DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 luglio 1982, n. 571

Norme per l'attuazione degli articoli 15, ultimo comma, e 17, penultimo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2017)
Testo in vigore dal: 1-1-2018
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 15. 
 
  Quando  il  provvedimento   che   dispone   la   confisca   divenga
inoppugnabile, l'autorita' di cui al primo comma dell'art.  18  della
legge dispone con ordinanza l'alienazione o la distruzione delle cose
confiscate da eseguirsi a cura dei soggetti indicati  nei  primi  due
commi del precedente art. 7, ai quali a tal fine viene inviata  copia
autentica dell'ordinanza. 
  Le somme  ricavate  dalla  vendita  sono  versate  all'ufficio  del
registro e devolute all'erario. 
  Quando siano state confiscate cose di  interesse  storicoartistico,
librario o archivistico ovvero cose che hanno interesse scientifico o
culturale l'autorita' di cui al  primo  comma  ne  da'  comunicazione
rispettivamente, per le prime, al Ministero per i  beni  culturali  e
ambientali, e, per le seconde,  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri. Il Ministro ed il Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri
possono disporre con decreto che le cose confiscate o talune di  esse
siano acquisite al patrimonio indisponibile dello Stato indicando gli
uffici o gli enti competenti  a  provvedere  alla  custodia  ed  alla
conservazione delle cose. 
  Se il decreto non viene emesso entro novanta giorni dalla ricezione
della comunicazione prevista dal comma  precedente,  l'autorita'  che
l'ha inviata procede ai sensi del primo comma. 
  Qualora siano state confiscate somme di denaro, carte  di  credito,
titoli al portatore o emessi o garantiti dallo Stato,  ovvero  valori
di bollo, l'autorita' di cui al primo comma ne  dispone  il  deposito
presso l'ufficio del registro e la devoluzione all'erario. 
  Qualora  siano  stati  confiscati  prodotti  alimentari  idonei  al
consumo umano o animale, l'autorita' di cui al primo comma ne dispone
la cessione gratuita a enti pubblici ovvero a enti privati costituiti
per il perseguimento, senza scopo di lucro, di  finalita'  civiche  e
solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarieta' e
in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e
realizzano  attivita'  d'interesse   generale   anche   mediante   la
produzione e lo scambio di beni e servizi di utilita' sociale nonche'
attraverso forme di mutualita', compresi ((gli enti del Terzo settore
di cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto  legislativo  3
luglio 2017, n. 117)). (7) (8) 
 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, ha disposto (con l'art. 104, comma
2) che "Le disposizioni del titolo X, salvo quanto previsto dal comma
1, si applicano agli enti iscritti nel Registro unico  nazionale  del
Terzo  settore  a  decorrere  dal  periodo  di   imposta   successivo
all'autorizzazione della Commissione europea di cui all'articolo 101,
comma 10, e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di
operativita' del predetto Registro". 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla
L. 4 dicembre 2017, n. 172, nel modificare l'art. 104,  comma  2  del
D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 ha conseguentemente disposto (con l'art.
5-sexies, comma 1) che "L'articolo 104 del codice di cui  al  decreto
legislativo 2 agosto 2017, n. 117, si  interpreta  nel  senso  che  i
termini di decorrenza indicati nei commi 1 e 2 valgono anche ai  fini
dell'applicabilita'  delle   disposizioni   fiscali   che   prevedono
corrispondentemente modifiche o abrogazioni di  disposizioni  vigenti
prima della data di entrata in vigore del medesimo codice di  cui  al
decreto legislativo n. 117 del 2017".