DECRETO LEGISLATIVO 5 dicembre 2005, n. 252

Disciplina delle forme pensionistiche complementari.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/1/2007.
N.B.: l'entrata in vigore del presente D.Lgs. prevista al 1/1/2008, salvo le disposizioni di cui agli artt. 16, comma 2, lettera b), 18, 19 e 22, comma 1, che entrano in vigore il 14/12/2005, e' stata anticipata al 1/1/2007 dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/10/2019)
Testo in vigore dal: 1-2-2019
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 14 
Permanenza nella forma pensionistica complementare e  cessazione  dei
             requisiti di partecipazione e portabilita' 
 
  1.  Gli  statuti  e  i  regolamenti  delle   forme   pensionistiche
complementari stabiliscono le modalita' di  esercizio  relative  alla
partecipazione alle forme medesime, alla portabilita' delle posizioni
individuali e della contribuzione, nonche'  al  riscatto  parziale  o
totale delle  posizioni  individuali,  secondo  quanto  disposto  dal
presente articolo. 
  2. Ove vengano  meno  i  requisiti  di  partecipazione  alla  forma
pensionistica complementare gli statuti e i regolamenti stabiliscono: 
    a) il trasferimento ad altra  forma  pensionistica  complementare
alla quale il lavoratore acceda in relazione alla nuova attivita'; 
    b) il riscatto parziale, nella misura  del  50  per  cento  della
posizione individuale maturata, nei casi di cessazione dell'attivita'
lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di  tempo  non
inferiore a 12 mesi e non superiore a 48  mesi,  ovvero  in  caso  di
ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilita', cassa
integrazione guadagni ordinaria o straordinaria; 
    c) il riscatto totale della posizione individuale maturata per  i
casi di  invalidita'  permanente  che  comporti  la  riduzione  della
capacita' di lavoro a meno di un terzo  e  a  seguito  di  cessazione
dell'attivita' lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo
di tempo superiore a 48 mesi. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 27  DICEMBRE
2017, N. 205. 
    c-bis) il mantenimento della posizione  individuale  in  gestione
presso la forma  pensionistica  complementare  anche  in  assenza  di
ulteriore contribuzione. Tale opzione trova  automatica  applicazione
in difetto di diversa scelta da parte  dell'iscritto  e  fatta  salva
l'ipotesi  di  valore  della  posizione  individuale  maturata,   non
superiore all'importo di una mensilita' dell'assegno sociale  di  cui
all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335; in questo
caso le  forme  pensionistiche  complementari  informano  l'iscritto,
conformemente alle istruzioni impartite dalla COVIP,  della  facolta'
di  esercitare  il  trasferimento  ad   altra   forma   pensionistica
complementare ovvero di richiedere il riscatto con  le  modalita'  di
cui al comma 5. 
  3. In caso  di  morte  dell'aderente  ad  una  forma  pensionistica
complementare prima della maturazione del  diritto  alla  prestazione
pensionistica l'intera posizione individuale maturata  e'  riscattata
dagli eredi ovvero dai diversi ((soggetti)) dallo  stesso  designati,
siano  essi  persone  fisiche  o  giuridiche.  In  mancanza  di  tali
soggetti,  la  posizione,  limitatamente  alle  forme  pensionistiche
complementari ((individuali)), viene  devoluta  a  finalita'  sociali
secondo le modalita' stabilite con decreto del Ministro del lavoro  e
delle politiche sociali.  Nelle  forme  pensionistiche  complementari
((collettive)),  la  suddetta  posizione  resta  acquisita  al  fondo
pensione. 
  4. Sulle somme percepite  a  titolo  di  riscatto  della  posizione
individuale relative alle fattispecie previste ai commi  2  e  3,  e'
operata una ritenuta a titolo di imposta con l'aliquota  del  15  per
cento ridotta di una quota pari a 0,30  punti  percentuali  per  ogni
anno  eccedente  il  quindicesimo  anno  di  partecipazione  a  forme
pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di  6
punti percentuali, sul medesimo imponibile di  cui  all'articolo  11,
comma 6. 
  5. In caso di cessazione dei requisiti di partecipazione per  cause
diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3  del  presente  articolo,  e'
previsto il riscatto della posizione sia nelle forme  collettive  sia
in quelle individuali e su tali  somme  si  applica  una  ritenuta  a
titolo di imposta con  l'aliquota  del  23  per  cento  sul  medesimo
imponibile di cui all'articolo 11, comma 6. 
  6. Decorsi due anni dalla  data  di  partecipazione  ad  una  forma
pensionistica complementare  l'aderente  ha  facolta'  di  trasferire
l'intera posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica.
Gli statuti e i  regolamenti  delle  forme  pensionistiche  prevedono
esplicitamente la predetta facolta' e non possono contenere  clausole
che risultino, anche di fatto, limitative del suddetto  diritto  alla
portabilita'  dell'intera  posizione   individuale.   Sono   comunque
inefficaci clausole che, all'atto dell'adesione o del  trasferimento,
consentano l'applicazione di  voci  di  costo,  comunque  denominate,
significativamente piu' elevate di quelle  applicate  nel  corso  del
rapporto e che possono quindi costituire ostacolo alla  portabilita'.
In caso di esercizio della predetta facolta' di  trasferimento  della
posizione individuale, il lavoratore ha diritto  al  versamento  alla
forma  pensionistica  da  lui   prescelta   del   TFR   maturando   e
dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro nei limiti  e
secondo le modalita' stabilite dai contratti  o  accordi  collettivi,
anche aziendali. 
  7. Le operazioni di trasferimento  delle  posizioni  pensionistiche
sono esenti da ogni onere  fiscale,  a  condizione  che  avvengano  a
favore di forme  pensionistiche  disciplinate  dal  presente  decreto
legislativo.  Sono  altresi'  esenti  da   ogni   onere   fiscale   i
trasferimenti delle risorse o delle riserve matematiche da  un  fondo
pensione o da una forma  pensioristica  individuale  ad  altro  fondo
pensione o ad altra forma pensionistica individuale. 
  8.  Gli   adempimenti   a   carico   delle   forme   pensionistiche
complementari conseguenti all'esercizio  delle  facolta'  di  cui  al
presente articolo devono essere effettuati entro il  termine  massimo
di sei mesi dalla data di esercizio stesso.