DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/05/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-11-2014
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 144 
                (tutela e uso delle risorse idriche) 
 
   1. Tutte  le  acque  superficiali  e  sotterranee,  ancorche'  non
estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato. 
   2.  Le  acque  costituiscono  una  risorsa  che  va  tutelata   ed
utilizzata secondo criteri di solidarieta';  qualsiasi  loro  uso  e'
effettuato  salvaguardando  le  aspettative  ed   i   diritti   delle
generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. 
   3. La disciplina degli usi delle acque e'  finalizzata  alla  loro
razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il
rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio  idrico,  la
vivibilita' dell'ambiente, l'agricoltura, la piscicoltura, la fauna e
la flora  acquatiche,  i  processi  geomorfologici  e  gli  equilibri
idrologici. 
   4. Gli usi diversi dal consumo umano sono  consentiti  nei  limiti
nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non
ne pregiudichino la qualita'. 
   ((4-bis.  Ai   fini   della   tutela   delle   acque   sotterranee
dall'inquinamento  e  per  promuovere  un  razionale   utilizzo   del
patrimonio idrico nazionale, tenuto  anche  conto  del  principio  di
precauzione per quanto attiene al rischio sismico e alla  prevenzione
di incidenti rilevanti, nelle attivita' di ricerca o coltivazione  di
idrocarburi  rilasciate  dallo  Stato  sono  vietati  la  ricerca   e
l'estrazione di shale gas e di shale oil e il rilascio  dei  relativi
titoli minerari. A tal fine e' vietata qualunque tecnica di iniezione
in pressione nel sottosuolo di fluidi  liquidi  o  gassosi,  compresi
eventuali  additivi,   finalizzata   a   produrre   o   favorire   la
fratturazione delle formazioni rocciose in cui sono  intrappolati  lo
shale gas e lo shale oil. I titolari dei permessi  di  ricerca  o  di
concessioni di coltivazione comunicano, entro il 31 dicembre 2014, al
Ministero dello sviluppo  economico,  al  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del  mare,  all'Istituto  nazionale  di
geofisica e vulcanologia e all'Istituto superiore per la protezione e
la ricerca ambientale, i dati e le informazioni relativi all'utilizzo
pregresso di tali tecniche per lo shale gas e lo shale oil, anche  in
via  sperimentale,  compresi   quelli   sugli   additivi   utilizzati
precisandone la composizione chimica. Le violazioni  accertate  delle
prescrizioni previste dal presente articolo determinano  l'automatica
decadenza dal relativo titolo concessorio o dal permesso)). 
   5.  Le  acque  termali,  minerali  e  per  uso   geotermico   sono
disciplinate da norme specifiche,  nel  rispetto  del  riparto  delle
competenze costituzionalmente determinato.