cui al presente articolo, decadono dal diritto
al godimento del trattamento di integrazione salariale straordinario,
nonche'   da   qualsiasi   erogazione   a   carattere  retributivo  o
previdenziale a carico dell'azienda, salvi i diritti gia' maturati.
  I  lavoratori avviati ad opere o servizi di pubblica utilita' hanno
diritto  all'astensione  dal lavoro in tutti i casi di inesigibilita'
della  prestazione  previsti  dalla legge in relazione al rapporto di
lavoro subordinato.
  ((La utilizzazione di cui al primo comma prosegue nei confronti dei
lavoratori  che,  senza  soluzione  di  continuita'  sono  ammessi al
trattamento  di  cui  all'articolo  8 della legge 5 novembre 1968, n.
1115,  e successive modificazioni ed integrazioni, e deve cessare non
appena  sia  terminato  il  godimento  del  medesimo trattamento. Nei
confronti dei predetti lavoratori continano a trovare applicazione le
disposizioni dei commi precedenti)).