LEGGE 15 luglio 2002, n. 145

Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato.

note: Entrata in vigore della legge: 8-8-2002 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/03/2007)
Testo in vigore dal: 29-3-2007
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3
    Norme in materia di incarichi dirigenziali e di ingresso dei
      funzionari internazionali nella pubblica amministrazione

  1.  All'articolo  19  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
    "1.   Per   il  conferimento  di  ciascun  incarico  di  funzione
dirigenziale  si  tiene  conto,  in  relazione  alla  natura  e  alle
caratteristiche  degli obiettivi prefissati, delle attitudini e delle
capacita'  professionali  del  singolo  dirigente,  valutate anche in
considerazione   dei   risultati   conseguiti  con  riferimento  agli
obiettivi  fissati  nella  direttiva  annuale  e  negli altri atti di
indirizzo   del  Ministro.  Al  conferimento  degli  incarichi  e  al
passaggio  ad  incarichi  diversi  non si applica l'articolo 2103 del
codice civile";
    b) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
    "2.   Tutti   gli   incarichi   di  funzione  dirigenziale  nelle
amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad  ordinamento autonomo, sono
conferiti  secondo  le  disposizioni  del  presente  articolo. Con il
provvedimento  di  conferimento  dell'incarico,  ovvero  con separato
provvedimento  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  o  del
Ministro  competente  per  gli  incarichi  di  cui  al  comma 3, sono
individuati  l'oggetto  dell'incarico  e gli obiettivi da conseguire,
con  riferimento  alle  priorita',  ai  piani e ai programmi definiti
dall'organo  di vertice nei propri atti di indirizzo e alle eventuali
modifiche  degli  stessi  che  intervengano  nel  corso del rapporto,
nonche'  la  durata  dell'incarico,  che  deve  essere correlata agli
obiettivi  prefissati  e  che,  comunque,  non puo' eccedere, per gli
incarichi  di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine
di  tre  anni e, per gli altri incarichi di funzione dirigenziale, il
termine   di   cinque   anni.  Gli  incarichi  sono  rinnovabili.  Al
provvedimento  di  conferimento  dell'incarico  accede  un  contratto
individuale   con  cui  e'  definito  il  corrispondente  trattamento
economico,  nel  rispetto  dei principi definiti dall'articolo 24. E'
sempre ammessa la risoluzione consensuale del rapporto";
    c) al comma 3, le parole: "del ruolo unico" sono sostituite dalle
seguenti: "dei ruoli";
    d) il comma 4 e' sostituito dal seguente:
    "4.  Gli  incarichi  di funzione dirigenziale di livello generale
sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
su  proposta  del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia
dei ruoli di cui all'articolo 23 o, in misura non superiore al 50 per
cento  della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti ai
medesimi  ruoli  ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone
in  possesso  delle  specifiche  qualita' professionali richieste dal
comma 6";
    e) dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
    "4-bis.  I  criteri  di  conferimento degli incarichi di funzione
dirigenziale  di livello generale, conferiti ai sensi del comma 4 del
presente   articolo,   tengono   conto   delle   condizioni  di  pari
opportunita' di cui all'articolo 7";
    f) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
    "5-bis.  Gli  incarichi  di  cui ai commi da 1 a 5 possono essere
conferiti,  da  ciascuna  amministrazione, entro il limite del 10 per
cento  della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima
fascia  dei  ruoli  di  cui  all'articolo  23 e del 5 per cento della
dotazione  organica di quelli appartenenti alla seconda fascia, anche
a dirigenti non appartenenti ai ruoli di cui al medesimo articolo 23,
purche' dipendenti delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma
2,  ovvero di organi costituzionali, previo collocamento fuori ruolo,
comando o analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti.
    5-ter.  I  criteri  di  conferimento degli incarichi di direzione
degli  uffici di livello dirigenziale, conferiti ai sensi del comma 5
del  presente  articolo,  tengono  conto  delle  condizioni  di  pari
opportunita' di cui all'articolo 7";
    g) il comma 6 e' sostituito dal seguente:
    "6.  Gli  incarichi  di  cui  ai  commi  da  1 a 5 possono essere
conferiti,  da  ciascuna  amministrazione, entro il limite del 10 per
cento  della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima
fascia  dei  ruoli  di  cui  all'articolo 23 e dell'8 per cento della
dotazione  organica  di  quelli  appartenenti  alla seconda fascia, a
tempo  determinato ai soggetti indicati dal presente comma. La durata
di  tali incarichi, comunque, non puo' eccedere, per gli incarichi di
funzione  dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni,
e,  per  gli  altri incarichi di funzione dirigenziale, il termine di
cinque anni. Tali incarichi sono conferiti a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attivita'
in  organismi  ed  enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o
private  con  esperienza  acquisita  per  almeno  un  quinquennio  in
funzioni  dirigenziali,  o  che  abbiano  conseguito  una particolare
specializzazione  professionale,  culturale  e scientifica desumibile
dalla  formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni
scientifiche  o  da  concrete  esperienze  di  lavoro maturate, anche
presso  amministrazioni statali, in posizioni funzionali previste per
l'accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca,
della  docenza  universitaria,  delle  magistrature e dei ruoli degli
avvocati  e  procuratori  dello  Stato. Il trattamento economico puo'
essere   integrato  da  una  indennita'  commisurata  alla  specifica
qualificazione  professionale,  tenendo conto della temporaneita' del
rapporto  e  delle  condizioni  di  mercato  relative alle specifiche
competenze  professionali.  Per il periodo di durata dell'incarico, i
dipendenti   delle   pubbliche   amministrazioni  sono  collocati  in
aspettativa  senza  assegni,  con  riconoscimento  dell'anzianita' di
servizio";
    h) il comma 7 e' abrogato;
    i) il comma 8 e' sostituito dal seguente:
    "8.  Gli  incarichi  di  funzione  dirigenziale di cui al comma 3
cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo";
    l) il comma 10 e' sostituito dal seguente:
    "10.  I  dirigenti  ai  quali  non sia affidata la titolarita' di
uffici  dirigenziali  svolgono,  su richiesta degli organi di vertice
delle  amministrazioni  che ne abbiano interesse, funzioni ispettive,
di  consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti
dall'ordinamento,  ivi  compresi quelli presso i collegi di revisione
degli    enti   pubblici   in   rappresentanza   di   amministrazioni
ministeriali";
    m)  al  comma  12  e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente periodo:
"Restano  ferme  le disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 10
agosto 2000, n. 246";
    n)  dopo  il  comma  12  e'  aggiunto  il  seguente:  "12-bis. Le
disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili
dai contratti o accordi collettivi".
  2.  All'articolo  21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
    "1.   Il   mancato   raggiungimento   degli   obiettivi,   ovvero
l'inosservanza  delle direttive imputabili al dirigente, valutati con
i sistemi e le garanzie di cui all'articolo 5 del decreto legislativo
30  luglio  1999,  n.  286,  comportano,  ferma  restando l'eventuale
responsabilita'  disciplinare  secondo  la  disciplina  contenuta nel
contratto   collettivo,  l'impossibilita'  di  rinnovo  dello  stesso
incarico   dirigenziale.   In   relazione  alla  gravita'  dei  casi,
l'amministrazione  puo',  inoltre,  revocare l'incarico collocando il
dirigente  a  disposizione  dei  ruoli di cui all'articolo 23, ovvero
recedere dal rapporto di lavoro secondo le disposizioni del contratto
collettivo";
    b) il comma 2 e' abrogato.
  3.  Al  comma  1  dell'articolo 22 del decreto legislativo 30 marzo
2001,  n. 165, al primo periodo, le parole: "comma 2" sono sostituite
dalle  seguenti: "comma 1"; al secondo periodo, le parole: "del ruolo
unico"  sono sostituite dalle seguenti: "dei ruoli" e le parole: "del
medesimo  ruolo  con le modalita' stabilite dal regolamento di cui al
comma  3  del medesimo articolo" sono sostituite dalle seguenti: "dei
medesimi  ruoli  con  le  modalita' stabilite da apposito regolamento
emanato  ai  sensi  dell'articolo  17, comma 1, della legge 23 agosto
1988,  n.  400, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,".
  4.  L'articolo 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
sostituito dal seguente:
"ART.  23  - (Ruolo dei dirigenti) - 1. In ogni amministrazione dello
Stato,  anche  ad  ordinamento  autonomo,  e'  istituito il ruolo dei
dirigenti,  che  si  articola nella prima e nella seconda fascia, nel
cui  ambito  sono  definite  apposite sezioni in modo da garantire la
eventuale specificita' tecnica. I dirigenti della seconda fascia sono
reclutati  attraverso i meccanismi di accesso di cui all'articolo 28.
I  dirigenti  della  seconda  fascia  transitano  nella prima qualora
abbiano  ricoperto  incarichi  di  direzione  di  uffici dirigenziali
generali  o  equivalenti,  in  base ai particolari ordinamenti di cui
all'articolo  19,  comma 11, per un periodo pari almeno a cinque anni
senza  essere  incorsi  nelle misure previste dall'articolo 21 per le
ipotesi di responsabilita' dirigenziale.
  2.  E'  assicurata  la  mobilita'  dei  dirigenti nell'ambito delle
amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad  ordinamento  autonomo, nei
limiti  dei  posti  ivi  disponibili.  I  relativi provvedimenti sono
adottati,  su  domanda dell'interessato, con decreto del Ministro per
la  funzione  pubblica,  sentite  l'amministrazione  di provenienza e
quella  di  destinazione.  I contratti o accordi collettivi nazionali
disciplinano,  secondo  il  criterio della continuita' dei rapporti e
privilegiando la libera scelta del dirigente, gli effetti connessi ai
trasferimenti  e alla mobilita' in generale in ordine al mantenimento
del rapporto assicurativo con l'ente di previdenza, al trattamento di
fine  rapporto  e  allo  stato  giuridico  legato  all'anzianita'  di
servizio  e  al  fondo di previdenza complementare. La Presidenza del
Consiglio  dei  ministri  - Dipartimento della funzione pubblica cura
una  banca dati informatica contenente i dati relativi ai ruoli delle
amministrazioni dello Stato".
  5.  L'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
sostituito dal seguente:
"ART.  28.  -  (Accesso  alla qualifica di dirigente). - 1. L'accesso
alla  qualifica  di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad
ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene per
concorso  per  esami indetto dalle singole amministrazioni ovvero per
corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore
della pubblica amministrazione.
  2.  Al  concorso  per  esami possono essere ammessi i dipendenti di
ruolo  delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano
compiuto   almeno  cinque  anni  di  servizio,  svolti  in  posizioni
funzionali  per  l'accesso  alle  quali  e' richiesto il possesso del
diploma  di  laurea.  Per  i dipendenti delle amministrazioni statali
reclutati  a  seguito  di  corso-concorso,  il periodo di servizio e'
ridotto  a quattro anni. Sono, altresi', ammessi soggetti in possesso
della  qualifica  di  dirigente  in  enti  e  strutture pubbliche non
ricomprese nel campo di applicazione dell'articolo 1, comma 2, muniti
del  diploma  di  laurea,  che  hanno  svolto  per almeno due anni le
funzioni  dirigenziali.  Sono,  inoltre,  ammessi  coloro  che  hanno
ricoperto  incarichi  dirigenziali  o  equiparati  in amministrazioni
pubbliche  per un periodo non inferiore a cinque anni, purche' muniti
di  diploma  di  laurea.  Sono altresi' ammessi i cittadini italiani,
forniti di idoneo titolo di studio universitario, che hanno maturato,
con  servizio  continuativo  per  almeno  quattro anni presso enti od
organismi   internazionali,   esperienze   lavorative   in  posizioni
funzionali  apicali per l'accesso alle quali e' richiesto il possesso
del diploma di laurea.
  3.   Al  corso-concorso  selettivo  di  formazione  possono  essere
ammessi,  con  le modalita' stabilite nel regolamento di cui al comma
5,  soggetti  muniti  di  laurea  nonche' di uno dei seguenti titoli:
laurea  specialistica,  diploma  di  specializzazione,  dottorato  di
ricerca,  o  altro  titolo  post-universitario rilasciato da istituti
universitari  italiani  o  stranieri,  ovvero da primarie istituzioni
formative  pubbliche  o  private, secondo modalita' di riconoscimento
disciplinate  con  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
sentiti   il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca  e  la  Scuola  superiore  della pubblica amministrazione. Al
corso-concorso  possono  essere  ammessi  dipendenti  di  ruolo delle
pubbliche  amministrazioni,  muniti  di  laurea, che abbiano compiuto
almeno  cinque  anni  di servizio, svolti in posizioni funzionali per
l'accesso  alle quali e' richiesto il possesso del diploma di laurea.
Possono  essere  ammessi,  altresi', dipendenti di strutture private,
collocati  in  posizioni  professionali equivalenti a quelle indicate
nel  comma 2 per i dipendenti pubblici, secondo modalita' individuate
con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei ministri, ai sensi
dell'articolo  17,  comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Tali
dipendenti  devono  essere  muniti  del  diploma  di  laurea  e avere
maturato   almeno  cinque  anni  di  esperienza  lavorativa  in  tali
posizioni professionali all'interno delle strutture stesse.
  4.  Il  corso di cui al comma 3 ha la durata di quindici mesi ed e'
seguito, previo superamento di esame, da un trimestre di applicazione
presso  amministrazioni  pubbliche o private. Al termine, i candidati
sono sottoposti ad un esame-concorso finale. Ai partecipanti al corso
e  al  periodo  di  applicazione e' corrisposta una borsa di studio a
carico della Scuola superiore della pubblica amministrazione.
  5.  Con  regolamento  emanato  ai  sensi dell'articolo 17, comma 1,
della  legge  23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la
funzione  pubblica  sentita, per la parte relativa al corso-concorso,
la Scuola superiore della pubblica amministrazione, sono definiti:
      a)  le  percentuali,  sul  complesso  dei  posti  di  dirigente
disponibili,  riservate  al  concorso  per  esami  e,  in  misura non
inferiore al 30 per cento, al corso-concorso;
      b)  la  percentuale  di  posti  che possono essere riservati al
personale  di ciascuna amministrazione che indice i concorsi pubblici
per  esami;  c)  i  criteri  per  la  composizione  e la nomina delle
commissioni esaminatrici;
      d)  le  modalita'  di  svolgimento  delle selezioni, prevedendo
anche  la  valutazione  delle  esperienze  di  servizio professionali
maturate  nonche',  nella  fase di prima applicazione del concorso di
cui  al  comma  2, una riserva di posti non superiore al 30 per cento
per  il personale appartenente da almeno quindici anni alla qualifica
apicale, comunque denominata, della carriera direttiva;
      e)  l'ammontare  delle  borse  di  studio per i partecipanti al
corso-concorso.
  6.  I  vincitori  dei  concorsi di cui al comma 2, anteriormente al
conferimento del primo incarico dirigenziale, frequentano un ciclo di
attivita' formative organizzato dalla Scuola superiore della pubblica
amministrazione  e  disciplinato  ai sensi del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 287. Tale ciclo puo' comprendere anche l'applicazione
presso   amministrazioni  italiane  e  straniere,  enti  o  organismi
internazionali,  istituti  o aziende pubbliche o private. Il medesimo
ciclo  formativo,  di  durata  non  superiore  a  dodici  mesi,  puo'
svolgersi  anche in collaborazione con istituti universitari italiani
o  stranieri,  ovvero  primarie  istituzioni  formative  pubbliche  o
private.
  7. Le amministrazioni di cui al comma 1 comunicano annualmente alla
Presidenza  del  Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione
pubblica  il  numero  dei  posti disponibili riservati alla selezione
mediante corso-concorso.
  8. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di accesso alle
qualifiche  dirigenziali  delle  carriere  diplomatica e prefettizia,
delle  Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco.
  9. Per le finalita' di cui al presente articolo, e' attribuito alla
Scuola   superiore   della   pubblica  amministrazione  un  ulteriore
contributo di 1.500 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2002.
  10.  All'onere  derivante dall'attuazione del comma 9, pari a 1.500
migliaia  di  euro  a  decorrere dall'anno 2002, si provvede mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al  medesimo
Ministero".
  6.  E'  fatta  comunque salva ad ogni effetto di legge la validita'
delle  graduatorie  degli  idonei  di pubblici concorsi per l'accesso
alle  qualifiche  di  dirigente  nei  limiti temporali previsti dalle
norme vigenti.
  7.   Fermo   restando   il   numero   complessivo  degli  incarichi
attribuibili,  le  disposizioni  di  cui al presente articolo trovano
immediata  applicazione  relativamente  agli  incarichi  di  funzione
dirigenziale  di  livello  generale  e a quelli di direttore generale
degli enti pubblici vigilati dallo Stato ove e' prevista tale figura.
I  predetti  incarichi  cessano  il sessantesimo giorno dalla data di
entrata  in vigore della presente legge, esercitando i titolari degli
stessi  in  tale  periodo  esclusivamente  le  attivita' di ordinaria
amministrazione. Fermo restando il numero complessivo degli incarichi
attribuibili,  per  gli incarichi di funzione dirigenziale di livello
non  generale,  puo'  procedersi,  entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, all'attribuzione di incarichi
ai  sensi  delle disposizioni di cui al presente articolo, secondo il
criterio  della  rotazione  degli  stessi  e  le  connesse  procedure
previste dagli articoli 13 e 35 del contratto collettivo nazionale di
lavoro per il quadriennio 1998-2001 del personale dirigente dell'Area
1.  Decorso  tale termine, gli incarichi si intendono confermati, ove
nessun   provvedimento   sia   stato   adottato.  In  sede  di  prima
applicazione  dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n.  165,  come  modificato  dal  comma  1  del  presente articolo, ai
dirigenti  ai  quali  non  sia  riattribuito l'incarico in precedenza
svolto e' conferito un incarico di livello retributivo equivalente al
precedente. Ove cio' non sia possibile, per carenza di disponibilita'
di  idonei posti di funzione o per la mancanza di specifiche qualita'
professionali,  al dirigente e' attribuito un incarico di studio, con
il  mantenimento  del precedente trattamento economico, di durata non
superiore  ad  un  anno.  La  relativa  maggiore  spesa e' compensata
rendendo  indisponibile,  ai  fini  del  conferimento,  un  numero di
incarichi di funzione dirigenziale equivalente sul piano finanziario,
tenendo    conto    prioritariamente   dei   posti   vacanti   presso
l'amministrazione che conferisce l'incarico.((1))
  8.  Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 15, comma 1, primo periodo, le parole: "del ruolo
unico" sono sostituite dalle seguenti: "dei ruoli";
    b) all'articolo 53, comma 1, dopo le parole: "10 gennaio 1957, n.
3,"   sono   inserite   le   seguenti:   "salva  la  deroga  prevista
dall'articolo 23-bis del presente decreto,".
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AGGIORNAMENTO (1)
  La  Corte costituzionale, con sentenza 19-23 marzo 2007, n. 103 (in
G.U.  1a  s.s.  28/3/2007,  n.  13)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 7 del presente articolo, "nella parte in cui
dispone che i predetti incarichi cessano il sessantesimo giorno dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  esercitando i
titolari  degli stessi in tale periodo esclusivamente le attivita' di
ordinaria amministrazione".