DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 novembre 2002, n. 313

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, ((di casellario giudiziale europeo,)) di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti. (Testo A).

note: Entrata in vigore del decreto: 28-2-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/10/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 6-8-2020
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 24 (L) 
(Certificato      del      casellario      giudiziale       richiesto
                        dall'interessato)(11) 
 
  01. L'interessato ha il diritto di ottenere  il  certificato  senza
motivare la richiesta. (11) 
  1. Nel certificato  sono  riportate  le  iscrizioni  esistenti  nel
casellario giudiziale ad eccezione di quelle relative: (11) 
    a) alle condanne delle quali e' stato ordinato che non si  faccia
menzione nel certificato a norma dell'articolo 175 del codice penale,
purche' il beneficio non sia stato revocato; 
    b) alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda
e alle condanne per reati estinti a norma  dell'articolo  167,  primo
comma, del codice penale; 
    c) alle condanne per i reati per i  quali  si  e'  verificata  la
causa speciale di estinzione prevista dall'articolo  556  del  codice
penale; 
    d) alle condanne in relazione alle quali e' stata definitivamente
applicata l'amnistia e a quelle per le quali e' stata  dichiarata  la
riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata; 
    e) ai provvedimenti previsti  dall'articolo  445  del  codice  di
procedura penale, quando la pena irrogata non superi i  due  anni  di
pena detentiva soli o congiunti  a  pena  pecuniaria,  e  ai  decreti
penali; (11) 
    f) alle condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare
come reati, quando la relativa iscrizione non e' stata eliminata; 
    f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno  dichiarato  la  non
punibilita' ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale,  quando
la relativa iscrizione non e' stata eliminata; 
    g) ai provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a
sentenze di proscioglimento o di non luogo  a  procedere,  quando  le
misure sono state revocate; 
    h) ai provvedimenti che riguardano l'applicazione delle misure di
prevenzione della sorveglianza speciale  semplice  o  con  divieto  o
obbligo di soggiorno; 
    i) ai provvedimenti giudiziari emessi dal giudice di pace; 
    l) ai provvedimenti giudiziari relativi ai  reati  di  competenza
del giudice di pace emessi da un giudice diverso, limitatamente  alle
iscrizioni concernenti questi reati; 
    m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi
all'amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate; 
    m-bis) ai provvedimenti che ai sensi dell'articolo 464-quater del
codice di procedura penale dispongono la sospensione del procedimento
con messa alla prova; (11) 
    m-ter) alle sentenze che ai sensi dell'articolo  464-septies  del
codice di procedura penale dichiarano  estinto  il  reato  per  esito
positivo della messa alla prova; (11) 
    n) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 12 SETTEMBRE  2007,  N.  169.  (3)
(11a) 
  1-bis. Il certificato riguardante un  cittadino  italiano  contiene
anche l'attestazione relativa alla sussistenza o  non  di  iscrizioni
nel casellario giudiziale europeo. (11) 
  2. Se e' stata  dichiarata  la  riabilitazione  speciale  ai  sensi
dell'articolo 24 del regio decreto-legge 20  luglio  1934,  n.  1404,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835,  e
successive modificazioni, non e' riportata alcuna iscrizione relativa
al minore. 
 
  (art. 689 c.p.p, 194, c. 2, att. c.p.p.;  artt.  45  e  63,  c.  2,
d.lgs. n. 274/2000; art. 24,  settimo  comma,  r.d.l.  n.  1404/1934,
convertito, con modificazioni, dalla l. n. 835/1935) 
                                                               ((12)) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169 ha  disposto  (con  l'art.  21,
comma 2) che "Per le procedure concorsuali aperte a far data  dal  16
gennaio 2006, il richiamo  alla  riabilitazione  civile  del  fallito
disposta con sentenza definitiva,  nell'articolo  24  (L),  comma  1,
lettera n), e nell'articolo 26 (L), comma 1, lettera b),  del  citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 2002,  si  intende
riferito al decreto definitivo di chiusura del fallimento." 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (11) 
  Il D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 122 ha disposto (con l'art.  7,  comma
1) che le presenti modifiche acquistano  efficacia  decorso  un  anno
dalla data della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (11a) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 7 novembre - 7 dicembre 2018,
n.  231  (in  G.U.  1ª  s.s.  12/12/2018,  n.  49),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale degli artt. 24, comma 1, e 25, comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre  2002,  n.
313,  recante  «Testo  unico   delle   disposizioni   legislative   e
regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe  delle
sanzioni amministrative dipendenti da reato e  dei  relativi  carichi
pendenti (Testo A)», nel testo anteriore alle modifiche,  non  ancora
efficaci, recate dal decreto  legislativo  2  ottobre  2018,  n.  122
(Disposizioni  per  la  revisione  della  disciplina  del  casellario
giudiziale, in attuazione della delega di cui all'articolo  1,  commi
18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103), nella parte in cui  non
prevedono che nel certificato generale e nel certificato  penale  del
casellario giudiziale richiesti dall'interessato non siano  riportate
le iscrizioni dell'ordinanza di sospensione del  processo  con  messa
alla prova dell'imputato ai sensi dell'art. 464-quater, del codice di
procedura penale e della sentenza che dichiara l'estinzione del reato
ai sensi dell'art. 464-septies, cod. proc. pen.". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (12) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 24 giugno - 30  luglio  2020,
n.  179  (in  G.U.  1ª  s.s.  5/8/2020,   n.   32),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 24 del d.P.R. 14  novembre
2002, n. 313, recante «Testo unico delle disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia  di  casellario  giudiziale,  di  casellario
giudiziale  europeo,  di  anagrafe  delle   sanzioni   amministrative
dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti (Testo A)», nella
parte in cui non prevede, tanto nella versione antecedente, quanto in
quella successiva alle modifiche intervenute  ad  opera  del  decreto
legislativo 2 ottobre 2018, n. 122  (Disposizioni  per  la  revisione
della disciplina del casellario giudiziale in attuazione della delega
di cui all'articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017,  n.
103),  che  nel  certificato  del  casellario  giudiziale   richiesto
dall'interessato non siano riportate le iscrizioni della sentenza  di
condanna  per  uno  dei  reati  di  cui  all'art.  186  del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice  della  strada)  che
sia stato dichiarato estinto in seguito al positivo  svolgimento  del
lavoro di pubblica  utilita',  nonche'  dell'ordinanza  che  dichiara
l'estinzione del reato medesimo ai sensi dell'art. 186, comma  9-bis,
cod. strada".