LEGGE 23 luglio 1991, n. 223

Norme in materia di cassa integrazione, mobilita', trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunita' europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro.

note: Entrata in vigore delle legge: 11-8-1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 11-8-1991
al: 19-7-1994
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                               Art. 9 
       (Cancellazione del lavoratore della lista di mobilita') 
1. Il lavoratore e' cancellato della lista di mobilita' e decade  dai
trattamenti e dalle indennita' di cui agli articoli 7, 11 comma  2  e
16 quanto: 
a) rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione  professionale
autorizzato dalla Regione o non lo frequenti regolarmente; 
b) non accetti l'offerta  di  un  lavoro  che  sia  professionalmente
equivalente ovvero, in mancanza di questo,  che  presenti  omogenita'
anche intercategoriale e che avendo riguardo ai contratti  collettivi
nazionali di lavoro, sia inquadrato di  in  livello  retributivo  non
inferiore del dieci per cento rispetto a  quello  delle  mansioni  di
provenienza; 
c) non accetti, in mancanza di un lavoro avente le caratteristiche di
cui alla lettera b), di  essere  impiegato  in  opere  o  servizi  di
pubblicita' utilita' ai sensi dell'articolo 6, comma 4; 
d)  non  abbia  provveduto  a  dare  preventiva  comunicazione   alla
competente sede dell'INPS del lavoro prestato ai sensi  dell'articolo
8, comma 6. 
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano quando le attivita'
lavorative o di formazione offerte al lavoratore iscritto nella lista
di mobilita' si svolgono di un luogo distante non piu'  di  cinquanta
chilometri, o comunque raggiungibile in  sessanta  minuti  con  mezzi
pubblici, dalla residenza del lavoratore. 
3. La cancellazione della lista di mobilita' ai sensi del comma 1  e'
dichiarata entro quindici giorni in via definitiva dalla  Commissione
regionale o per l'impiego. Ove la Commissione non si  pronunci  entro
tale termine, la decadenza e' dichiarata dal  direttore  dell'Ufficio
regionale del lavoro e della massima occupazione nei successivi dieci
giorni. E' data  immediata  comunicazione  della  decisione  adottata
dall'INPS. 
4.  La  Commissione  regionale  per  l'impiego,  tenuto  conto  delle
caratteristiche del territorio e dei servizi  pubblici  esistenti  in
esso, puo' modificare con delibera  motivata  i  limiti  previsti  al
comma 2 relativi alla dislocazione geografica del  posto  del  lavoro
offerto. 
5. Qualora il lavoro offerto ai sensi del comma 1,  lettera  b),  sia
inquadrato   in   un   livello   retributivo   inferiore   a   quello
corrispondente  alle  mansioni  di  provenienza,  il  lavoratore  che
accetti tale offerta ha diritto, per un periodo  massimo  complessivo
di dodici mesi, alla corresponsione di un assegno integrativo mensile
di  importo  pari  alla  differenza  tra  i  corrispondenti   livelli
retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. 
6. Il lavoratore e' cancellato dalla lista di mobilita' oltre che nei
casi di cui al comma 1, quando: 
a) sia stato assunto con contratto a tempo pieno ed indeterminato; 
b) si sia avvalso della facolta' di percepire in  un'unica  soluzione
l'indennita' di mobilita'; 
c) sia scaduto il  periodo  di  godimento  dei  trattamenti  e  delle
indennita' di cui agli articoli 7, 11 comma 2, e 16. 
7. Il lavoratore assunto a tempo pieno e indeterminato che non  abbia
superato il periodo di prova, viene reiscritto  al  massimo  per  due
volte  nella  lista  di  mobilita'.  La  commissione  regionale   per
l'impiego, con il voto favorevole di tre quarti dei suoi  componenti,
puo' disporre in casi  eccezionali  la  reiscrizione  del  lavoratore
nella lista di mobilita' per una terza volta. 
8. Il lavoratore  avviato  e  giudicato  non  idoneo  alla  specifica
attivita' cui l'avviamento  si  riferisce,  a  seguito  di  eventuale
visita medica effettuata presso strutture sanitarie pubbliche,  viene
reiscritto nella lista di mobilita'. 
9. I lavoratori di cui all'articolo  7  comma  6,  nel  caso  in  cui
svolgano attivita' di lavoro subordinato od autonomo  hanno  facolta'
di cumulare l'indennita' di mobilita' nei limiti in cui sia  utile  a
garantire  la  percezione  di  un  reddito  pari  alla   retribuzione
spettante al momento della messa in mobilita', rivalutato  in  misura
corrispondente alla  variazione  dell'indice  del  costo  della  vita
calcolato dall'Istituto Nazionale di statistica (ISTAT) ai fini della
scala mobile delle retribuzioni  dei  lavoratori  dell'industria.  Ai
fini della determinazione della  retribuzione  pensionabile,  a  tali
lavoratori  e'  data  facolta'  di  far  valere,   in   luogo   della
contribuzione relativa a periodi, anche parziali, di lavoro  prestato
successivamente alla data della messa in mobilita', la  contribuzione
figurativa che per gli stessi periodi sarebbe stata accreditata. 
10. Il trattamento previsto dal presente articolo rientra nella sfera
di applicazione dell'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88.