DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 ottobre 1972, n. 633

Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/08/2022)
Testo in vigore dal: 30-10-1993
aggiornamenti all'articolo
                                Art. 53. 
                  Presunzioni di cessione e di acquisto 
 
      Si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che 
    non si trovano nei luoghi in cui il contribuente esercita la  sua
    attivita', comprese  le  sedi  secondarie,  filiali,  succursali,
    dipendenze, stabilimenti, negozi  o  depositi  dell'impresa,  ne'
    presso suoi rappresentanti, salvo che sia dimostrato che  i  beni
    stessi: 
        a) sono stati utilizzati per la produzione, perduti o 
    distrutti; 
        b) sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito o 
    comodato o in dipendenza di contratti estimatori o  di  contratti
    di opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altro titolo
    non traslativo della proprieta'. 
      Con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le 
    modalita' con le quali devono essere effettuate: 
        a) la donazione dei beni ad enti di beneficienza; 
        b) la distruzione dei beni. 
      Le sedi secondarie, filiali o succursali devono risultare dalla 
    iscrizione alla camera di commercio o da altro pubblico registro:
    le dipendenze, gli stabilimenti, i negozi  e  i  depositi  devono
    essere stati indicati a norma dell'art.  35  o  del  primo  comma
    dell'art. 81. La rappresentanza deve risultare da atto  pubblico,
    da scrittura privata registrata o da lettera annotata in apposito
    registro, in data anteriore  a  quella  in  cui  e'  avvenuto  il
    passaggio dei beni, presso l'ufficio competente in  relazione  al
    domicilio fiscale del  rappresentante  o  del  rappresentato.  La
    consegna dei beni a terzi, di cui alla lettera b), deve risultare
    dal libro giornale o da altro libro tenuto  a  norma  del  codice
    civile o da apposito registro tenuto in conformita'  all'art.  39
    del presente decreto, ovvero  da  altro  documento  conservato  a
    norma  dello  stesso  articolo  ((o  da  atto  registrato  presso
    l'ufficio del registro.)) 
      I beni che si trovano nel luogo o in uno dei luoghi in cui il 
    contribuente esercita la sua attivita' si presumono acquistati se
    il contribuente non dimostra, nei casi e nei  modi  indicati  nel
    primo e nel secondo comma, di  averli  ricevuti  in  base  ad  un
    rapporto di rappresentanza o di lavorazione o ad uno degli  altri
    titoli di cui al primo comma. (20) 
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AGGIORNAMENTO (20) 
      Il D.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24 ha disposto (con l'art. 3) che 
    "Le integrazioni e correzioni apportate agli articoli 4,  6,  25,
    ultimo comma, 37, 53 e  58,  del  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonche' al n. 6) della  parte
    terza della tabella A e al n. 6)  della  tabella  B  allegate  al
    decreto stesso, si applicano dal 1 gennaio 1973.  Resta  tuttavia
    ferma, per i soggetti indicati nel quarto comma dell'art.  4,  la
    non imponibilita': 1) delle operazioni effettuate senza  distinta
    organizzazione fino al 31 dicembre  1974;  2)  delle  cessioni  e
    prestazioni fatte ai propri soci, associati o partecipanti, verso
    pagamento   di   corrispettivi   specifici   o   di    contributi
    supplementari,  fino  al  31  marzo  1979;  3)  delle  operazioni
    relative alle attivita' indicate alle lettere d) e g) del  quinto
    comma dell'art. 4 effettuate fino al 31 marzo 1979. I  mutui  per
    l'acquisto di abitazioni e i prestiti concessi da enti o casse di
    previdenza  ai  propri  iscritti  si  intendono  compresi   nella
    esenzione gia' prevista dall'art. 10, n.  18),  del  decreto  del
    Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633".