LEGGE 20 marzo 1975, n. 70

Disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/05/1999)
Testo in vigore dal: 3-4-1975
                               Art. 3.
   (Conferma, ristrutturazione e soppressione degli enti pubblici)

  Il  Governo  della Repubblica entro tre anni dall'entrata in vigore
della  presente legge e' delegato ad emanare decreti aventi valore di
legge contenenti l'elenco degli enti ritenuti necessari ai fini dello
sviluppo  economico,  civile,  culturale  e democratico del Paese che
andranno a integrare la tabella allegata alla presente legge.
  Con  gli  stessi  decreti e' disposta la eventuale ristrutturazione
degli  enti medesimi o la fusione degli enti che abbiano identiche od
analoghe competenze.
  Il  Governo  della Repubblica e' delegato ad emanare decreti aventi
valore  di  legge  anche  prima della scadenza del triennio di cui al
precedente  articolo  2,  per la soppressione degli enti non ritenuti
necessari.
  Ai  fini della inclusione degli enti nell'elenco di quelli ritenuti
necessari,  ovvero  per  la  valutazione dell'opportunita' della loro
soppressione, ristrutturazione o fusione, il Governo terra' conto dei
seguenti criteri:
    1)   della   loro   rilevanza  ai  fini  dell'attuazione  di  una
programmazione  delle  scelte  produttive, della qualificazione dello
studio   e  della  ricerca  scientifica,  dello  sviluppo  culturale,
dell'orientamento a favore dei consumi sociali;
    2)  della  economicita' dei singoli enti nell'attuazione dei loro
fini   istituzionali   in   relazione  anche  alle  esigenze  di  una
riqualificazione e selezione della spesa pubblica;
    3)  della  convenienza  che  i  singoli  enti,  per  la  funzione
istituzionale    perseguita,    continuino    a   rimanere   distinti
dall'amministrazione diretta dello Stato;
    4) della competenza delle regioni.
  Per  l'emanazione  dei  decreti  delegati si procedera', a mezzo di
apposito  comitato  costituito  presso  la Presidenza del Consiglio e
nominato  dal  Presidente del Consiglio dei Ministri, ad una indagine
condotta  sull'attivita', sulla consistenza patrimoniale, sui bilanci
e  sulla produttivita' dei singoli enti. Ove sia necessario procedere
alla elaborazione elettronica dei dati, il comitato e' autorizzato ad
avvalersi   di   istituti   pubblici   o   di  qualificate  societa',
preferibilmente a partecipazione statale.
  Gli  enti pubblici, con esclusione di quelli indicati nel secondo e
nel  terzo  comma  dell'articolo  1, sono obbligati a comunicare alla
Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  entro  i termini e con le
modalita'  stabiliti  con  decreto  del  Presidente del Consiglio dei
Ministri  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale, tutte le informazioni
sull'organizzazione, sull'attivita' e sulla situazione degli enti che
siano  indicate  nel  decreto  stesso. L'inosservanza di tale obbligo
determina  la  decadenza  di  diritto dall'ufficio o dall'impiego dei
rappresentanti legali e dei direttori generali degli enti.
  Gli  enti  stessi  sono  altresi'  obbligati a fornire al comitato,
entro  i  termini e con le modalita' dallo stesso stabiliti, tutte le
informazioni  che  siano  loro richieste ed a consentire l'esecuzione
presso  i  loro  uffici delle ispezioni disposte dal comitato stesso.
Per  l'inosservanza  di  tali obblighi, i rappresentanti legali degli
enti  ed  i funzionari responsabili sono puniti a norma dell'articolo
328 del codice penale.
  I  decreti  delegati, ciascuno dei quali puo' riguardare uno o piu'
enti,  sono  emanati  su  proposta  del  Presidente del Consiglio dei
Ministri,  di  concerto con il Ministro per il tesoro e con gli altri
Ministri  interessati,  sentita una commissione parlamentare composta
da  undici  senatori e da undici deputati, nominati, rispettivamente,
dal  Presidente  del  Senato  della Repubblica e dal Presidente della
Camera dei deputati.
  Ai  fini  del  parere  della  commissione  parlamentare, il Governo
trasmette  alla  commissione  stessa  gli  schemi  dei decreti e, ove
questi  siano  modificati,  anche  in  accoglimento delle indicazioni
della  commissione,  gli  schemi definitivi dei decreti da sottoporre
all'approvazione  del  Consiglio  dei Ministri e mette a disposizione
gli atti delle indagini compiute dal comitato.
  Si  prescinde dal parere della commissione qualora non sia espresso
nel  termine  di  quarantacinque  giorni  dall'invio  degli schemi di
decreto.