DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42

Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.

note: Entrata in vigore del decreto: 01-05-2004. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/09/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 15-9-2020
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                            Articolo 115 
                         (Forme di gestione) 
 
  1.  Le  attivita'  di  valorizzazione   dei   beni   culturali   di
appartenenza pubblica sono gestite in forma diretta o indiretta. 
  2.  La  gestione  diretta  e'  svolta  per   mezzo   di   strutture
organizzative  interne  alle  amministrazioni,  dotate  di   adeguata
autonomia scientifica,  organizzativa,  finanziaria  e  contabile,  e
provviste di idoneo personale tecnico.  Le  amministrazioni  medesime
possono  attuare  la  gestione  diretta  anche  in  forma  consortile
pubblica. 
  3. La gestione indiretta e' attuata  tramite  concessione  a  terzi
((ovvero mediante l'affidamento di  appalti  pubblici  di  servizi)),
anche in forma congiunta e integrata, da parte delle  amministrazioni
cui i beni pertengono o dei soggetti giuridici  costituiti  ai  sensi
dell'articolo 112, comma 5, qualora siano  conferitari  dei  beni  ai
sensi del comma 7, mediante procedure  di  evidenza  pubblica,  sulla
base della valutazione comparativa di specifici progetti.  I  privati
che eventualmente partecipano ai soggetti indicati all'articolo  112,
comma 5, non possono comunque essere individuati quali  concessionari
delle attivita' di valorizzazione. 
  4. Lo Stato, le regioni e  gli  altri  enti  pubblici  territoriali
ricorrono alla gestione indiretta al fine di  assicurare  un  miglior
livello di valorizzazione dei beni culturali. La scelta  tra  le  due
forme di gestione indicate  ai  commi  2  e  3  e'  attuata  mediante
valutazione    comparativa    in    termini     di     sostenibilita'
economico-finanziaria  e  di  efficacia,  sulla  base  di  obbiettivi
previamente definiti. La gestione in forma indiretta e'  attuata  nel
rispetto dei parametri di cui all'articolo 114 ((, ferma restando  la
possibilita' per le amministrazioni  di  progettare  i  servizi  e  i
relativi  contenuti,  anche  di  dettaglio,  mantenendo  comunque  il
rischio  operativo  a  carico  del  concessionario   e   l'equilibrio
economico e finanziario della gestione)). 
  5. Le amministrazioni cui i beni pertengono e, ove conferitari  dei
beni, i soggetti giuridici costituiti  ai  sensi  dell'articolo  112,
comma 5, regolano i rapporti con i concessionari delle  attivita'  di
valorizzazione  mediante  contratto  di  servizio,  nel  quale   sono
determinati, tra l'altro, i contenuti del progetto di gestione  delle
attivita' di valorizzazione ed i  relativi  tempi  di  attuazione,  i
livelli qualitativi delle attivita' da assicurare e  dei  servizi  da
erogare, nonche' le professionalita' degli addetti. Nel contratto  di
servizio  sono  indicati  i  servizi  essenziali  che  devono  essere
comunque garantiti per la pubblica fruizione del bene. 
  6. Nel caso in cui  la  concessione  a  terzi  delle  attivita'  di
valorizzazione sia attuata dai soggetti giuridici di cui all'articolo
112,  comma  5,  in  quanto  conferitari  dei  beni   oggetto   della
valorizzazione, la vigilanza sul rapporto concessorio  e'  esercitata
anche dalle amministrazioni cui i beni  pertengono.  L'inadempimento,
da  parte  del  concessionario,  degli   obblighi   derivanti   dalla
concessione e dal  contratto  di  servizio,  oltre  alle  conseguenze
convenzionalmente  stabilite,  determina  anche,  a  richiesta  delle
amministrazioni cui i beni pertengono, la  risoluzione  del  rapporto
concessorio e la cessazione,  senza  indennizzo,  degli  effetti  del
conferimento in uso dei beni. 
  7.  Le  amministrazioni  possono  partecipare  al  patrimonio   dei
soggetti di cui all'articolo 112, comma 5, anche con il  conferimento
in uso dei beni culturali che ad esse pertengono e che siano  oggetto
della valorizzazione. Al di fuori dell'ipotesi prevista al  comma  6,
gli effetti del conferimento si  esauriscono,  senza  indennizzo,  in
tutti i casi di cessazione dalla partecipazione ai soggetti di cui al
primo periodo o di estinzione dei medesimi. I beni conferiti  in  uso
non sono assoggettati a garanzia patrimoniale  specifica  se  non  in
ragione del loro controvalore economico. 
  8. Alla concessione delle attivita' di valorizzazione  puo'  essere
collegata la concessione in uso degli spazi  necessari  all'esercizio
delle attivita'  medesime,  previamente  individuati  nel  capitolato
d'oneri. La concessione in uso perde efficacia, senza indennizzo,  in
qualsiasi caso di cessazione della concessione delle attivita'. 
  9. Alle funzioni ed ai compiti  derivanti  dalle  disposizioni  del
presente articolo il Ministero  provvede  nell'ambito  delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.