DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/05/2022)
Testo in vigore dal: 21-2-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 558. 
          (Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo) 
 
  1. Gli ufficiali o gli agenti  di  polizia  giudiziaria  che  hanno
eseguito l'arresto  in  flagranza  o  che  hanno  avuto  in  consegna
l'arrestato  lo  conducono  direttamente  davanti  al   giudice   del
dibattimento per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio,
sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In tal
caso citano anche  oralmente  la  persona  offesa  e  i  testimoni  e
avvisano il difensore di fiducia o, in mancanza, quello designato  di
ufficio a norma dell'articolo 97, comma 3. 
  2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli  agenti
di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o che hanno avuto
in consegna l'arrestato gliene danno immediata notizia  e  presentano
l'arrestato all'udienza che il giudice fissa  entro  quarantotto  ore
dall'arresto. Non si applica la disposizione  prevista  dall'articolo
386, comma 4. 
  3. Il giudice  al  quale  viene  presentato  l'arrestato  autorizza
l'ufficiale o l'agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e
quindi sente l'arrestato per la convalida dell'arresto. 
  ((4. Se il pubblico ministero ordina che l'arrestato  in  flagranza
sia  posto  a  sua  disposizione,  lo  puo'  presentare  direttamente
all'udienza, in stato di arresto, per la convalida e  il  contestuale
giudizio,  entro  quarantotto  ore  dall'arresto.  Si  applicano   al
giudizio di  convalida  le  disposizioni  dell'art.  391,  in  quanto
compatibili.)) 
  ((4-bis. Salvo quanto previsto dal comma 4-ter, nei casi di cui  ai
commi 2 e  4  il  pubblico  ministero  dispone  che  l'arrestato  sia
custodito in uno dei luoghi indicati nel comma 1  dell'articolo  284.
In caso di mancanza, indisponibilita' o inidoneita' di tali luoghi, o
quando essi sono ubicati  fuori  dal  circondario  in  cui  e'  stato
eseguito l'arresto, o in caso  di  pericolosita'  dell'arrestato,  il
pubblico ministero dispone che sia custodito presso idonee  strutture
nella disponibilita' degli ufficiali o agenti di polizia  giudiziaria
che  hanno  eseguito  l'arresto  o  che  hanno  avuto   in   consegna
l'arrestato. In caso di mancanza, indisponibilita' o  inidoneita'  di
tali strutture, o se ricorrono altre specifiche ragioni di necessita'
o di urgenza, il pubblico ministero dispone con decreto motivato  che
l'arrestato sia condotto nella  casa  circondariale  del  luogo  dove
l'arresto e' stato  eseguito  ovvero,  se  ne  possa  derivare  grave
pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale vicina. 
  4-ter. Nei casi previsti dall'articolo 380, comma 2, lettere e-bis)
ed f), il pubblico ministero dispone che  l'arrestato  sia  custodito
presso idonee strutture nella disponibilita' degli ufficiali o agenti
di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o che hanno avuto
in consegna l'arrestato. Si applica la disposizione di cui  al  comma
4-bis, terzo periodo)). 
  5. Se l'arresto non e' convalidato, il giudice restituisce gli atti
al  pubblico  ministero.  Il  giudice  procede  tuttavia  a  giudizio
direttissimo quando l'imputato e il pubblico ministero vi consentono. 
  6. Se l'arresto e' convalidato a norma  dei  commi  precedenti,  si
procede immediatamente' al giudizio. 
  7. L'imputato ha facolta' di chiedere un termine per  preparare  la
difesa non superiore a cinque giorni. Quando l'imputato si avvale  di
tale  facolta',  il  dibattimento   e'   sospeso   fino   all'udienza
immediatamente successiva alla scadenza del termine. 
  8. Subito dopo l'udienza di convalida,  l'imputato  puo'  formulare
richiesta di giudizio abbreviato ovvero di applicazione della pena su
richiesta. In tal caso il giudizio  si  svolge  davanti  allo  stesso
giudice del dibattimento. Si applicano le disposizioni  dell'articolo
452, comma 2. 
  9. Il pubblico ministero  puo',  altresi',  procedere  al  giudizio
direttissimo nei casi previsti dall'articolo 449, commi 4 e 5. (117a) 
 
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AGGIORNAMENTO (90) 
  Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha  disposto  (con  l'art.  247,
comma 1) che "Il presente decreto  legislativo  entra  in  vigore  il
giorno successivo alla sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana  e  diventa  efficace  decorso  il  termine
stabilito dall'articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio
1997, n. 254, fatta eccezione  per  le  disposizioni  previste  dagli
articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3." 
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AGGIORNAMENTO (90a) 
  Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51  come  modificato  dalla  L.  16
giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l'art. 247,  comma  1)  che  "Il
presente decreto legislativo entra in  vigore  il  giorno  successivo
alla sua pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana e diventa efficace a decorrere dal 2  giugno  1999  ,  fatta
eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17,  33,  comma
1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3." 
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AGGIORNAMENTO (117a) 
  Il D.L. 8 giugno 1992, n. 306 convertito con modificazioni dalla L.
07 agosto 1992, n. 356, come modificato, dalla L. 16  dicembre  1999,
n. 479 ha disposto (con l'art. 12-bis, comma  1)  che  "per  i  reati
concernenti le armi e gli esplosivi, il pubblico ministero procede al
giudizio direttissimo anche fuori dei casi  previsti  dagli  articoli
449 e 558 del codice di procedura penale, salvo che siano  necessarie
speciali indagini."