LEGGE 21 novembre 1991, n. 374

Istituzione del giudice di pace.

note: Entrata in vigore della legge: 12-12-1991. Le disposizioni di cui agli artt. 3, commi 2 e 3, 7, 9, 10, 11, 13, da 15 a 34, da 39 a 41 e da 43 a 47 hanno effetto a decorrere dal 2/1/1993. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/05/2020)
Testo in vigore dal: 15-8-2017
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                               Art. 11 
 
               Indennita' spettanti al giudice di pace 
 
  1. L'ufficio del giudice di pace e' onorario. 
  2. Ai magistrati onorari che esercitano la funzione di  giudice  di
pace e' corrisposta un'indennita' di L. 70.000 per  ciascuna  udienza
civile o penale, anche se non dibattimentale, e  per  l'attivita'  di
apposizione dei  sigilli,  nonche'  di  L.  110.000  per  ogni  altro
processo assegnato e comunque definito o cancellato dal ruolo. 
  3. E' altresi' dovuta un'indennita' di L. 500.000 per ciascun  mese
di effettivo servizio a titolo di rimborso spese per  l'attivita'  di
formazione, aggiornamento e per l'espletamento dei  servizi  generali
di istituto. Nulla e' dovuto per  le  cause  cancellate  che  vengono
riassunte e per le  udienze  complessivamente  tenute  oltre  le  110
l'anno. Nel numero delle 110 udienze non si computano  quelle  per  i
provvedimenti indicati al comma 3-quater, per ciascuna delle quali e'
dovuta una indennita' di euro 20. 
  3-bis. In materia civile e' corrisposta altresi' una indennita'  di
lire ventimila per ogni decreto  ingiuntivo  o  ordinanza  ingiuntiva
emessi, rispettivamente, a norma degli articoli  641  e  186-ter  del
codice di procedura civile; l'indennita' spetta anche se  la  domanda
di ingiunzione e' rigettata con provvedimento motivato. 
  3-ter. In materia penale al giudice  di  pace  e'  corrisposta  una
indennita' di euro 10,33  per  l'emissione  di  ognuno  dei  seguenti
provvedimenti: 
    a) decreto di archiviazione, di cui agli articoli 17, comma 4,  e
34, comma 2, del decreto  legislativo  28  agosto  2000,  n.  274,  e
successive modificazioni; 
    b) ordinanza che dichiara l'incompetenza, di cui all'articolo 26,
commi 3 e 4, del decreto legislativo n. 274 del  2000,  e  successive
modificazioni; 
    c) provvedimento con il quale il  giudice  di  pace  dichiara  il
ricorso inammissibile o  manifestamente  infondato,  disponendone  la
trasmissione  al  pubblico  ministero  per  l'ulteriore   corso   del
procedimento,  di  cui  all'articolo  26,  comma   2,   del   decreto
legislativo n. 274 del 2000, e successive modificazioni; 
  d) decreto ed ordinanza nel procedimento di esecuzione, di cui 
    all'articolo 41, comma 2, del  decreto  legislativo  n.  274  del
2000, e successive modificazioni; 
    e) provvedimento di modifica delle modalita' di esecuzione  della
permanenza domiciliare e del lavoro  di  pubblica  utilita',  di  cui
all'articolo 44, comma 1, del decreto legislativo n. 274 del 2000,  e
successive modificazioni; 
    f) ordinanza di rinvio  degli  atti  al  pubblico  ministero  per
ulteriori indagini, di cui all'articolo  17,  comma  4,  del  decreto
legislativo n. 274 del 2000, e successive modificazioni; 
    g)  decreto  di  sequestro  preventivo  e  conservativo,  di  cui
all'articolo 19 del decreto legislativo n. 274 del 2000, e successive
modificazioni, e provvedimento motivato di rigetto della richiesta di
emissione del decreto di sequestro preventivo e conservativo; 
    h) decisione sull'opposizione al decreto del  pubblico  ministero
che dispone la restituzione delle  cose  sequestrate  o  respinge  la
relativa richiesta, di cui all'articolo  19,  comma  2,  del  decreto
legislativo n. 274 del 2000, e successive modificazioni; 
    i) decisione sulla richiesta di riapertura delle indagini, di cui
all'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n. 274 del 2000,  e
successive modificazioni; 
    l) autorizzazione a disporre le operazioni di intercettazione  di
conversazioni   telefoniche,   di   comunicazioni   informatiche    o
telematiche,  ovvero  altre  forme  di  telecomunicazione,   di   cui
all'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n. 274 del 2000,  e
successive modificazioni, o rigetto motivato dell'autorizzazione. 
  3-quater. Per i provvedimenti di cui agli articoli 13, commi  5-bis
e 8, e 14, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina  dell'immigrazione  e   norme   sulla   condizione   dello
straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.  286  e
successive modificazioni, e' corrisposta una indennita' di euro 10. 
  4. L'ammontare delle indennita' di cui ai commi  2,  3  ,  3-bis  e
3-ter, nonche' 3-quater del presente articolo e di cui al comma 2-bis
dell'articolo 15 e' rideterminato ogni tre anni, con decreto  emanato
dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della  programmazione  economica,  in  relazione  alla
variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi  al  consumo
per le famiglie di  operai  e  impiegati  verificatasi  nel  triennio
precedente. 
  4-bis. Le indennita' previste dal presente articolo sono cumulabili
con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati. 
  4-ter. Le indennita' previste dal  presente  articolo  non  possono
superare in ogni caso l'importo di euro 72.000 lordi annui. 
                                                               ((29)) 
 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.Lgs. 13 luglio 2017, n. 116 ha disposto (con l'art. 33,  comma
2) l'abrogazione del presente articolo a decorrere dalla scadenza del
quarto anno successivo alla data di entrata  in  vigore  del  decreto
medesimo.