MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

DECRETO 25 maggio 1987, n. 219

Modalita' di attuazione degli interventi previsti dall'art. 8, punti 1 e 2, del decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 marzo 1987, n. 120, relativi alla realizzazione di nuovi stabilimenti industriali nelle zone terremotate della Campania e della Basilicata.

vigente al 27/01/2022
  • Allegati
Testo in vigore dal: 21-6-1987
      IL MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

(DELEGATO ALL'ATTUAZIONE DEGLI ARTICOLI 21 E 32 DELLA LEGGE 14 MAGGIO
                            1981, n. 219)

  Visto  il  decreto-legge  26  gennaio  1987,  n. 8, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 marzo 1987, n. 120;
  Visto  il proprio decreto 12 febbraio 1987, n. 73, pubblicato nella
Gazzetta   Ufficiale   n.   57   del  10  marzo  1987,  disciplinante
l'attuazione  dell'art.  8, punti 1 e 2, del citato decreto-legge del
26 gennaio 1987, n. 8;
  Considerato  che  l'anzidetta  legge  27  marzo  1987,  n.  120, ha
apportato  modificazioni  alle  succitate  disposizioni  previste dai
punti 1 e 2 del decreto-legge del 26 gennaio 1987, n. 8;
  Ravvisata,  pertanto,  la  necessita'  di prevedere le modalita' di
attuazione  degli  interventi  previsti dall'art. 8, punti 1 e 2, del
decreto-legge   del   26   gennaio   1987,  n.  8,  alla  luce  delle
modificazioni contenute nella predetta legge di conversione;

                              Decreta:
                               Art. 1.

  1.  Le  iniziative dirette alla realizzazione di nuovi stabilimenti
industriali   nei  nuclei  industriali  di  cui  all'allegato  elenco
(allegato A), per le quali sia presentata la relativa domanda entro e
non oltre il 30 giugno 1987, possono essere ammesse a contributi pari
al  75%  della  spesa  funzionalmente necessaria per la realizzazione
dello  stabilimento, nonche' di quella per la formazione di scorte di
materie prime e semilavorati, adeguate alle caratteristiche del ciclo
di  lavorazione e dell'attivita' dell'impresa, in misura comunque non
superiore al 40% degli investimenti fissi ammessi a contributo.
  2.  Sono  prioritariamente  ammissibili  a contributo le iniziative
industriali di cui ai punti I e II che seguono:
  I)  Le  iniziative per interventi nei settori o comparti di seguito
elencati:
    a)   costruzione   di   sistemi  per  il  controllo  di  processi
industriali (345.3);
    b)   costruzione   di  componenti  elettronici  (345.4)  compresa
elettronica digitale e dispositivi e prodotti elettronici;
    c)  produzione  di  apparati,  macchine,  apparecchi  e strumenti
elettronici,  di  telecomunicazioni  e affini (non da classificazione
ISTAT);
    d)  costruzione  e  riparazione di aeronavi (364), comprese altre
produzioni aerospaziali;
    e) riciclaggio di materiale plastico per la produzione di materie
prime   plastiche,   resine   sintetiche   ed   elastomeri   (non  da
classificazione ISTAT);
    f) impianti per la produzione di software per il mercato;
    g) robotica avanzata (non da classificazione ISTAT);
    h) produzione di fibre ottiche (non da classificazione ISTAT);
    i)  prodotti innovativi ad elevate prestazioni fisico-meccaniche;
plastiche   ingegneristiche;   compositi   avanzati;   materiali  per
l'elettronica e ceramiche fini (non da classificazione ISTAT);
    l)   intermedi,   ausiliari  ed  additivi  di  chimica  fine  per
l'industria (non da classificazione ISTAT);
    m)   attivita'   che  impiegano  la  biotecnologia  nel  processo
produttivo (non da classificazione ISTAT);
    n)  impianti  fissi  e  mobili  di  ricerca e sperimentazione nel
settore  dell'estrazione  di  materiali  dal  fondo  marino  (non  da
classificazione ISTAT);
    II)  le  iniziative promosse da imprenditori operanti nell'ambito
della  stessa  provincia,  che intendono realizzare attivita' indotte
dalle industrie localizzate nelle aree.
  3. La spesa ammissibile a contributo non puo' superare in ogni caso
l'importo massimo di 50 miliardi di lire.
  4.  Le  iniziative di cui sopra, se proposte dalla stessa impresa o
da  imprese  dello  stesso  gruppo o comunque collegate con rilevanti
partecipazioni,  non possono essere oggetto di separati provvedimenti
di   contributo,   quando   gli   stabilimenti  abbiano  collegamenti
impiantistici, siano ubicati nella medesima area industriale e quando
le  loro  produzioni, affini, non siano autonomamente collocabili sul
mercato.
  5.  I contributi di cui al presente decreto non sono cumulabili con
altre  agevolazioni  od  incentivi  finanziari  riferiti  agli stessi
investimenti.
  6.   Non   possono   essere  ammesse  a  contributo  le  iniziative
industriali  per  i  settori  o  comparti di cui ai punti 4 e 5 della
delibera  CIPI  in  data  16  luglio  1986, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 192 del 20 agosto 1986.