DECRETO-LEGGE 20 settembre 1996, n. 487

Disposizioni urgenti per accelerare la realizzazione del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, gli interventi nelle aree depresse, nonche' il completamento di progetti FIO.

note: Entrata in vigore del decreto: 22-9-1996.
Decreto-Legge decaduto per mancata conversione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 07/04/1998)
Testo in vigore dal: 22-9-1996
al: 20-11-1996
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita' ed urgenza di accelerare la
realizzazione dei progetti ammessi nell'ambito del programma generale
di metanizzazione del Mezzogiorno approvato con delibera CIPE dell'11
febbraio  1988, degli interventi urgenti nelle aree depresse, nonche'
il completamento di progetti FIO;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 settembre 1996;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del tesoro e del bilancio e della programmazione economica,
di   concerto   con   i  Ministri  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
                              E M A N A
                     il seguente decreto-legge:
                               Art. 1.
  1.  Al  fine  di  accelerare  la realizzazione delle opere da parte
degli  enti di cui alla delibera CIPE dell'11 febbraio 1988, la Cassa
depositi  e prestiti e' autorizzata a prelevare dal conto corrente di
tesoreria n. 20111 denominato "Cassa depositi e prestiti - Contributi
FESR ai comuni", le somme disponibili necessarie per il pagamento del
contributo  comunitario  a  fronte dell'intero importo degli stati di
avanzamento  dell'intervento  e dello stato finale purche' presentati
entro  il  30  settembre  1996 dandone comunicazione al Ministero del
bilancio   e   della   programmazione   economica,   al   fine  della
ratificazione della spesa mediante lettera di conferma.
  2.  Il  limite  del  90  per  cento  delle risorse impegnate di cui
all'articolo  2, comma 1, del decreto ministeriale 11 giugno 1991, n.
209, e' soppresso.
  3.  Il Ministero del tesoro autorizza, in via preventiva e generale
per  i  decreti  concessivi  emessi,  la  Cassa depositi e prestiti a
disporre  la  liquidazione  delle  spese  documentate  sugli stati di
avanzamento dell'intervento, comprensive di quelle per varianti e per
le  compensazioni  di  spese  previste, sempre nel limite della spesa
totale ammessa ai benefici della legge 28 novembre 1980, n. 784.
  4. I comuni e loro concessionari che hanno terminato, ma non ancora
collaudato  le  opere,  al fine di utilizzare i contributi comunitari
nel  termine  prescritto,  devono  presentare  alla  Cassa depositi e
prestiti   ed   al   Ministero   dell'industria,   del   commercio  e
dell'artigianato,  entro  il  30  settembre  1996, lo stato finale di
spesa  compiutamente documentato e corredato da dichiarazione giurata
del  direttore  dei  lavori  che  attesti la regolare esecuzione e la
veridicita' delle voci esposte.
  5.  La Cassa depositi e prestiti, esperita la relativa istruttoria,
liquida,   avvalendosi   delle  disponibilita'  esistenti  sui  conti
correnti  di  Tesoreria, le somme relative al saldo totale, somme che
saranno  considerate  erogazioni  definitive a tutti gli effetti solo
dopo il completamento della documentazione finale di spesa e relativa
istruttoria  per  l'approvazione  degli atti di collaudo da parte del
Ministero  dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dopo il
decreto del Ministro del tesoro.
  6.  Le  garanzie  rilasciate  dal concessionario del buon esito del
collaudo  continuano  ad  avere  efficacia  fino all'approvazione del
collaudo finale.
  7.  La documentazione di collaudo dovra', a pena di decadenza delle
agevolazioni,  essere  trasmessa  al  Ministero  dell'industria,  del
commercio  e  dell'artigianato  per  l'istruttoria finale entro il 30
settembre 1997.
  8.  Per  gli  interventi non ultimati entro il 30 settembre 1996, i
lavori possono essere completati con presentazione dello stato finale
di    spesa    al   Ministero   dell'industria,   del   commercio   e
dell'artigianato ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n.
96  del 3 aprile 1993, entro il 31 ottobre 1998. Restano confermati i
contributi  nazionali  previsti  ove  la  corrispondente  quota parte
residua del contributo comunitario non piu' riconoscibile dall'Unione
europea  sia  surrogata  da  mezzi  finanziari  propri  dei  soggetti
responsabili  degli  interventi.  Per  i progetti per i quali non sia
stato presentato entro il 31 ottobre 1998 lo stato finale di spesa e'
dichiarata  la  decadenza,  con  decreto  del  Ministro del tesoro di
concerto   con   i   Ministri   dell'industria,   del   commercio   e
dell'artigianato e del bilancio e della programmazione economica, dei
relativi   finanziamenti  nazionali  e  comunitari.  Analogamente  si
provvede  qualora  la documentazione di collaudo non sia trasmessa al
Ministero  dell'industria,  del commercio e dell'artigianato entro il
30 aprile 1999.
  9.  Entro  il  30  giugno  1997 il nucleo ispettivo per la verifica
degli  investimenti  pubblici  del  Ministero  del  bilancio  e della
programmazione   economica,  integrato  per  lo  specifico  scopo  da
rappresentanti   del   Ministero   dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato,  provvede alla verifica di tutti gli interventi per
i  quali  non  sia stato presentato il primo stato di avanzamento dei
lavori  entro  il 31 dicembre 1996; viene dichiarata la decadenza dei
relativi  finanziamenti, qualora da una valutazione complessiva dello
stato  dei lavori risulti che l'intervento non potra' essere ultimato
entro il 31 ottobre 1998.
  10.   La   dichiarazione   di   decadenza   comporta  l'obbligo  di
restituzione  dei contributi gia' concessi maggiorati dagli interessi
al tasso legale.
  11.  E' soppressa la disposizione di cui all'ultimo comma, punto 1,
della delibera CIPE del 27 aprile 1984.
  12.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano anche agli
interventi  relativi alla realizzazione degli adduttori di competenza
ENI-SNAM.