LEGGE 4 febbraio 2005, n. 11

Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari.

note: Entrata in vigore della legge: 2-3-2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 04/01/2013)
Testo in vigore dal: 2-3-2005
al: 18-1-2013
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                              Art. 16. 
Attuazione delle direttive comunitarie da parte delle regioni e delle
                          province autonome 
 
  1. Le regioni e le province  autonome,  nelle  materie  di  propria
competenza,  possono  dare  immediata   attuazione   alle   direttive
comunitarie.  Nelle  materie  di  competenza  concorrente  la   legge
comunitaria indica i principi fondamentali non derogabili dalla legge
regionale o provinciale sopravvenuta  e  prevalenti  sulle  contrarie
disposizioni  eventualmente  gia'  emanate  dalle  regioni  e   dalle
province autonome. 
  2. I provvedimenti adottati dalle regioni e dalle province autonome
per dare attuazione alle  direttive  comunitarie,  nelle  materie  di
propria competenza legislativa, devono recare nel  titolo  il  numero
identificativo della direttiva attuata e devono essere immediatamente
trasmessi  in  copia  conforme  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie. 
  3.  Ai  fini  di  cui  all'articolo  117,   quinto   comma,   della
Costituzione, le disposizioni legislative adottate  dallo  Stato  per
l'adempimento degli obblighi comunitari, nelle materie di  competenza
legislativa delle regioni e delle province  autonome,  si  applicano,
per le regioni e le province autonome, alle condizioni e  secondo  la
procedura di cui all'articolo 11, comma 8, secondo periodo. 
  4. Nelle materie di cui  all'articolo  117,  secondo  comma,  della
Costituzione, cui hanno riguardo le direttive, il  Governo  indica  i
criteri e formula le direttive ai quali si devono attenere le regioni
e le province autonome ai fini del  soddisfacimento  di  esigenze  di
carattere  unitario,  del   perseguimento   degli   obiettivi   della
programmazione economica e del rispetto degli impegni derivanti dagli
obblighi internazionali. Detta funzione, fuori dai casi  in  cui  sia
esercitata con legge o con atto avente forza di legge o,  sulla  base
della legge comunitaria, con i regolamenti previsti dall'articolo 11,
e' esercitata mediante deliberazione del Consiglio dei  Ministri,  su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per
le politiche comunitarie, d'intesa con i Ministri competenti  secondo
le modalita' di cui all'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59. 
          Note all'art. 16: 
              - Per l'art.  117  della  Costituzione,  vedi  le  note
          all'art. 9. 
              - L'art. 8 della citata legge n.  59  del  1997,  cosi'
          recita: 
              «Art. 8. - 1. Gli atti  di  indirizzo  e  coordinamento
          delle  funzioni  amministrative  regionali,  gli  atti   di
          coordinamento  tecnico,  nonche'  le   direttive   relative
          all'esercizio delle funzioni delegate, sono adottati previa
          intesa con la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo
          Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
          Bolzano, o con la singola regione interessata. 
              2. Qualora nel termine di quarantacinque  giorni  dalla
          prima consultazione l'intesa non sia stata  raggiunta,  gli
          atti di cui al comma 1 sono adottati con deliberazione  del
          Consiglio dei ministri,  previo  parere  della  Commissione
          parlamentare per le questioni regionali da esprimere  entro
          trenta giorni dalla richiesta. 
              3. In caso di urgenza il Consiglio  dei  Ministri  puo'
          provvedere senza l'osservanza delle  procedure  di  cui  ai
          commi 1 e 2. I provvedimenti  in  tal  modo  adottati  sono
          sottoposti all'esame degli organi di cui ai  commi  1  e  2
          entro  i  successivi  quindici  giorni.  Il  Consiglio  dei
          ministri e' tenuto a riesaminare i provvedimenti in  ordine
          ai quali siano stati espressi pareri negativi. 
              4. Gli atti di indirizzo e coordinamento, gli  atti  di
          coordinamento tecnico, nonche' le  direttive  adottate  con
          deliberazione del Consiglio dei  ministri,  sono  trasmessi
          alle competenti Commissioni parlamentari. 
              5. Sono abrogate le seguenti  disposizioni  concernenti
          funzioni di indirizzo e coordinamento dello Stato: 
                a) l'art. 3, legge 22 luglio 1975, n. 382; 
                b)  l'art.  4,  secondo  comma,   del   decreto   del
          Presidente della Repubblica 24  luglio  1977,  n.  616,  il
          primo comma del medesimo articolo limitatamente alle parole
          da: "nonche' la funzione di indirizzo" fino a: "n.  382"  e
          alle parole "e con la Comunita' economica europea", nonche'
          il terzo comma del medesimo  articolo,  limitatamente  alle
          parole:  "impartisce  direttive   per   l'esercizio   delle
          funzioni amministrative delegate  alle  regioni,  che  sono
          tenute ad osservarle, ed"; 
                c) l'art. 2, comma 3,  lettera  d),  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400, limitatamente alle parole:  "gli  atti
          di indirizzo e coordinamento dell'attivita'  amministrativa
          delle  regioni   e,   nel   rispetto   delle   disposizioni
          statutarie,  delle  regioni  a  statuto  speciale  e  delle
          province autonome di Trento e Bolzano"; 
                d) l'art. 13, comma 1, lettera  e),  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400, limitatamente alle parole: "anche  per
          quanto  concerne  le  funzioni  statali  di   indirizzo   e
          coordinamento"; 
                e) l'art. 1, comma 1, lettera  hh),  della  legge  12
          gennaio 1991, n. 13. 
              6. E' soppresso l'ultimo periodo della lettera  a)  del
          primo comma dell'art. 17 della legge  16  maggio  1970.  n.
          281».