LEGGE 1 febbraio 2006, n. 43

Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 4/3/2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/01/2018)
Testo in vigore dal: 9-11-2007
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               ART. 4.
          Delega al Governo per l'istituzione degli ordini
                        ed albi professionali

  1.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro ((ventiquattro mesi))
dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge, uno o piu'
decreti   legislativi  al  fine  di  istituire,  per  le  professioni
sanitarie   di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  i  relativi  ordini
professionali,  senza  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica,  nel  rispetto  delle competenze delle regioni e sulla base
dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  trasformare  i  collegi  professionali  esistenti  in  ordini
professionali,   salvo  quanto  previsto  alla  lettera  b)  e  ferma
restando,  ai  sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, e del citato
decreto  del  Ministro  della  sanita'  29 marzo 2001, l'assegnazione
della   professione   dell'assistente   sanitario   all'ordine  della
prevenzione,  prevedendo  l'istituzione  di  un ordine specifico, con
albi  separati  per  ognuna delle professioni previste dalla legge n.
251  del  2000,  per  ciascuna  delle  seguenti  aree  di professioni
sanitarie:   area  delle  professioni  infermieristiche;  area  della
professione  ostetrica;  area delle professioni della riabilitazione;
area  delle  professioni  tecnico-sanitarie;  area  delle professioni
tecniche della prevenzione;
    b)  aggiornare  la  definizione  delle  figure  professionali  da
includere  nelle  fattispecie  di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della
legge  10  agosto  2000,  n.  251,  come attualmente disciplinata dal
decreto ministeriale 29 marzo 2001;
    c)  individuare,  in  base  alla  normativa vigente, i titoli che
consentano l'iscrizione agli albi di cui al presente comma;
    d)  definire,  per  ciascuna delle professioni di cui al presente
comma, le attivita' il cui esercizio sia riservato agli iscritti agli
ordini  e  quelle  il  cui  esercizio  sia riservato agli iscritti ai
singoli albi;
    e)  definire  le  condizioni e le modalita' in base alle quali si
possa  costituire  un  unico  ordine  per  due  o  piu' delle aree di
professioni sanitarie individuate ai sensi della lettera a);
    f)  definire  le  condizioni e le modalita' in base alle quali si
possa  costituire  un  ordine  specifico  per  una  delle professioni
sanitarie  di cui al presente comma, nell'ipotesi che il numero degli
iscritti  al relativo albo superi le ventimila unita', facendo salvo,
ai fini dell'esercizio delle attivita' professionali, il rispetto dei
diritti   acquisiti   dagli  iscritti  agli  altri  albi  dell'ordine
originario  e  prevedendo  che  gli  oneri della costituzione siano a
totale carico degli iscritti al nuovo ordine;
    g)   prevedere,   in   relazione   al   numero  degli  operatori,
l'articolazione  degli  ordini  a  livello  provinciale o regionale o
nazionale;
    h) disciplinare i principi cui si devono attenere gli statuti e i
regolamenti degli ordini neocostituiti;
    i)  prevedere  che  le  spese  di costituzione e di funzionamento
degli  ordini ed albi professionali di cui al presente articolo siano
poste  a  totale  carico  degli  iscritti,  mediante la fissazione di
adeguate tariffe;
    l)  prevedere  che,  per gli appartenenti agli ordini delle nuove
categorie   professionali,   restino   confermati   gli  obblighi  di
iscrizione  alle  gestioni  previdenziali previsti dalle disposizioni
vigenti.
  2.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi predisposti ai sensi del
comma  1,  previa acquisizione del parere della Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento   e   di   Bolzano,   sono   trasmessi  alle  Camere  ai  fini
dell'espressione  dei  pareri da parte delle Commissioni parlamentari
competenti  per  materia,  che  sono resi entro quaranta giorni dalla
data  di  trasmissione.  Decorso tale termine, i decreti sono emanati
anche  in  mancanza  dei  pareri.  Qualora  il termine previsto per i
pareri dei competenti organi parlamentari scada nei trenta giorni che
precedono  o  seguono  la  scadenza  del  termine  di cui al comma 1,
quest'ultimo s'intende automaticamente prorogato di novanta giorni.