LEGGE 29 luglio 2003, n. 229

Interventi in materia di qualita' della regolazione, riassetto normativo e codificazione. - Legge di semplificazione 2001.

note: Entrata in vigore della legge: 9-9-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 26/02/2007)
Testo in vigore dal: 28-12-2004
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3
       Riassetto normativo in materia di sicurezza del lavoro

  1.  Il  Governo e' delegato ad adottare, (( entro il 30 giugno 2005
)),   uno   o   piu'  decreti  legislativi  per  il  riassetto  delle
disposizioni  vigenti  in  materia di sicurezza e tutela della salute
dei  lavoratori, ai sensi e secondo i principi e criteri direttivi di
cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito
dall'articolo  1  della  presente  legge, e nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi:
a) riordino,  coordinamento,  armonizzazione  e semplificazione delle
   disposizioni  vigenti per l'adeguamento alle normative comunitarie
   e alle convenzioni internazionali in materia;
b) determinazione di misure tecniche ed amministrative di prevenzione
   compatibili  con  le  caratteristiche  gestionali ed organizzative
   delle  imprese, in particolare di quelle artigiane e delle piccole
   imprese, anche agricole, forestali e zootecniche;
c) riordino  delle norme tecniche di sicurezza delle macchine e degli
   istituti   concernenti   l'omologazione,   la   certificazione   e
   l'autocertificazione;
d) riformulazione  dell'apparato  sanzionatorio,  con riferimento, in
   particolare,  alle  fattispecie  contravvenzionali  a  carico  dei
   preposti,  alla  previsione  di  sanzioni  amministrative  per gli
   adempimenti  formali  di carattere documentale; alla revisione del
   regime  di responsabilita' tenuto conto della posizione gerarchica
   all'interno  dell'impresa  e dei poteri in ordine agli adempimenti
   in  materia  di prevenzione sui luoghi di lavoro; al coordinamento
   delle  funzioni  degli  organi  preposti alla programmazione, alla
   vigilanza ed al controllo, qualificando prioritariamente i compiti
   di  prevenzione  e  di informazione rispetto a quelli repressivi e
   sanzionatori;
e) promozione  dell'informazione  e  della  formazione  preventiva  e
   periodica   dei   lavoratori  sui  rischi  connessi  all'attivita'
   dell'impresa   in   generale  e  allo  svolgimento  delle  proprie
   mansioni,   con   particolare   riguardo   ai  pericoli  derivanti
   dall'esposizione  a  rumore, ad agenti chimici, fisici, biologici,
   cancerogeni  e ad altre sostanze o preparati pericolosi o nocivi e
   alle misure di prevenzione da adottare in relazione ai rischi;
f) assicurazione  della  tutela  della  salute  e della sicurezza sul
   lavoro  in  tutti  i settori di attivita', pubblici e privati, e a
   tutti  i  lavoratori,  indipendentemente  dal  tipo  di  contratto
   stipulato con il datore di lavoro o con il committente;
g) adeguamento  del  sistema prevenzionistico e del relativo campo di
   applicazione  alle nuove forme di lavoro e tipologie contrattuali,
   anche  in  funzione  di  contrasto rispetto al fenomeno del lavoro
   sommerso e irregolare;
h) promozione  di codici di condotta e diffusione di buone prassi che
   orientino  la  condotta  dei datori di lavoro, dei lavoratori e di
   tutti i soggetti interessati;
i) riordino  e  razionalizzazione  delle  competenze istituzionali al
   fine  di  evitare  sovrapposizioni  e duplicazioni di interventi e
   competenze,  garantendo  indirizzi  generali  uniformi su tutto il
   territorio   nazionale  nel  rispetto  delle  competenze  previste
   dall'articolo 117 della Costituzione;
l) realizzazione  delle  condizioni  per  una adeguata informazione e
   formazione   di  tutti  i  soggetti  impegnati  nell'attivita'  di
   prevenzione  e  per  la  circolazione  di  tutte  le  informazioni
   rilevanti  per  l'elaborazione  e  l'attuazione  delle  misure  di
   sicurezza necessarie;
m) modifica  o  integrazione  delle  discipline vigenti per i singoli
   settori interessati, per evitare disarmonie;
n) esclusione  di  qualsiasi  onere  finanziario per il lavoratore in
   relazione  all'adozione  delle  misure  relative  alla  sicurezza,
   all'igiene e alla tutela della salute dei lavoratori.