LEGGE 6 dicembre 1991, n. 394

Legge quadro sulle aree protette.

note: Entrata in vigore della legge: 28/12/1991. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
Testo in vigore dal: 29-7-2003
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                               Art. 30 
                              Sanzioni 
 
  1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 6  e  13  e'
punito con l'arresto fino a dodici  mesi  e  con  l'ammenda  da  lire
duecentomila a lire cinquantamilioni. Chiunque viola le  disposizioni
di cui agli articoli 11, comma 3,  e  19,  comma  3,  e'  punito  con
l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire
venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva. 
  (( 1-bis. Qualora l'area protetta marina non sia  segnalata  con  i
mezzi e gli strumenti di cui all'articolo 2, comma  9-bis,  chiunque,
al comando o alla conduzione di un'unita' da  diporto,  che  comunque
non sia a conoscenza dei vincoli  relativi  a  tale  area,  violi  il
divieto di navigazione a motore di  cui  all'articolo  19,  comma  3,
lettera e), e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da 200 euro a 1.000 euro )). 
  2. La violazione delle  disposizioni  emanate  dagli  organismi  di
gestione delle aree protette  e'  altresi'  punita  con  la  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma  da  lire  cinquantamila  a
lire duemilioni. Tali sanzioni  sono  irrogate,  nel  rispetto  delle
disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689,  dal  legale
rappresentante dell'organismo di gestione dell'area protetta. 
  (( 2-bis. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui al  comma  2
e' determinata in misura compresa tra 25 euro  e  500  euro,  qualora
l'area protetta marina non sia segnalata con i mezzi e gli  strumenti
di cui all'articolo 2, comma 9-bis, e la persona al  comando  o  alla
conduzione dell'unita' da diporto non sia comunque a  conoscenza  dei
vincoli relativi a tale area )). 
  3. In caso di violazioni costituenti ipotesi di reati perseguiti ai
sensi degli articoli 733 e 734 del codice penale puo' essere disposto
dal giudice o, in caso di flagranza, per evitare l'aggravamento o  la
continuazione del reato, dagli addetti  alla  sorveglianza  dell'area
protetta,  il  sequestro  di  quanto  adoperato  per  commettere  gli
illeciti ad essi relativi. Il responsabile  e'  tenuto  a  provvedere
alla riduzione in pristino dell'area danneggiata,  ove  possibile,  e
comunque e' tenuto al risarcimento del danno. 
  4. Nelle sentenze di condanna il giudice puo' disporre, nei casi di
particolare gravita',  la  confisca  delle  cose  utilizzate  per  la
consumazione dell'illecito. 
  5. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981,
n. 689, in quanto non in contrasto con il presente articolo. 
  6. In ogni caso trovano  applicazione  le  norme  dell'articolo  18
della legge 8 luglio 1986, n. 349, sul diritto  al  risarcimento  del
danno  ambientale  da  parte  dell'organismo  di  gestione  dell'area
protetta. 
  7. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano  anche  nel
caso di violazione dei regolamenti e  delle  misure  di  salvaguardia
delle riserve naturali statali. 
  8. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si  applicano  anche  in
relazione alla violazione delle disposizioni di leggi  regionali  che
prevedono misure di salvaguardia in vista della istituzione  di  aree
protette e con riguardo alla trasgressione di regolamenti  di  parchi
naturali regionali. 
  9. Nell'area protetta dei monti Cervati,  non  si  applicano,  fino
alla costituzione del parco nazionale, i divieti di cui  all'articolo
17, comma 2.