LEGGE 1 dicembre 1986, n. 879

Disposizioni per il completamento della ricostruzione delle zone del Friuli-Venezia Giulia colpite dal terremoto del 1976 e delle zone della regione Marche colpite da calamita'.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/01/1994)
Testo in vigore dal: 21-12-1986
attiva riferimenti normativi
                              Art. 16.

  1.  I  comuni possono acquisire mediante espropriazione le aree che
sono  state necessarie a realizzare interventi abitativi a seguito di
donazioni  di  solidarieta' nazionale ed internazionale limitatamente
agli  insediamenti  gia'  realizzati  nelle aree individuate ai sensi
dell'articolo  2, primo comma, lettere a) e b), della legge regionale
21  luglio  1976,  n. 33, e che siano comunque in conformita' con gli
strumenti  urbanistici  vigenti  alla data di entrata in vigore della
presente legge.
          Nota all'art. 16, comma 1:
            Si  trascrive  il  testo  dell'intero art. 2, della legge
          della  regione  Friuli-Venezia Giulia n. 33/1976 (Norme per
          il  reperimento  di aree da destinare ad interventi edilizi
          urgenti  nei  comuni  colpiti  dal  sisma  del  maggio 1976
          nonche'  norme  in  materia  di espropriazione per pubblica
          utilita):
            "Art.  2.  -  Nell'ambito  delle zone di cui all'articolo
          precedente,  i comuni, al fine di sopperire alle impellenti
          esigenze  delle  popolazioni  colpite, sentita la comunita'
          montana   interessata   o  la  comunita'  collinare  ovvero
          l'amministrazione  provinciale per i comuni non compresi in
          organismi  sovracomunali,  hanno  facolta',  entro sessanta
          giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente legge, di
          adottare le seguenti eccezionali procedure:
              a)  l'individuazione  delle  aree  da destinare a nuovi
          insediamenti,   anche   provvisori,   per  fronteggiare  le
          immediate esigenze abitative nonche' dei servizi collettivi
          e delle attivita' terziarie di livello comunale;
              b)  la perimetrazione - con contestuale predisposizione
          delle    norme   edilizie   transitorie   da   valere   per
          l'edificazione  in  via  transitoria fino alla scadenza del
          termine di cui al successivo articolo 7 - dei nuclei urbani
          distrutti  nei  quali  si  ritenga  necessario  attuare  la
          ricostruzione mediante appositi piani particolareggiati;
              c) l'ubicazione delle aree eventualmente necessarie, ad
          adibire  a  deposito  di materiali di risulta degli edifici
          distrutti.
              Il  parere  di cui al primo comma del presente articolo
          dovra' essere reso entro il termine di venti giorni".