LEGGE 4 febbraio 2005, n. 11

Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari.

note: Entrata in vigore della legge: 2-3-2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 04/01/2013)
Testo in vigore dal: 2-3-2005
al: 18-1-2013
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                              Art. 11. 
          Attuazione in via regolamentare e amministrativa 
 
  1. Nelle materie di cui  all'articolo  117,  secondo  comma,  della
Costituzione, gia' disciplinate con legge, ma non coperte da  riserva
assoluta di legge,  le  direttive  possono  essere  attuate  mediante
regolamento  se  cosi'  dispone  la  legge  comunitaria.  Il  Governo
presenta alle Camere, in allegato al disegno di legge comunitaria, un
elenco  delle  direttive  per   l'attuazione   delle   quali   chiede
l'autorizzazione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera d). 
  2. I  regolamenti  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  ai  sensi
dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  e
successive modificazioni, su proposta del  Presidente  del  Consiglio
dei Ministri o del  Ministro  per  le  politiche  comunitarie  e  del
Ministro con competenza istituzionale prevalente per la  materia,  di
concerto  con  gli  altri  Ministri  interessati.  Sugli  schemi   di
regolamento e' acquisito il parere del Consiglio di Stato,  che  deve
esprimersi entro quarantacinque giorni dalla richiesta. Sugli  schemi
di regolamento e' altresi'  acquisito,  se  cosi'  dispone  la  legge
comunitaria, il parere dei competenti organi parlamentari,  ai  quali
gli schemi di regolamento sono trasmessi con apposite  relazioni  cui
e' allegato il parere del Consiglio di Stato e che si esprimono entro
quaranta giorni dall'assegnazione.  Decorsi  i  predetti  termini,  i
regolamenti sono emanati anche in mancanza di detti pareri. 
  3. I regolamenti di cui al comma  1  si  conformano  alle  seguenti
norme generali,  nel  rispetto  dei  principi  e  delle  disposizioni
contenuti nelle direttive da attuare: 
    a)  individuazione  della  responsabilita'   e   delle   funzioni
attuative  delle  amministrazioni,  nel  rispetto  del  principio  di
sussidiarieta'; 
    b) esercizio dei controlli da parte degli organismi gia' operanti
nel settore e secondo modalita' che assicurino efficacia, efficienza,
sicurezza e celerita'; 
    c)  esercizio  delle  opzioni   previste   dalle   direttive   in
conformita' alle peculiarita' socio-economiche nazionali e  locali  e
alla normativa di settore; 
    d) fissazione di termini e procedure, nel rispetto  dei  principi
di cui all'articolo 20, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59,  e
successive modificazioni. 
  4. I regolamenti di cui  al  comma  1  tengono  conto  anche  delle
eventuali modificazioni della disciplina comunitaria intervenute sino
al momento della loro adozione. 
  5. Nelle materie di cui  all'articolo  117,  secondo  comma,  della
Costituzione, non disciplinate dalla legge o da  regolamento  emanato
ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23  agosto  1988,
n. 400, e successive modificazioni,  e  non  coperte  da  riserva  di
legge,  le  direttive  possono   essere   attuate   con   regolamento
ministeriale o interministeriale, ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  o  con  atto  amministrativo
generale da parte del  Ministro  con  competenza  prevalente  per  la
materia, di concerto con  gli  altri  Ministri  interessati.  Con  le
medesime  modalita'  sono   attuate   le   successive   modifiche   e
integrazioni delle direttive. 
  6. In ogni caso, qualora le direttive consentano scelte  in  ordine
alle modalita' della loro attuazione, la legge  comunitaria  o  altra
legge dello Stato detta i principi e  criteri  direttivi.  Con  legge
sono dettate, inoltre,  le  disposizioni  necessarie  per  introdurre
sanzioni penali o amministrative o individuare le autorita' pubbliche
cui affidare le  funzioni  amministrative  inerenti  all'applicazione
della nuova disciplina. 
  7.  La  legge  comunitaria  provvede  in  ogni   caso,   ai   sensi
dell'articolo  9,  comma  1,  lettera  c),  ove  l'attuazione   delle
direttive comporti: 
    a) l'istituzione di nuovi organi o strutture amministrative; 
    b) la previsione di nuove spese o minori entrate. 
  8. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto  comma,
della Costituzione, gli atti normativi di cui  al  presente  articolo
possono essere adottati nelle materie di competenza legislativa delle
regioni  e  delle  province  autonome  al  fine  di   porre   rimedio
all'eventuale inerzia dei suddetti enti nel dare attuazione  a  norme
comunitarie. In tale caso, gli atti  normativi  statali  adottati  si
applicano, per le regioni e le province autonome nelle quali non  sia
ancora in vigore la propria  normativa  di  attuazione,  a  decorrere
dalla  scadenza  del  termine  stabilito   per   l'attuazione   della
rispettiva normativa comunitaria, perdono  comunque  efficacia  dalla
data di entrata in vigore della normativa di attuazione  di  ciascuna
regione e provincia autonoma e recano l'esplicita  indicazione  della
natura sostitutiva del potere esercitato  e  del  carattere  cedevole
delle disposizioni in essi contenute. I predetti atti normativi  sono
sottoposti al preventivo esame  della  Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano. 
          Note all'art. 11: 
              - Per l'art.  117  della  Costituzione,  vedi  le  note
          all'art. 9. 
              -  L'art.  17  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400
          (Disciplina  l'attivita'  di  Governo  e  rdinamento  della
          Presidenza del Consiglio dei Ministri), cosi' recita: 
              «Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
          della Repubblica, previa deliberazione  del  Consiglio  dei
          ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
          pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta,  possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare: 
                a)   l'esecuzione   delle   leggi   e   dei   decreti
          legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari; 
                b) l'attuazione e l'integrazione delle  leggi  e  dei
          decreti legislativi recanti  norme  di  principio,  esclusi
          quelli  relativi  a  materie  riservate   alla   competenza
          regionale; 
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi o di atti aventi forza di legge, sempre  che  non  si
          tratti di materie comunque riservate alla legge; 
                d)  l'organizzazione  ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni pubbliche secondo le  disposizioni  dettate
          dalla legge. 
              2. Con decreto del Presidente della Repubblica,  previa
          deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  sentito   il
          Consiglio di Stato,  sono  emanati  i  regolamenti  per  la
          disciplina delle materie, non coperte da  riserva  assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della Repubblica, autorizzando l'esercizio  della  potesta'
          regolamentare del Governo, determinano  le  norme  generali
          regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione  delle
          norme vigenti, con effetto  dall'entrata  in  vigore  delle
          norme regolamentari. 
              3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati
          regolamenti nelle materie di competenza del Ministro  o  di
          autorita'  sottordinate  al  Ministro,  quando   la   legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie di competenza  di  piu'  Ministri,  possono  essere
          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge. 
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati
          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente
          del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione». 
              - L'art. 20, comma 5; della legge 15 marzo 1997, n.  59
          (Delega al  Governo  per  il  conferimento  di  funzioni  e
          compiti alle regioni ed enti locali, per la  riforma  della
          Pubblica   Amministrazione   e   per   la   semplificazione
          amministrativa), cosi' recita: 
              «5. I decreti  legislativi  di  cui  al  comma  2  sono
          emanati su proposta del Ministro  competente,  di  concerto
          con il Presidente del Consiglio dei Ministri o il  Ministro
          per la funzione pubblica, con i Ministri interessati e  con
          il  Ministro  dell'economia   e   delle   finanze,   previa
          acquisizione del parere della Conferenza unificata  di  cui
          all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281,
          e,   successivamente,   dei   pareri   delle    Commissioni
          parlamentari competenti che sono resi entro il  termine  di
          sessanta giorni dal ricevimento della richiesta».