DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 117

((Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE.))

note: Entrata in vigore del decreto: 22-7-2008 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/09/2014)
Testo in vigore dal: 12-11-2014
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5. 
             Piano di gestione dei rifiuti di estrazione 
 
  1.  L'operatore  elabora  un  piano  di  gestione  dei  rifiuti  di
estrazione per la riduzione al minimo, il trattamento, il recupero  e
lo smaltimento dei rifiuti stessi, nel rispetto del  principio  dello
sviluppo sostenibile. 
  2. Il piano di gestione di cui al comma 1 e' volto a: 
    a) prevenire o ridurre la produzione di rifiuti di  estrazione  e
la loro pericolosita', in particolare: 
      1) tenendo conto della gestione dei rifiuti di estrazione nella
fase di progettazione e nella scelta del metodo di  estrazione  e  di
trattamento dei minerali; 
      2) tenendo conto delle modifiche che i  rifiuti  di  estrazione
possono  subire   a   seguito   dell'aumento   della   superficie   e
dell'esposizione a particolari condizioni esterne; 
      3) prevedendo la  possibilita'  di  ricollocare  i  rifiuti  di
estrazione nei vuoti e volumetrie prodotti dall'attivita'  estrattiva
dopo l'estrazione del minerale,  se  l'operazione  e'  fattibile  dal
punto di  vista  tecnico  e  economico  e  non  presenta  rischi  per
l'ambiente,  conformemente  alle  norme  ambientali  vigenti  e,  ove
pertinenti, alle prescrizioni del presente decreto; 
      4) ripristinando il terreno di copertura dopo la chiusura della
struttura di deposito dei rifiuti  di  estrazione  o,  se  non  fosse
possibile  sotto  il  profilo  pratico,  riutilizzando  tale  terreno
altrove; 
      5) impiegando sostanze meno pericolose per il trattamento delle
risorse minerali; 
    b) incentivare il recupero dei rifiuti di  estrazione  attraverso
il riciclaggio, il riutilizzo o la bonifica dei rifiuti di estrazione
interessati,  se  queste  operazioni  non   comportano   rischi   per
l'ambiente,  conformemente  alle  norme  ambientali  vigenti  e,  ove
pertinenti, alle prescrizioni del presente decreto; 
    c) assicurare lo smaltimento sicuro dei rifiuti di  estrazione  a
breve e lungo termine, in particolare tenendo conto,  nella  fase  di
progettazione, della gestione durante  il  funzionamento  e  dopo  la
chiusura di una struttura di deposito dei  rifiuti  di  estrazione  e
scegliendo un progetto che: 
      1) preveda, dopo la chiusura della struttura  di  deposito  dei
rifiuti di estrazione,  la  necessita'  minima  e  infine  nulla  del
monitoraggio, del controllo e della gestione di detta struttura; 
      2) prevenga, o quanto meno riduca al minimo, eventuali  effetti
negativi a lungo termine, per esempio riconducibili alla  fuoriuscita
di inquinanti, trasportati dall'aria o dall'acqua, dalla struttura di
deposito dei rifiuti di estrazione; 
      3) garantisca la stabilita' geotecnica a lungo termine di dighe
o di cumuli che sorgano sulla superficie preesistente del terreno. 
  3. Il piano di gestione  di  cui  al  comma  1  contiene  almeno  i
seguenti elementi: 
    a)  la  caratterizzazione  dei  rifiuti  di  estrazione  a  norma
dell'allegato I e una stima del quantitativo  totale  di  rifiuti  di
estrazione che verranno prodotti nella fase operativa; 
    b) la descrizione delle operazioni che producono tali  rifiuti  e
degli eventuali trattamenti successivi a cui questi sono sottoposti; 
    c) la classificazione proposta per la struttura di  deposito  dei
rifiuti di estrazione conformemente ai criteri previsti  all'allegato
II ed in particolare: 
      1) se e' necessaria una struttura di deposito di  categoria  A,
al piano deve essere allegato in copia il documento  di  sicurezza  e
salute redatto  ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  1,  del  decreto
legislativo n.  624  del  1996,  integrato  secondo  quanto  indicato
all'articolo 6, comma 3, del presente decreto; 
      2) se l'operatore ritiene che non sia necessaria una  struttura
di  deposito   di   categoria   A,   sufficienti   informazioni   che
giustifichino tale scelta,  compresa  l'individuazione  di  eventuali
rischi di incidenti; 
    d) la descrizione delle modalita' in cui possono presentarsi  gli
effetti negativi sull'ambiente e sulla salute  umana  a  seguito  del
deposito dei rifiuti di  estrazione  e  delle  misure  preventivi  da
adottare al fine di ridurre al minimo l'impatto ambientale durante il
funzionamento e  dopo  la  chiusura,  compresi  gli  aspetti  di  cui
all'articolo 11, comma 3, lettere a), b), d) ed e); 
    e) le procedure di controllo e di monitoraggio proposte ai  sensi
dell'articolo 10, se applicabile, e 11, comma 3, lettera c); 
    f) il piano proposto  per  la  chiusura,  comprese  le  procedure
connesse al ripristino e alla fase successiva  alla  chiusura  ed  il
monitoraggio di cui all'articolo 12; 
    g)  le  misure  per  prevenire  il  deterioramento  dello   stato
dell'acqua  conformemente  alle  finalita'  stabilite   dal   decreto
legislativo n. 152 del 2006, parte terza, sezione II, titolo I e  per
prevenire o ridurre al minimo  l'inquinamento  dell'atmosfera  e  del
suolo ai sensi dell'articolo 13; 
    h)  la  descrizione  dell'area  che  ospitera'  la  struttura  di
deposito  di   rifiuti   di   estrazione,   ivi   comprese   le   sue
caratteristiche idrogeologiche, geologiche e geotecniche; 
    i) l'indicazione delle modalita' in accordo alle quali  l'opzione
e il metodo scelti conformemente al comma 2, lettera a),  numero  1),
rispondono agli obiettivi di cui al comma 2, lettera a). 
  4. Il piano di  gestione  di  cui  al  comma  1  e'  modificato  se
subentrano modifiche sostanziali nel funzionamento della struttura di
deposito  dei  rifiuti  di  estrazione  o  nel  tipo  di  rifiuti  di
estrazione depositati ed e' comunque riesaminato ogni cinque anni. Le
eventuali modifiche sono notificate all'autorita' competente. 
  5. Il piano di gestione di  cui  al  comma  1  e'  presentato  come
sezione del piano globale dell'attivita'  estrattiva  predisposto  al
fine dell'ottenimento  dell'autorizzazione  all'attivita'  estrattiva
stessa da parte dell'autorita' competente. A condizione  che  vengano
rispettate tutte le disposizioni dei commi  da  1  a  4,  qualora  le
informazioni di cui al comma 3 siano state  fornite  in  altri  piani
predisposti  ai  sensi  della  normativa  vigente,  l'operatore  puo'
allegare integralmente o in parte detti piani, indicando le parti che
comprendono dette informazioni. 
  ((5-bis. Ai fini di un'efficace applicazione delle disposizioni dei
commi da 1 a 4, l'operatore e' tenuto  ad  avere  un  registro  delle
quantita' esatte di rifiuti di estrazione solidi e liquidi,  pena  la
revoca dell'autorizzazione all'attivita' estrattiva)). 
  6. L'autorita' competente approva il piano di cui al comma 1  e  le
eventuali modifiche di cui al comma 4 e ne controlla l'attuazione.