DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 novembre 1997, n. 442

Regolamento recante norme per il riordino della disciplina delle opzioni in materia di imposta sul valore aggiunto e di imposte dirette.

note: Entrata in vigore del decreto: 7/1/1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/11/2001)
Testo in vigore dal: 7-1-1998
al: 9-12-2000
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.  633,  e  successive modificazioni, concernenti l'istituzione e la
disciplina dell'imposta sul valore aggiunto;
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.  600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte sui redditi;
  Visto  il  decreto-legge  2  marzo  1989,  n.  69,  convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154;
  Vista la legge 16 dicembre 1991, n. 398;
  Vista la legge 30 dicembre 1991, n. 413;
  Visto  il  decreto  del  Ministro  delle finanze del 9 aprile 1993,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 1993;
  Visto  il  decreto-legge  30  agosto  1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  Visto  il  decreto-legge  23  febbraio 1995, n. 41, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85;
  Visto  l'articolo 3, comma 137, lettera b), della legge 23 dicembre
1996,   n.  662,  che  autorizza  il  Governo  all'emanazione  di  un
regolamento  concernente  il riordino della disciplina delle opzioni,
unificando  i  termini e semplificando le modalita' di esercizio e di
comunicazione  agli  uffici  delle  stesse, e delle relative revoche,
anche   tramite  servizio  postale,  l'eliminazione  dell'obbligo  di
esercizio dell'opzione nei casi in cui le modalita' di determinazione
e  di  assolvimento delle imposte risultino agevolmente comprensibili
dalle scritture contabili o da atti e comportamenti concludenti;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso nell'adunanza
della Sezione consultiva per gli atti normativi del 14 luglio 1997;
  Vista  la  deliberazione  del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 23 ottobre 1997;
  Sulla proposta del Ministro delle finanze;
                              E m a n a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                          Opzione e revoca
  1. L'opzione e la revoca di regimi di determinazione dell'imposta o
di  regimi  contabili  si  desumono  da comportamenti concludenti del
contribuente  o  dalle modalita' di tenuta delle scritture contabili.
La  validita'  dell'opzione  e  della  relativa revoca e' subordinata
unicamente  alla  sua concreta attuazione sin dall'inizio dell'anno o
dell'attivita'.  E'  comunque consentita la variazione dell'opzione e
della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza
di nuove disposizioni normative.
  2.  In  presenza  di  fusione  o scissione di societa' il regime di
determinazione  dell'imposta, prescelto da ciascun soggetto, continua
fino  alla  prevista  scadenza,  con  l'applicazione, ove necessario,
delle  norme  contenute nell'art. 36 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
          Avvertenza:
            Il  testo  delle  note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
           Note alle premesse:
            -  L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
          al  Presidente  della Repubblica il potere di promulgare le
          leggi  e  di  emanare i decreti aventi valore di legge ed i
          regolamenti.
            -  Si riporta il testo dell'art. 17, comma 2, della legge
          23  agosto  1988,  n.  400:  "2. Con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri,  sentito  il  Consiglio  di Stato, sono emanati i
          regolamenti per la disciplina della materie, non coperte da
          riserva  assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
          le   quali   le   leggi   della   Repubblica,  autorizzando
          l'esercizio   della  potesta'  regolamentare  del  Governo,
          determinando  le norme generali regolatrici della materia e
          dispongono  l'abrogazione  delle norme vigenti, con effetto
          dall'entrata in vigore delle norme regolamentari".
            - Si riporta il testo dell'art. 3, comma 137, lettera b),
          della legge 23 dicembre 1996, n. 662: "137. Con regolamenti
          da  emanare  ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23
          agosto  1988,  n.  400,  entro  quattro  mesi dalla data di
          entrata in vigore della presente legge, si provvede:
              a) (omissis);
            b)   al  riordino  della  disciplina  delle  opposizioni,
          unificando  i  termini  e  semplificando  le  modalita'  di
          esercizio  e  di  comunicazione agli uffici delle stesse, e
          delle relative revoche, anche tramite il servizio postale;
          alla  eliminazione  dell'obbligo  di esercizio dell'opzione
          nei  casi  in  cui  le  modalita'  di  determinazione  e di
          assolvimento    delle    imposte    risultino   agevolmente
          comprensibili   dalle  scritture  contabili  o  da  atti  e
          comportamenti concludenti;".
           Note all'art. 1:
            -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  36  del decreto del
          Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633:
            "Art.  36   (Esercizio   di   piu' attivita').   -    Nei
          confronti  dei soggetti  che   esercitano  piu'   attivita'
          l'imposta    si  applica unitariamente  e   cumulativamente
          per   tutte  le   attivita',  con riferimento al  volume di
          affari complessivo,  salvo quanto stabilito nei  successivi
          commi.
            Se   il   soggetto  esercita  contemporaneamente  imprese
          e  arti  o professioni  l'imposta si  applica separatamente
          per l'esercizio  di imprese  e  per  l'esercizio  di   arti
          o  professioni,  secondo  le rispettive   disposizioni    e
          con  riferimento  al  rispettivo  volume d'affari.
            I  soggetti  che esercitano piu' imprese o piu' attivita'
          nell'ambito della stessa  impresa,  ovvero  piu'    arti  o
          professioni,  hanno  facolta' di optare  per l'applicazione
          separata  dell'imposta    relativamente  ad  alcuna   delle
          attivita'    esercitate,  dandone comunicazione all'ufficio
          nella   dichiarazione   relativa     all'anno    precedente
          o     nella dichiarazione di inizio dell'attivita'. In  tal
          caso la detrazione di cui all'art. 19  spetta a  condizione
          che  l'attivita'  sia gestita con contabilita' separata  ed
          e'  esclusa, in   deroga a   quanto  stabilito  nell'ultimo
          comma,  per l'imposta   relativa ai beni non ammortizzabili
          utilizzati promiscuamente.  L'opzione  ha  effetto  fino  a
          quando  non  sia  revocata  e in   ogni caso per almeno  un
          triennio. Se nel  corso di un anno sono    acquistati  beni
          ammortizzabili  la  revoca non  e' ammessa fino  al termine
          del periodo   di  rettifica    della  detrazione    di  cui
          all'art.  19-bis.    La  revoca  deve  essere    comunicata
          all'ufficio  nella  dichiarazione  annuale  ed  ha  effetto
          dall'anno in corso.
            L'imposta   si   applica   in  ogni  caso  separatamente,
          secondo  le rispettive  disposizioni e  con riferimento  al
          volume  di affari  di ciascuna di esse,   per le  attivita'
          di commercio al  minuto di cui al terzo comma dell'art. 24,
          comprese    le  attivita'  ad  esse accessorie e quelle non
          rientranti nella attivita' propria   dell'impresa,  nonche'
          per  le  attivita'   di cui all'art. 34, fermo restando  il
          disposto dei commi  secondo e  terzo dello  stesso articolo
          e per  quelle di  cui all'art.  74,  ultimo comma,  per  le
          quali la  detrazione  prevista dall'art. 19  sia  applicata
          forfettariamente.
            In  tutti  i  casi  nei    quali  l'imposta  e' applicata
          separatamente  per  una     determinata      attivita'   la
          detrazione    di   cui all'art.   19,  se ridotta  ai sensi
          del terzo    comma  dello    stesso  articolo    ovvero  se
          applicata   forfettariamente,   e'  ammessa  per  l'imposta
          relativa  ai  beni   e      ai      servizi      utilizzati
          promiscuamente,  nei    limiti    della    parte imputabile
          all'esercizio dell'attivita' stessa; i passaggi di  servizi
          all'attivita'    soggetta    a    detrazione    ridotta   o
          forfettaria costituiscono   prestazioni di   servizio    ai
          sensi   dell'art.  3 e  si considerano effettuati, in  base
          al loro valore  normale, nel momento in   cui sono    rese.
          Per   i passaggi  interni dei  beni tra  attivita' separate
          si  applicano    le  disposizioni  degli  articoli    21  e
          seguenti,  con  riferimento  al loro valore normale,   e le
          annotazioni di cui agli articoli 23   e 25   devono  essere
          eseguite  nello    stesso mese.   Per i passaggi   dei beni
          all'attivita' di  commercio al   minuto di   cui  al  terzo
          comma  dell'art.    24  e  per  quelli da questa   ad altra
          attivita', l'imposta non e' dovuta, ma  i  passaggi  stessi
          devono  essere  annotati,  in  base    al  corrispettivo di
          acquisto    dei  beni,  entro  il     giorno  non   festivo
          successivo  a    quello    del  passaggio.   Le annotazioni
          devono essere eseguite,  distintamente in base all'aliquota
          applicabile per le relative cessioni, nei registri di   cui
          agli  articoli  23, 24 e 25, ovvero  in  apposito  registro
          tenuto   a  norma  dell'art.  39.  La dichiarazione annuale
          deve essere presentata  su un unico modello  per  tutte  le
          attivita'  secondo  le   modalita' stabilite nel decreto di
          cui al primo comma  dell'art. 28 e i  versamenti  di    cui
          agli  articoli  27,  30  e  33  devono  essere eseguiti per
          l'ammontare complessivo dovuto, al  netto  delle  eccedenze
          detraibili".