DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2001, n. 327

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita'. (Testo A)

note: L'atto e' integrato con le correzioni apportate dall'avviso di rettifica pubblicato in G.U. 14/09/2001, n. 214 durante il periodo di "vacatio legis". E' possibile visualizzare la versione originaria accedendo al pdf della relativa Gazzetta Ufficiale di pubblicazione. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/04/2022)
Testo in vigore dal: 29-12-2011
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 37 (L) 
Determinazione dell'indennita'  nel  caso  di  esproprio  di  un'area
                             edificabile 
 
  1.  L'indennita'  di  espropriazione  di  un'area  edificabile   e'
determinata nella misura pari  al  valore  venale  del  bene.  Quando
l'espropriazione e' finalizzata  ad  attuare  interventi  di  riforma
economico-sociale, l'indennita' e' ridotta del venticinque per cento.
(L) 
  2. Nei casi in cui e'  stato  concluso  l'accordo  di  cessione,  o
quando  esso  non  e'  stato  concluso  per  fatto   non   imputabile
all'espropriato  ovvero   perche'   a   questi   e'   stata   offerta
un'indennita' provvisoria che, attualizzata, risulta  inferiore  agli
otto decimi di quella determinata in via definitiva, l'indennita'  e'
aumentata del dieci per cento. (L) 
  3.  Ai  soli  fini  dell'applicabilita'  delle  disposizioni  della
presente sezione, si considerano le possibilita' legali ed  effettive
di edificazione, esistenti al momento dell'emanazione del decreto  di
esproprio o dell'accordo di cessione. In  ogni  caso  si  esclude  il
rilievo di costruzioni realizzate abusivamente. (L) 
  4. Salva la disposizione dell'articolo 32, comma 1, non  sussistono
le possibilita' legali di edificazione quando l'area e' sottoposta ad
un vincolo  di  inedificabilita'  assoluta  in  base  alla  normativa
statale  o  regionale  o  alle  previsioni  di  qualsiasi   atto   di
programmazione o di pianificazione del territorio,  ivi  compresi  il
piano paesistico, il piano del parco, il piano di  bacino,  il  piano
regolatore  generale,  il  programma  di  fabbricazione,   il   piano
attuativo di iniziativa  pubblica  o  privata  anche  per  una  parte
limitata  del  territorio  comunale   per   finalita'   di   edilizia
residenziale o di investimenti  produttivi,  ovvero  in  base  ad  un
qualsiasi altro piano o provvedimento che abbia precluso il  rilascio
di atti, comunque  denominati,  abilitativi  della  realizzazione  di
edifici o manufatti di natura privata. (L) 
  5. I criteri e i requisiti per valutare l'edificabilita'  di  fatto
dell'area sono definiti con regolamento da emanare  con  decreto  del
Ministro delle infrastrutture e trasporti. (L) 
  6. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento  di  cui  al
comma 5, si verifica  se  sussistano  le  possibilita'  effettive  di
edificazione, valutando le caratteristiche oggettive dell'area. (L) 
  7. L'indennita' e' ridotta ad un importo pari  al  valore  indicato
nell'ultima dichiarazione o denuncia presentata  dall'espropriato  ai
fini dell'imposta comunale sugli immobili prima della  determinazione
formale dell'indennita' nei modi stabiliti dall'art. 20, comma  3,  e
dall'art.  22,  comma  1,  e  dell'art.  22-bis  qualora  il   valore
dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore
all'indennita' di espropriazione come determinata in  base  ai  commi
precedenti. (L) ((18)) 
  8. Se per  il  bene  negli  ultimi  cinque  anni  e'  stata  pagata
dall'espropriato o dal suo dante causa un'imposta in misura  maggiore
dell'imposta da pagare sull'indennita', la differenza e'  corrisposta
dall'espropriante all'espropriato. (L) 
  9. Qualora l'area edificabile  sia  utilizzata  a  scopi  agricoli,
spetta al proprietario coltivatore diretto anche una indennita'  pari
al  valore  agricolo  medio  corrispondente  al   tipo   di   coltura
effettivamente praticato. La stessa indennita' spetta  al  fittavolo,
al mezzadro o al compartecipante che, per  effetto  della  procedura,
sia  costretto  ad  abbandonare  in  tutto  o  in  parte   il   fondo
direttamente coltivato, da almeno un anno, col lavoro  proprio  e  di
quello dei familiari. (L) 
 
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AGGIORNAMENTO (9) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 22 - 24 ottobre 2007, n.  348
(in G.U. 1a  s.s.  31/10/2007,  n.  42),  ha  dichiarato,  "ai  sensi
dell'art. 27 della legge  11  marzo  1953,  n.  87,  l'illegittimita'
costituzionale, in via consequenziale, dell'art. 37, commi 1 e 2, del
d.P.R.  8  giugno  2001,  n.  327  (Testo  unico  delle  disposizioni
legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica
utilita)". 
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AGGIORNAMENTO (18) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 12 - 22 dicembre 2011, n. 338
(in G.U.  1a  s.s.  28/12/2011,  n.  54),  ha  dichiarato  "ai  sensi
dell'art.  27  della  legge  11  marzo  1953,  n.  87  (Norme   sulla
costituzione  e  sul  funzionamento  della   Corte   costituzionale),
l'illegittimita' costituzionale, in via consequenziale, dell'articolo
37, comma 7, del decreto del Presidente  della  Repubblica  8  giugno
2001,  n.  327  (Testo  unico  delle   disposizioni   legislative   e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita')".