DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 10/09/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 4-9-2013
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                               ART. 92 
          (zone vulnerabili da nitrati di origine agricola) 
 
   1. Le zone vulnerabili sono individuate secondo i criteri  di  cui
all'Allegato 7/A-I alla parte terza del presente decreto. 
   2.  Ai  fini  della  prima  individuazione  sono  designate   zone
vulnerabili le aree elencate nell'Allegato 7/A-III alla  parte  terza
del presente decreto. 
   3. Per tener conto di cambiamenti e/o di fattori  imprevisti  alla
data di entrata in vigore della parte  terza  del  presente  decreto,
dopo quattro anni da tale data  il  Ministro  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare  con  proprio  decreto,  sentita  la
Conferenza Stato-regioni, puo' modificare i criteri di cui  al  comma
1. 
   4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
parte terza del presente decreto, sulla base dei dati  disponibili  e
tenendo conto delle indicazioni stabilite  nell'Allegato  7/A-I  alla
parte terza del presente decreto, le regioni, sentite le Autorita' di
bacino,  possono  individuare  ulteriori  zone  vulnerabili   oppure,
all'interno delle zone  indicate  nell'Allegato  7/A-III  alla  parte
terza del presente decreto,  le  parti  che  non  costituiscono  zone
vulnerabili. 
   5. Per tener conto di cambiamenti e/o  di  fattori  imprevisti  al
momento della precedente designazione, almeno ogni  quattro  anni  le
regioni, sentite le Autorita' di bacino, ((devono riesaminare  e,  se
necessario, opportunamente rivedere o  completare))  le  designazioni
delle zone  vulnerabili.  A  tal  fine  le  regioni  predispongono  e
attuano, ogni quattro anni, un programma di controllo per  verificare
le concentrazioni dei nitrati nelle acque dolci per il periodo di  un
anno, secondo le prescrizioni di cui all'Allegato  7/A-I  alla  parte
terza del presente decreto, nonche' riesaminano  lo  stato  eutrofico
causato da azoto delle  acque  dolci  superficiali,  delle  acque  di
transizione e delle acque marine costiere. 
   6. Nelle zone individuate ai sensi dei  commi  2,  4  e  5  devono
essere attuati i programmi di azione di cui al comma  7,  nonche'  le
prescrizioni contenute nel codice di buona pratica agricola di cui al
decreto del Ministro per le politiche agricole e forestali 19  aprile
1999, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 
102 del 4 maggio 1999. 
   7. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza
del presente decreto per le zone designate ai sensi dei commi 2 e  4,
ed entro un anno dalla data di designazione per le ulteriori zone  di
cui al comma 5, le regioni, sulla  base  delle  indicazioni  e  delle
misure di cui all'Allegato  7/A-IV  alla  parte  terza  del  presente
decreto, definiscono, o rivedono se gia' posti in essere, i programmi
d'azione obbligatori per la  tutela  e  il  risanamento  delle  acque
dall'inquinamento  causato  da  nitrati  di   origine   agricola,   e
provvedono alla loro attuazione  nell'anno  successivo  per  le  zone
vulnerabili di cui ai commi 2 e 4 e nei successivi quattro  anni  per
le zone di cui al comma 5. 
   8. Le regioni provvedono, inoltre, a: 
    a) integrare, se del caso, in relazione alle esigenze locali,  il
codice di  buona  pratica  agricola,  stabilendone  le  modalita'  di
applicazione; 
    b)  predisporre  ed  attuare  interventi  di  formazione   e   di
informazione degli agricoltori sul programma di azione e  sul  codice
di buona pratica agricola; 
    c) elaborare ed applicare, entro quattro anni a  decorrere  dalla
definizione o revisione dei programmi di cui al comma 7, i  necessari
strumenti di controllo e verifica dell'efficacia dei programmi stessi
sulla base dei  risultati  ottenuti;  ove  necessario,  modificare  o
integrare  tali  programmi  individuando,  tra  le  ulteriori  misure
possibili, quelle maggiormente efficaci, tenuto conto  dei  costi  di
attuazione delle misure stesse. 
   ((8-bis. Le  regioni  riesaminano  e,  se  del  caso,  rivedono  i
programmi d'azione obbligatori di cui al comma 7,  inclusa  qualsiasi
misura supplementare adottata ai sensi della lettera c) del comma  8,
per lo meno ogni quattro anni)). 
   9. ((Gli esiti del riesame delle designazioni di cui al comma 5, i
programmi di azione stabiliti ai sensi del comma 7, inclusi gli esiti
del riesame di cui al comma  8-bis)),  i  risultati  delle  verifiche
dell'efficacia degli stessi e le revisioni effettuate sono comunicati
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,
secondo le modalita' indicate nel decreto  di  cui  all'articolo  75,
comma 6. Al Ministero per le politiche agricole e forestali  e'  data
tempestiva notizia delle integrazioni apportate al  codice  di  buona
pratica agricola di  cui  al  comma  8,  lettera  a),  nonche'  degli
interventi di formazione e informazione. 
   10. Al fine di garantire un generale livello di  protezione  delle
acque e' raccomandata l'applicazione  del  codice  di  buona  pratica
agricola anche al di fuori delle zone vulnerabili.