LEGGE 28 gennaio 1994, n. 84

Riordino della legislazione in materia portuale.

note: Entrata in vigore della legge: 19-2-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/08/2022)
Testo in vigore dal: 24-2-2018
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 8. 
          (Presidente dell'autorita' di sistema portuale). 
  1. Il Presidente e' nominato dal Ministro  delle  infrastrutture  e
dei trasporti, d'intesa  con  il  Presidente  o  i  Presidenti  della
regione interessata, ferma restando l'applicazione  della  disciplina
generale di cui alla legge 24 gennaio 1978, n. 14. In caso di mancata
intesa si applica la procedura ((di cui  all'articolo  14-quinquies))
della legge 8 agosto 1990,  n.  241.  Il  Presidente  e'  scelto  fra
cittadini dei Paesi  membri  dell'Unione  europea  aventi  comprovata
esperienza e qualificazione professionale nei  settori  dell'economia
dei trasporti e portuale. 
  2. Il Presidente ha la rappresentanza  legale  dell'((Autorita'  di
sistema portuale)), resta  in  carica  quattro  anni  e  puo'  essere
riconfermato una sola volta. Al Presidente sono attribuiti ((...))  i
poteri di  ordinaria  e  straordinaria  amministrazione  ((...)).  Al
Presidente spetta la gestione delle risorse finanziarie in attuazione
del piano di cui all'articolo 9, comma 5, lettera b).  Il  Presidente
e' soggetto all'applicazione della disciplina dettata in  materia  di
incompatibilita', cumulo di impieghi e incarichi di cui  all'articolo
53 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165  e  del  decreto
legislativo 8 aprile 2013, n. 39, nonche' sui limiti  retributivi  di
cui  all'articolo  23-ter  del  decreto-legge  n.   201   del   2011,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011. 
  3. Il Presidente: 
    a) nomina e presiede il Comitato di gestione; 
    b) propone la nomina del Segretario generale; 
    c) sottopone al Comitato  di  gestione,  per  l'approvazione,  il
piano operativo triennale; 
    d) sottopone al Comitato di gestione, per  l'adozione,  il  piano
regolatore di sistema portuale; 
    e) sottopone al Comitato  di  gestione  gli  schemi  di  delibere
riguardanti il bilancio preventivo e le relative variazioni, il conto
consuntivo e il trattamento del segretario generale; 
    ((e)-bis puo' promuovere e proporre al Comitato di gestione,  per
la  successiva  adozione,  varianti-stralcio  al   piano   regolatore
portuale di cui all'articolo 5, comma 4)); 
    f) dispone con propria delibera, sentito il Comitato di gestione,
in merito alle concessioni di cui all'articolo 6, comma ((10)); 
    g) provvede al coordinamento delle  attivita'  svolte  nel  porto
dalle pubbliche amministrazioni, fatto salvo  quanto  previsto  dalle
disposizioni in materia di sportello unico doganale e dei  controlli,
nonche' al coordinamento e al controllo delle attivita'  soggette  ad
autorizzazione e concessione, e dei servizi portuali. In particolare,
per il raccordo delle funzioni e la velocizzazione  delle  procedure,
promuove   iniziative   di   reciproco   avvalimento    fra    organi
amministrativi operanti nei  porti  e  nel  sistema  di  riferimento,
secondo criteri definiti con atti di intesa tra  il  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti, il Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, il Ministero della salute e gli altri Ministeri di volta  in
volta competenti. Il presidente puo', altresi', promuovere la stipula
di protocolli d'intesa fra l'autorita'  e  le  altre  amministrazioni
operanti nei porti per la velocizzazione delle operazioni portuali  e
la semplificazione delle procedure; 
    h)  promuove  programmi  di  investimento  infrastrutturali   che
prevedano contributi dello Stato o di soggetti pubblici  nazionali  o
comunitari; 
    i) partecipa alle sedute del CIPE  aventi  ad  oggetto  decisioni
strategiche per il sistema portuale di riferimento; 
    l) promuove  e  partecipa  alle  conferenze  di  servizi  per  lo
sviluppo del sistema portuale e sottoscrive gli accordi di programma; 
    m) amministra le aree e i beni del demanio  marittimo,  ricadenti
nella circoscrizione territoriale di  competenza,  sulla  base  delle
disposizioni di legge in materia, esercitando, sentito il Comitato di
gestione, le attribuzioni stabilite negli articoli da 36 a  55  e  68
del codice della navigazione e nelle relative norme di attuazione; 
    ((m-bis) insedia e  convoca  l'Organismo  di  partenariato  della
risorsa mare, dopo averne nominato i componenti  designati  ai  sensi
dell'articolo 11-bis;)) 
    n) esercita, sentito  il  Comitato  di  gestione,  le  competenze
attribuite all'((Autorita' di sistema portuale)) dagli  articoli  16,
17 e 18 nel rispetto ((...)) delle disposizioni contenute nei decreti
del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei   trasporti   di   cui,
rispettivamente, all'articolo 16, comma 4, e all'articolo 18, commi 1
e 3; ((, nonche' nel rispetto delle deliberazioni della Autorita'  di
regolazione dei trasporti per gli aspetti di competenza)); 
    o) assicura la navigabilita' nell'ambito portuale e  provvede  al
mantenimento ed approfondimento dei fondali,  fermo  restando  quanto
disposto dagli articoli 5  e  5-bis.  Ai  fini  degli  interventi  di
escavazione e manutenzione dei fondali puo'  indire,  assumendone  la
presidenza,  una  conferenza  di  servizi  con   le   amministrazioni
interessate da concludersi nel termine di sessanta giorni; 
    p) puo' disporre dei poteri di ordinanza di cui  all'articolo  6,
comma 4, lettera  a)  informando,  nella  prima  riunione  utile,  il
Comitato di gestione; 
    q) esercita i compiti di proposta  in  materia  di  delimitazione
delle   zone   franche,   sentite   l'autorita'   marittima   e    le
amministrazioni locali interessate; 
    r) esercita ogni altra competenza che non  sia  attribuita  dalla
presente  legge  agli  altri  organi  dell'((Autorita'   di   sistema
portuale)); 
    s) il presidente dell'autorita' di sistema portuale, inoltre,  ai
fini dell'esercizio della funzione di coordinamento,  puo'  convocare
apposita  conferenza   di   servizi   con   la   partecipazione   dei
rappresentanti delle pubbliche amministrazioni e, se  del  caso,  dei
soggetti autorizzati, dei concessionari e dei  titolari  dei  servizi
interessati, al fine dell'esame e della risoluzione di  questioni  di
interesse del porto. 
    ((s-bis)  adotta,  previa  delibera  del  Comitato  di  gestione,
sentita la Commissione consultiva, sulla base dei piani  di  impresa,
degli organici e del fabbisogno lavorativo comunicati  dalle  imprese
di cui agli articoli 16 e 18 e  dell'organico  del  soggetto  di  cui
all'articolo 17, il Piano  dell'organico  del  porto  dei  lavoratori
delle imprese di cui agli articoli 16, 17 e 18;)) 
  ((3-bis. Il Piano di cui al comma 3,  lettera  s-bis),  soggetto  a
revisione annuale, ha validita' triennale e ha  valore  di  documento
strategico di ricognizione e analisi  dei  fabbisogni  lavorativi  in
porto e non produce vincoli per i soggetti titolari di autorizzazioni
e concessioni di cui agli articoli 16 e 18, fatti  salvi  i  relativi
piani di impresa e di traffico. Sulla  base  del  Piano,  sentiti  il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Agenzia  nazionale
per le politiche attive del lavoro, il Presidente  dell'Autorita'  di
sistema portuale adotta piani operativi di intervento per  il  lavoro
portuale   finalizzati   alla   formazione   professionale   per   la
riqualificazione o la riconversione e la ricollocazione del personale
interessato in altre mansioni o attivita' sempre in ambito portuale. 
  3-ter. Per il finanziamento dei piani operativi di  intervento  per
il lavoro portuale di cui al  comma  3-bis,  l'Autorita'  di  sistema
portuale puo' destinare una quota delle risorse di  cui  all'articolo
17, comma 15-bis, senza ulteriori oneri a carico del  bilancio  dello
Stato.)) 
  4. Il Presidente riferisce annualmente  sull'attivita'  svolta  con
relazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da inviare
entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento. 
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AGGIORNAMENTO (10a) 
  Successivamente  la   Corte   Costituzionale,   con   sentenza   28
settembre-7 ottobre 2005, n. 378 (in G.U. 1a s.s. 12/10/2005, n.  41)
ha dichiarato l'illegittimita'  costituzionale  dell'articolo  6  del
D.L. 28 maggio 2004, n. 136, convertito con modificazioni dalla L. 27
luglio 2004, n. 186 (che ha introdotto il  comma  1-bis  al  presente
articolo).