LEGGE 11 febbraio 1992, n. 157

Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

note: Entrata in vigore della legge: 11-3-1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/01/2021)
Testo in vigore dal: 24-12-1996
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 15. 
(Utilizzazione dei fondi ai fini  della  gestione  programmata  della
                               caccia) 
  1. Per l'utilizzazione dei  fondi  inclusi  nel  piano  faunistico-
venatorio regionale ai fini della gestione programmata della  caccia,
e' dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a
cura della amministrazione regionale in  relazione  alla  estensione,
alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela  e  alla
valorizzazione dell'ambiente. 
  2. All'onere derivante dalla erogazione del contributo  di  cui  al
comma 1, si provvede con il gettito derivante dalla istituzione delle
tasse di concessione regionale di cui all'articolo 23. 
  3. Il proprietario o conduttore di un  fondo  che  intenda  vietare
sullo stesso l'esercizio  dell'attivita'  venatoria  deve  inoltrare,
entro  trenta  giorni  dalla  pubblicazione  del  piano   faunistico-
venatorio, al presidente della giunta  regionale  richiesta  motivata
che, ai sensi dell'articolo 2 della legge  7  agosto  1990,  n.  241,
dalla stessa e' esaminata entro sessanta giorni. 
  4. La richiesta e'  accolta  se  non  ostacola  l'attuazione  della
pianificazione  faunistico-venatoria  di  cui  all'articolo  10.   E'
altresi' accolta, in  casi  specificatamente  individuati  con  norme
regionali,  quando  l'attivita'  venatoria  sia  in   contrasto   con
l'esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate  nonche'
di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine  di
ricerca scientifica, ovvero quando sia motivo di danno o di  disturbo
ad attivita' di rilevante interesse economico, sociale o ambientale. 
  5. Il divieto e'  reso  noto  mediante  l'apposizione  di  tabelle,
esenti da tasse, a cura del proprietario o conduttore del  fondo,  le
quali delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro  dell'area
interessata. 
  6. Nei fondi sottratti alla gestione programmata  della  caccia  e'
vietato  a  chiunque,  compreso  il  proprietario  o  il  conduttore,
esercitare l'attivita' venatoria fino al venir meno delle ragioni del
divieto. 
  7. L'esercizio venatorio e', comunque, vietato in forma vagante sui
terreni in attualita' di coltivazione. Si considerano  in  attualita'
di coltivazione: i  terreni  con  coltivazioni  erbacee  da  seme;  i
frutteti specializzati; i vigneti e gli  uliveti  specializzati  fino
alla data del raccolto; i terreni coltivati a soia e a riso,  nonche'
a mais per la  produzione  di  seme  fino  alla  data  del  raccolto.
L'esercizio venatorio in forma vagante e' inoltre vietato sui terreni
in attualita' di coltivazione individuati dalle regioni,  sentite  le
organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative  a
livello nazionale, tramite le loro strutture regionali, in  relazione
all'esigenza di protezione di altre colture  specializzate  o  inten-
sive. 
  8. L'esercizio venatorio e' vietato a chiunque nei fondi chiusi  da
muro o da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non
inferiore a metri 1,20, o da corsi o specchi d'acqua perenni  il  cui
letto abbia la profondita' di almeno metri 1,50  e  la  larghezza  di
almeno 3 metri. I fondi chiusi esistenti  alla  data  di  entrata  in
vigore  della   presente   legge   e   quelli   che   si   intendera'
successivamente istituire  devono  essere  notificati  ai  competenti
uffici regionali. I proprietari o i conduttori dei fondi  di  cui  al
presente  comma  provvedono  ad  apporre  a  loro   carico   adeguate
tabellazioni esenti da tasse. 
  9. La superficie dei fondi di cui al comma  8  entra  a  far  parte
della quota dal  20  al  30  per  cento  del  territorio  agro-silvo-
pastorale di cui all'articolo 10, comma 3. 
  10. Le regioni regolamentano l'esercizio venatorio  nei  fondi  con
presenza di  bestiame  allo  stato  brado  o  semibrado,  secondo  le
particolari caratteristiche ambientali e  di  carico  per  ettaro,  e
stabiliscono i parametri entro i  quali  tale  esercizio  e'  vietato
nonche' le modalita' di delimitazione dei fondi stessi. 
  11. Scaduti i termini di cui all'articolo 36, commi 5 e 6,  fissati
per l'adozione degli atti che consentano la  piena  attuazione  della
presente  legge  nella  stagione  venatoria  1994-1995,  il  Ministro
dell'agricoltura e delle foreste provvede in via sostitutiva  secondo
le modalita' di cui all'articolo 14, comma 15. Comunque, a partire ((
dal 31  luglio  1997  ))  le  disposizioni  di  cui  al  primo  comma
dell'articolo 842 del codice civile si applicano  esclusivamente  nei
territori sottoposti al regime di gestione programmata  della  caccia
ai sensi degli articoli 10 e 14.((1)) 
    
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 23 ottobre 1996, n. 542, convertito con modificazioni dalla
L. 23 dicembre 1996, n. 649 ha disposto (con l'art. 11-bis, comma  2)
che "Non sono punibili i fatti commessi in data anteriore a quella di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, in
violazione degli articoli 15, comma 11, secondo periodo, 21, comma 1,
lettera b) e 36, comma 6, della legge 11 febbraio 1992, n. 157."