LEGGE 26 luglio 1975, n. 354

Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta'.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/8/1975. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2020)
vigente al 03/09/2013
  • Allegati
Testo in vigore dal: 20-8-2013
al: 9-11-2018
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                              Art. 21. 
                        (Lavoro all'esterno). 
 
  1. I detenuti e gli internati possono essere  assegnati  al  lavoro
all'esterno in condizioni idonee a  garantire  l'attuazione  positiva
degli scopi previsti dall'articolo 15.  Tuttavia,  se  si  tratta  di
persona condannata alla pena della reclusione  per  uno  dei  delitti
indicati  nei  commi  1,  1-ter  e  1quater  dell'articolo  4-   bis,
l'assegnazione  al  lavoro  all'esterno  puo'  essere  disposta  dopo
l'espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non  oltre
cinque   anni.   Nei   confronti   dei    condannati    all'ergastolo
l'assegnazione puo' avvenire dopo l'espiazione di almeno dieci anni. 
  2. I detenuti e gli internati assegnati al lavoro all'esterno  sono
avviati a prestare la loro opera senza scorta,  salvo  che  essa  sia
ritenuta necessaria  per  motivi  di  sicurezza.  Gli  imputati  sono
ammessi al lavoro all'esterno previa autorizzazione della  competente
autorita' giudiziaria. 
  3. Quando si tratta di imprese private, il  lavoro  deve  svolgersi
sotto il diretto controllo della direzione  dell'istituto  a  cui  il
detenuto o l'internato e' assegnato, la quale puo'  avvalersi  a  tal
fine del personale dipendente e del servizio sociale. 
  4.  Per  ciascun  condannato  o  internato  il   provvedimento   di
ammissione   al   lavoro   all'esterno   diviene    esecutivo    dopo
l'approvazione del magistrato di sorveglianza. 
  4-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti e la disposizione
di cui al secondo periodo del comma sedicesimo  dell'articolo  20  si
applicano anche ai detenuti ed agli internati ammessi  a  frequentare
corsi  di  formazione  professionale   all'esterno   degli   istituti
penitenziari. 
  ((4-ter. I  detenuti  e  gli  internati  di  norma  possono  essere
assegnati a prestare la  propria  attivita'  a  titolo  volontario  e
gratuito, tenendo conto anche delle loro specifiche  professionalita'
e attitudini lavorative,  nell'esecuzione  di  progetti  di  pubblica
utilita' in favore della collettivita' da svolgere presso  lo  Stato,
le regioni, le province, i comuni, le comunita' montane, le unioni di
comuni, le aziende sanitarie locali o presso enti  o  organizzazioni,
anche  internazionali,  di  assistenza  sociale,   sanitaria   e   di
volontariato. I detenuti  e  gli  internati  possono  essere  inoltre
assegnati a prestare la  propria  attivita'  a  titolo  volontario  e
gratuito a sostegno delle famiglie delle vittime dei  reati  da  loro
commessi. L'attivita' e' in ogni caso svolta con  modalita'  che  non
pregiudichino le esigenze di lavoro, di  studio,  di  famiglia  e  di
salute dei detenuti e degli internati. Sono esclusi dalle  previsioni
del presente comma i detenuti e gli internati per il delitto  di  cui
all'articolo 416-bis del codice  penale  e  per  i  delitti  commessi
avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al
fine di agevolare l'attivita' delle associazioni in esso previste. Si
applicano, in quanto compatibili, le modalita' previste nell'articolo
54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274)).