MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 13 febbraio 2003, n. 44

Regolamento di riorganizzazione della struttura operativa dell'Ispettorato centrale repressione frodi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/12/2004)
vigente al 19/01/2022
Testo in vigore dal: 28-12-2004
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          IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

  Visto  il  decreto-legge  18  giugno  1986, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, che all'articolo 10
ha previsto l'istituzione dell'Ispettorato centrale repressione frodi
presso il Ministero dell'agricoltura e foreste;
  Visto  il  decreto-legge  21 novembre 2000, n. 335, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 19 gennaio 2001, n. 3, che all'articolo 2
autorizza   il  Ministro  delle  politiche  agricole  e  forestali  a
provvedere,  con  regolamento  da  emanare ai sensi dell'articolo 17,
comma  3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, alla razionalizzazione
dell'Ispettorato centrale repressione frodi, con particolare riguardo
alla  dislocazione  logistica degli uffici, al fine di conseguire una
piu'   funzionale   presenza  del  personale  a  livello  centrale  e
periferico,  fermo  l'attuale  organico  determinato  con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei Ministri del 27 novembre 1996, ed una
piu'  razionale organizzazione dei laboratori, senza oneri aggiuntivi
a carico del bilancio dello Stato;
  Visto  il  decreto-legge  11  gennaio  2001,  n. 1, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 9 marzo 2001, n. 49, che all'articolo 3,
comma  3,  stabilisce che l'Ispettorato centrale repressione frodi e'
posto alle dirette dipendenze del Ministro delle politiche agricole e
forestali,  opera  con organico proprio ed autonomia organizzativa ed
amministrativa e costituisce un autonomo centro di responsabilita' di
spesa;
  Visto  il  decreto  legislativo  30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni;
  Vista  la  legge  costituzionale  n. 3 del 18 ottobre 2001, recante
modifiche al titolo V, parte II, della Costituzione;
  Visto l'articolo 18, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
recante  disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio  annuale  e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002);
  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2002,
n.  278,  recante  "Rideterminazione  della  dotazione  organica  del
personale appartenente alle aree funzionali dell'Ispettorato centrale
repressione frodi";
  Considerato    che    la    razionalizzazione    della    struttura
dell'Ispettorato  centrale  repressione  frodi,  prevista  dal citato
articolo  2  del decreto-legge n. 335/2000, convertito nella legge n.
3/2001,  e'  necessaria  per garantire una piu' efficace tutela della
qualita'  dei  prodotti  agroalimentari  ed  un  elevato  livello  di
sicurezza agroalimentare;
  Ritenuto   che,  nell'ambito  della  prescritta  razionalizzazione,
debbano  essere privilegiate, in particolare, la programmazione delle
attivita'  istituzionali,  nonche'  l'indirizzo  ed  il coordinamento
delle  attivita'  ispettiva ed analitica, svolte dall'Amministrazione
centrale,  oltre  alla  formazione ed all'aggiornamento professionale
del personale;
  Ritenuto  che,  allo  scopo precipuo di garantire una presenza piu'
tempestiva  e  capillare  sul  territorio, l'attivita' ispettiva vada
espletata  per circoscrizioni territoriali omogenee, comprendenti una
o  piu'  Regioni,  tenuto  conto del numero di aziende operanti e del
tipo  di  produzioni  piu'  diffuse,  nonche' del piu' o meno elevato
rischio di commissione di frodi nel comparto agro-alimentare;
  Considerato,  altresi', necessario procedere alla razionalizzazione
delle attivita' di laboratorio, provvedendo alla individuazione di un
congruo  numero  di  laboratori,  da  accreditare a norma del decreto
legislativo n. 156/97, con adeguata dotazione organica e strumentale,
collocati   in   strutture   funzionali   ed   idonee   a   garantire
l'espletamento   tempestivo   delle   analisi,   nonche'  qualificati
scientificamente,    in    grado    di   conseguire   le   necessarie
specializzazioni  nei  diversi  settori  merceologici e di mettere in
atto  studi  indirizzati  alla  messa a punto di metodi analitici per
individuare  le  sempre  piu'  sofisticate frodi commesse nel settore
agroalimentare e dei mezzi tecnici di produzione agricola;
  Ritenuto  indispensabile  prevedere  un'adeguata  razionalizzazione
dell'attivita'  sanzionatoria,  al  fine di consentire la definizione
con  maggiore  tempestivita' dei relativi procedimenti, anche in modo
da  non  danneggiare gli operatori del settore nell'accesso al regime
degli aiuti comunitari;
  Ritenuto  che  una  riorganizzazione  fondata  sui criteri poc'anzi
descritti  rappresenti  anche lo strumento piu' idoneo per consentire
all'Ispettorato  di espletare con maggiore efficacia i propri compiti
istituzionali;
  Ritenuto necessario, allo scopo di rendere piu' agevole il concorso
con  le  altre forze di polizia, cosi' come previsto dall'articolo 6,
comma  7,  della  legge  n.  462/1986, istituire un apposito Comitato
tecnico,  composto da rappresentanti di tutti gli organi di controllo
operanti sul territorio, con il compito di concertare azioni volte ad
attuare  una  piu' incisiva lotta alle frodi agroalimentari, evitando
possibili sovrapposizioni;
  Sentite  le  organizzazioni  sindacali maggiormente rappresentative
sul piano nazionale;
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito  il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza del
28 ottobre 2002;
  Ritenuta  necessaria, in considerazione della competenza statale in
materia  di  prevenzione  e  repressione  delle frodi agroalimentari,
nonche'  della  peculiare  operativita'  sul  territorio  nel settore
agricolo ed agroalimentare delle regioni e delle province autonome di
Trento  e  Bolzano,  l'istituzione  di  un apposito Comitato tecnico,
composto  da  rappresentanti del Ministero delle politiche agricole e
forestali e rappresentanti delle regioni e delle province autonome di
Trento  e  Bolzano  con  il  compito  di  individuare idonee forme di
cooperazione volte a garantire la migliore efficienza e funzionalita'
dell'azione  di  vigilanza  sul  territorio  e della lotta alle frodi
commesse   nel   comparto  agroalimentare  e  dei  mezzi  tecnici  di
produzione agricola;
  Considerato  che  i  suddetti  organismi collegiali hanno carattere
esclusivamente   tecnico   e   che   sono   indispensabili   per   il
raggiungimento degli obiettivi istituzionali prefissati;
  Acquisito il parere della XIII Commissione Agricoltura della Camera
dei  deputati  in  data  16  gennaio  2003  e  considerato  che la IX
Commissione  Agricoltura  del Senato della Repubblica non ha espresso
il prescritto parere entro il termine previsto del 1 gennaio 2003;
  Vista  la  comunicazione  al Presidente del Consiglio dei Ministri,
effettuata con nota n. 5164 del 27 gennaio 2003;

                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1.

  ((1.    L'Amministrazione    centrale   dell'Ispettorato   centrale
repressione  frodi  e'  articolata  nei  seguenti  uffici  di livello
dirigenziale non generale:
    Ufficio   I:   supporto   all'Ispettore   generale  capo  per  il
coordinamento  della struttura, per l'assegnazione degli obiettivi ai
dirigenti  e  per la valutazione dei relativi risultati; monitoraggio
della  legislazione nazionale e comunitaria nei settori istituzionali
di  competenza dell'Ispettorato; supporto e consulenza giuridica agli
uffici per la predisposizione di provvedimenti generali di attuazione
di  norme  legislative  e  regolamentari  nelle materie di competenza
dell'Ispettorato; comunicazione istituzionale; relazioni sindacali;
    Ufficio   II:   programmazione   delle  attivita'  istituzionali;
monitoraggio  e  valutazione  dei programmi di attivita' svolti dagli
uffici  centrali,  periferici  e  dai  laboratori;  organizzazione  e
funzionamento  del sistema informativo dell'Ispettorato; gestione del
Comitato previsto di cui al successivo articolo 4;
    Ufficio  III: indirizzo, coordinamento e vigilanza sull'attivita'
ispettiva   svolta   dagli   uffici   periferici   nei  vari  settori
merceologici;  relazioni con altri organismi di controllo nazionali e
internazionali;  gestione  del Comitato di cui al successivo articolo
5;
    Ufficio  IV:  indirizzo, coordinamento e vigilanza sull'attivita'
svolta  dai  laboratori nei vari settori merceologici; monitoraggio e
verifica della qualita' dei laboratori; aggiornamento delle metodiche
ufficiali  di analisi dei prodotti agroalimentari e delle sostanze di
uso  agrario e forestale; direzione del Laboratorio di Roma di cui al
successivo articolo 3;
    Ufficio   V:   attivita'   di   studio   e  ricerca  nei  settori
istituzionali  di competenza dell'Ispettorato; analisi del fabbisogno
di   formazione   ed   aggiornamento   professionale  del  personale;
programmazione  di  attivita' formative e organizzazione dei relativi
corsi;
    Ufficio  VI:  trattamento giuridico ed economico del personale in
servizio  ed  in quiescenza, e relativo contenzioso; reclutamento del
personale  e  relativo  contenzioso;  mobilita';  conto annuale delle
spese  sostenute  per  il  personale  ai  sensi  dell'articolo 60 del
decreto  legislativo  30  marzo  2001, n. 165; gestione dell'anagrafe
delle prestazioni;
    Ufficio   VII:   affari  generali;  bilancio  dell'Ispettorato  e
gestione  dei relativi capitoli; tenuta della contabilita' analitica;
attivita'    contrattuale;    servizi   di   economato;   analisi   e
programmazione  dei  fabbisogni  di  risorse strumentali e logistiche
dell'Ispettorato;  coordinamento  della gestione e della manutenzione
dei  beni  dell'Ispettorato;  attuazione  delle  norme  in materia di
sicurezza sul lavoro e di salute dei lavoratori;
    Ufficio   VIII:  irrogazione  delle  sanzioni  amministrative  di
competenza dell'Ispettorato e relativo contenzioso;
    Ufficio IX: vigilanza amministrativa sugli uffici periferici ed i
laboratori; controllo di gestione.))