MINISTERO DELLA SANITA'
DECRETO 14 settembre 1994, n. 742

Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale del logopedista.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/1/1995
vigente al 30/09/2020
Testo in vigore dal: 24-1-1995
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DELLA SANITA'
  Visto l'art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre  1992,
n.  502,  recante: "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a
norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992,  n.  421",  nel  testo
modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517;
  Ritenuto  che,  in ottemperanza alle precitate disposizioni, spetta
al Ministro della sanita'  di  individuare  con  proprio  decreto  le
figure  professionali da formare ed i relativi profili, relativamente
alle aree del personale sanitario infermieristico,  tecnico  e  della
riabilitazione;
  Ritenuto   di  individuare  con  singoli  provvedimenti  le  figure
professionali;
  Ritenuto di individuare la figura del logopedista;
  Visto il parere del Consiglio superiore di sanita', espresso  nella
seduta del 22 aprile 1994;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso nell'adunanza
generale del 4 luglio 1994;
  Vista la nota, in data 13 settembre 1994,  con  cui  lo  schema  di
regolamento e' stato trasmesso, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della
legge  23  agosto  1988,  n.  400,  al  Presidente  del Consiglio dei
Ministri;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1. E'  individuata  la  figura  del  logopedista  con  il  seguente
profilo: il logopedista e' l'operatore sanitario che, in possesso del
diploma  universitario  abilitante, svolge la propria attivita' nella
prevenzione e  nel  trattamento  riabilitativo  delle  patologie  del
linguaggio   e  della  comunicazione  in  eta'  evolutiva,  adulta  e
geriatrica.
  2.  L'attivita'  del  logopedista   e'   volta   all'educazione   e
rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce,
della  parola,  del  linguaggio  orale  e  scritto  e  degli handicap
comunicativi.
  3. In riferimento alla diagnosi ed alla  prescrizione  del  medico,
nell'ambito delle proprie competenze, il logopedista:
    a)  elabora,  anche  in  equipe  multidisciplinare,  il  bilancio
logopedico volto all'individuazione ed al superamento del bisogno  di
salute del disabile;
    b)   pratica   autonomamente   attivita'   terapeutica   per   la
rieducazione funzionale delle disabilita' comunicative  e  cognitive,
utilizzando  terapie  logopediche  di  abilitazione  e riabilitazione
della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali;
    c) propone  l'adozione  di  ausili,  ne  addestra  all'uso  e  ne
verifica l'efficacia;
    d)   svolge   attivita'   di   studio,   didattica  e  consulenza
professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove  si  richiedono
le sue competenze professionali;
    e)   verifica  le  rispondenze  della  metodologia  riabilitativa
attuata agli obiettivi di recupero funzionale.
  4.  Il  logopedista  svolge  la  sua  attivita'  professionale   in
strutture  sanitarie,  pubbliche o private, in regime di dipendenza o
libero-professionale.
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico   delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
             - Il testo dell'art. 6, comma 3, del D.Lgs. 30  dicembre
          1992,  n.  502,  nel testo modificato dal D.Lgs. 7 dicembre
          1993, n. 517, e' il seguente: "A norma dell'art. 1, lettera
          o), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, la formazione  del
          personale   sanitario   infermieristico,  tecnico  e  della
          riabilitazione avviene in sede  ospedaliera  ovvero  presso
          altre   strutture   del   Servizio  sanitario  nazionale  e
          istituzioni private accreditate. I requisiti di idoneita' e
          l'accreditamento  delle  strutture  sono  disciplinati  con
          decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica e tecnologica d'intesa con  il  Ministro  della
          sanita'.  Il  Ministro  della sanita' individua con proprio
          decreto le figure professionali da formare  ed  i  relativi
          profili.  Il relativo ordinamento didattico e' definito, ai
          sensi dell'art. 9 della legge 19 novembre 1990, n. 341, con
          decreto  del  Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca
          scientifica  e  tecnologica  emanato  di  concerto  con  il
          Ministro della sanita'".
             - Il comma  3  dell'art.  17  della  legge  n.  400/1988
          (Disciplina  dell'attivita'  di Governo e ordinamento della
          Presidenza del Consiglio  dei  Ministri)  prevede  che  con
          decreto  ministeriale  possano  essere adottati regolamenti
          nelle materie di competenza del  Ministro  o  di  autorita'
          sottordinate  al  Ministro,  quando  la legge espressamente
          conferisca tale potere. Tali regolamenti,  per  materie  di
          competenza  di  piu'  Ministri, possono essere adottati con
          decreti interministeriali, ferma restando la necessita'  di
          apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie  a  quelle  dei  regolamenti emanati dal Governo.
          Essi debbono essere comunicati al Presidente del  Consiglio
          dei  Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello
          stesso articolo stabilisce che  gli  anzidetti  regolamenti
          debbano  recare  la  denominazione  di "regolamento", siano
          adottati previo parere del Consiglio di  Stato,  sottoposti
          al  visto  ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.