DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 32

Attuazione della direttiva 2010/64/UE sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali. (14G00041)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 02/04/2014 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/07/2016)
Testo in vigore dal: 29-7-2016
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                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Vista  la  direttiva  2010/64/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 20 ottobre 2010,  sul  diritto  all'interpretazione  e
alla traduzione nei procedimenti penali; 
  Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988,
n. 447, recante approvazione del codice di procedura penale; 
  Visto il decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, recante  norme
di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura
penale; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.
115,  recante  testo   unico   delle   disposizioni   legislative   e
regolamentari in materia di spese di giustizia; 
  Vista la legge 6 agosto 2013, n. 96, recante delega al Governo  per
il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di  altri  atti
dell'Unione  europea  -  Legge  di   delegazione   europea,   ed   in
particolare, l'allegato B; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 3 dicembre 2013; 
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 28 febbraio 2014; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  del
Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell'economia  e
delle finanze e degli affari esteri; 
 
                              E m a n a 
 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
 
               Modifiche al codice di procedura penale 
 
  1. Al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.
447, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 104, dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente: 
    «4-bis. L'imputato in stato di custodia cautelare, l'arrestato  e
il fermato, che non  conoscono  la  lingua  italiana,  hanno  diritto
all'assistenza  gratuita  di  un  interprete  per  conferire  con  il
difensore a norma dei commi precedenti. Per la nomina dell'interprete
si applicano le disposizioni del titolo IV del libro II.»; 
    b) l'articolo 143 e' sostituito dal seguente: 
 
                            «Articolo 143 
 
   (Diritto all'interprete e alla traduzione di atti fondamentali) 
 
  1. L'imputato che non conosce la  lingua  italiana  ha  diritto  di
farsi  assistere  gratuitamente,  indipendentemente  dall'esito   del
procedimento, da un interprete al fine di poter comprendere  l'accusa
contro di lui formulata e di seguire il compimento degli  atti  e  lo
svolgimento  delle  udienze  cui  partecipa.  Ha   altresi'   diritto
all'assistenza gratuita di un interprete per le comunicazioni con  il
difensore prima di rendere  un  interrogatorio,  ovvero  al  fine  di
presentare una richiesta o una memoria nel corso del procedimento. 
  2. Negli stessi casi l'autorita' procedente dispone  la  traduzione
scritta, entro un termine congruo tale da consentire l'esercizio  dei
diritti e della facolta' della difesa, dell'informazione di garanzia,
dell'informazione  sul  diritto  di  difesa,  dei  provvedimenti  che
dispongono misure cautelari  personali,  dell'avviso  di  conclusione
delle indagini preliminari,  dei  decreti  che  dispongono  l'udienza
preliminare e la citazione a giudizio, delle sentenze e  dei  decreti
penali di condanna. 
  3. La traduzione gratuita di altri atti o anche solo  di  parte  di
essi, ritenuti essenziali per consentire all'imputato di conoscere le
accuse a suo carico, puo'  essere  disposta  dal  giudice,  anche  su
richiesta di parte, con atto motivato,  impugnabile  unitamente  alla
sentenza. 
  4.  L'accertamento  sulla  conoscenza  della  lingua  italiana   e'
compiuto  dall'autorita'  giudiziaria.  La  conoscenza  della  lingua
italiana e' presunta fino a prova contraria  per  chi  sia  cittadino
italiano. 
  5. L'interprete e il  traduttore  sono  nominati  anche  quando  il
giudice, il pubblico ministero o l'ufficiale di  polizia  giudiziaria
ha personale conoscenza della lingua o del dialetto da interpretare. 
  6. La nomina del traduttore per gli adempimenti di cui ai commi 2 e
3 e' regolata dagli articoli 144 e seguenti del presente  titolo.  La
prestazione  dell'ufficio  di   interprete   e   di   traduttore   e'
obbligatoria.»; 
    ((b-bis) all'articolo 146,  dopo  il  comma  2,  e'  aggiunto  il
seguente: 
    "2-bis.  Quando  l'interprete  o  il  traduttore  risiede   nella
circoscrizione di altro tribunale, l'autorita'  procedente,  ove  non
ritenga di  procedere  personalmente,  richiede  al  giudice  per  le
indagini preliminari del luogo il compimento delle attivita'  di  cui
ai commi precedenti.")).