DECRETO LEGISLATIVO 28 maggio 2010, n. 85

Attribuzione a comuni, province, citta' metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42. (10G0108)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/06/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/07/2012)
Testo in vigore dal: 15-8-2012
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3 
 
                Attribuzione e trasferimento dei beni 
 
  1. Ferme restando le funzioni amministrative  gia'  conferite  agli
enti territoriali in base alla normativa  vigente,  con  uno  o  piu'
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri,  su  proposta  del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
per le riforme per il federalismo, con il Ministro per i rapporti con
le Regioni e con gli altri Ministri competenti per materia,  adottati
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo: 
    a)  sono  trasferiti  alle  Regioni,  unitamente  alle   relative
pertinenze, le miniere di cui all'articolo 5, comma  1,  lettera  d),
che non comprendono i giacimenti petroliferi e di gas e  le  relative
pertinenze nonche' i siti di stoccaggio di gas naturale e le relative
pertinenze, e, i beni del demanio marittimo di  cui  all'articolo  5,
comma 1, lettera a) ed i beni del demanio idrico di cui  all'articolo
5, comma 1, lettera b), salvo quanto previsto dalla  lettera  b)  del
presente comma; 
    b)  sono  trasferiti  alle  Province,  unitamente  alle  relative
pertinenze, i beni del demanio idrico di cui all'articolo 5, comma 1,
lettera b), limitatamente  ai  laghi  chiusi  privi  di  emissari  di
superficie che insistono sul territorio di una sola Provincia. 
  2. Una quota dei proventi dei canoni ricavati  dalla  utilizzazione
del demanio idrico trasferito ai sensi della lettera a) del comma  1,
tenendo conto dell'entita' delle risorse idriche  che  insistono  sul
territorio della Provincia e delle funzioni amministrative esercitate
dalla medesima, e' destinata da ciascuna Regione alle Province, sulla
base di una intesa conclusa fra la Regione e le singole Province  sul
cui territorio insistono i medesimi beni del demanio idrico.  Decorso
un anno dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto  senza
che sia stata conclusa la  predetta  intesa,  il  Governo  determina,
tenendo conto dei  medesimi  criteri,  la  quota  da  destinare  alle
singole Province, attraverso l'esercizio del  potere  sostitutivo  di
cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 
  3. Salvo quanto previsto dai commi 1 e 2, i beni  sono  individuati
ai fini dell'attribuzione ad uno o piu' enti appartenenti  ad  uno  o
piu'  livelli  di  governo  territoriale  mediante  l'inserimento  in
appositi elenchi contenuti in uno o piu' decreti del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri adottati entro centottanta giorni  dalla  data
di entrata in vigore del presente decreto legislativo, previa  intesa
sancita in sede di Conferenza Unificata ai sensi dell'articolo 3  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta del  Ministro
dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro  per  le
riforme per il federalismo, con il Ministro per  i  rapporti  con  le
Regioni e con gli altri Ministri competenti per materia,  sulla  base
delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2  del  presente  decreto
legislativo. I beni possono essere individuati  singolarmente  o  per
gruppi. Gli elenchi sono corredati da adeguati elementi  informativi,
anche relativi allo stato giuridico, alla consistenza, al valore  del
bene, alle entrate corrispondenti e ai relativi costi di  gestione  e
acquistano efficacia dalla data della pubblicazione dei  decreti  del
Presidente del Consiglio dei Ministri nella Gazzetta Ufficiale. 
  4. Sulla base dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri
di cui al comma 3,  le  Regioni  e  gli  enti  locali  che  intendono
acquisire  i  beni  contenuti  negli  elenchi  di  cui  al  comma   3
presentano, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data
di  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  dei  citati   decreti,
un'apposita domanda  di  attribuzione  all'Agenzia  del  demanio.  Le
specifiche finalita'  e  modalita'  di  utilizzazione  del  bene,  la
relativa tempistica ed economicita' nonche' la destinazione del  bene
medesimo sono contenute  in  una  relazione  allegata  alla  domanda,
sottoscritta dal rappresentante legale  dell'ente.  Per  i  beni  che
negli elenchi di cui al  comma  3  sono  individuati  in  gruppi,  la
domanda di attribuzione deve riferirsi a tutti  i  beni  compresi  in
ciascun gruppo e  la  relazione  deve  indicare  le  finalita'  e  le
modalita' prevalenti di utilizzazione. Sulla base delle richieste  di
assegnazione pervenute  e'  adottato,  entro  i  successivi  sessanta
giorni, su proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
sentite le Regioni  e  gli  enti  locali  interessati,  un  ulteriore
decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  riguardante
l'attribuzione  dei  beni,  che  produce  effetti   dalla   data   di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e che costituisce  titolo  per
la trascrizione e per la voltura  catastale  dei  beni  a  favore  di
ciascuna Regione o ciascun ente locale. 
  5.Qualora l'ente territoriale non utilizzi  il  bene  nel  rispetto
delle finalita' e dei tempi indicati nella relazione di cui al  comma
4, il Governo esercita il potere sostitutivo di  cui  all'articolo  8
della legge 5 giugno 2003, n. 131, ai fini di assicurare la  migliore
utilizzazione  del  bene,  anche  attraverso   il   conferimento   al
patrimonio vincolato di cui al comma 6. 
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2012, N. 95,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 135)).