LEGGE 26 luglio 1975, n. 354

Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta'.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/8/1975. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/10/2022)
Testo in vigore dal: 10-11-2018
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 14. 
Assegnazione,  raggruppamento  e  categorie  dei  detenuti  e   degli
                              internati 
 
  ((I detenuti e gli internati hanno diritto di essere assegnati a un
istituto quanto piu'  vicino  possibile  alla  stabile  dimora  della
famiglia o,  se  individuabile,  al  proprio  centro  di  riferimento
sociale, salvi specifici motivi contrari.)) 
  Il numero dei detenuti e degli internati  negli  istituti  e  nelle
sezioni  deve  essere  limitato  e,  comunque,   tale   da   favorire
l'individualizzazione del trattamento. 
  ((L'assegnazione  dei  condannati  e  degli  internati  ai  singoli
istituti e il raggruppamento nelle sezioni di ciascun  istituto  sono
disposti con particolare riguardo alla possibilita'  di  procedere  a
trattamento rieducativo comune e all'esigenza  di  evitare  influenze
nocive reciproche.)) 
  E' assicurata  la  separazione  degli  imputati  dai  condannati  e
internati, dei giovani al disotto dei venticinque anni dagli  adulti,
dei condannati dagli  internati  e  dei  condannati  all'arresto  dai
condannati alla reclusione. 
  E' consentita, in particolari circostanze, l'ammissione di detenuti
e di internati ad attivita'  organizzate  per  categorie  diverse  da
quelle di appartenenza. 
  ((Le donne sono ospitate in istituti separati da quelli maschili  o
in apposite sezioni in numero tale da non compromettere le  attivita'
trattamentali. 
  Alle madri e' consentito di tenere  presso  di  se'  i  figli  fino
all'eta' di tre anni. Per la cura e  l'assistenza  dei  bambini  sono
organizzati appositi asili nido. 
  L'assegnazione dei detenuti e  degli  internati,  per  i  quali  si
possano temere aggressioni o sopraffazioni da  parte  della  restante
popolazione detenuta, in ragione  solo  dell'identita'  di  genere  o
dell'orientamento sessuale, deve avvenire, per categorie omogenee, in
sezioni distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale  previo
consenso degli  interessati  i  quali,  in  caso  contrario,  saranno
assegnati  a  sezioni  ordinarie.  E'  in  ogni  caso  garantita   la
partecipazione  ad  attivita'  trattamentali,   eventualmente   anche
insieme alla restante popolazione detenuta.))