DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 1998, n. 286

Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

note: Entrata in vigore del decreto: 2-9-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 2-9-1998
al: 21-8-2008
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                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visto l'articolo 87 della Costituzione;
  Visto  l'articolo  47,  comma  1,  della legge 6 marzo 1998, n. 40,
recante  delega al Governo per l'emanazione di un decreto legislativo
contenente   il   testo  unico  delle  disposizioni  concernenti  gli
stranieri,  nel  quale  devono essere riunite e coordinate tra loro e
con le norme della citata legge 6 marzo 1998, n. 40, con le modifiche
a  tal  fine  necessarie,  le  disposizioni  vigenti  in  materia  di
stranieri   contenute   nel  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza,  approvato  con  regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, non
compatibili  con le disposizioni della predetta legge n. 40 del 1998,
le  disposizioni  della  legge  30  dicembre  1986,  n. 943, e quelle
dell'articolo  3,  comma  13,  della  legge  8  agosto  1995  n. 335,
compatibili con le disposizioni della medesima legge n. 40;
  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 giugno 1998;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 15 giugno 1998;
  Acquisito  il  parere delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
  Viste  le  deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 22 luglio 1998 e del 24 luglio 1998;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, del
Ministro  per  la  solidarieta'  sociale,  del  Ministro degli affari
esteri,  del  Ministro  dell'interno,  di concerto con il Ministro di
grazia  e giustizia, con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica,  con  il  Ministro  della  sanita', con il
Ministro della pubblica istruzione e dell'universita' e della ricerca
scientifica  e  tecnologica,  con  il  Ministro  del  lavoro  e della
previdenza  sociale  e con il Ministro per la funzione pubblica e gli
affari regionali;
                                EMANA
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1
                      (Ambito di applicazione)
                 (Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 1)

  1. Il presente testo unico, in attuazione dell'articolo 10, secondo
comma,  della  Costituzione,  si  applica, salvo che sia diversamente
disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e
agli apolidi, di seguito indicati come stranieri.
  2.  Il presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati
membri  dell'Unione europea, se non in quanto si tratti di norme piu'
favorevoli,  e salvo il disposto dell'articolo 45 della legge 6 marzo
1998, n. 40.
  3.  Quando altre disposizioni di legge fanno riferimento a istituti
concernenti persone di cittadinanza diversa da quella italiana ovvero
ad apolidi, il riferimento deve intendersi agli istituti previsti dal
presente  testo  unico.  Sono  fatte  salve  le disposizioni interne,
comunitarie  e  internazionali  piu'  favorevoli comunque vigenti nel
territorio dello Stato.
  4.  Nelle  materie  di  competenza  legislativa  delle  regioni, le
disposizioni   del   presente   testo  unico  costituiscono  principi
fondamentali  ai  sensi  dell'articolo 117 della Costituzione. Per le
materie  di  competenza  delle  regioni  a  statuto  speciale e delle
province  autonome,  esse  hanno  il  valore di norme fondamentali di
riforma economico-sociale della Repubblica.
  5.  Le  disposizioni  del  presente  testo  unico  non si applicano
qualora sia diversamente previsto dalle norme vigenti per lo stato di
guerra.
  6.  Il  regolamento  di  attuazione  del  presente  testo unico, di
seguito  denominato  regolamento  di  attuazione, e' emanato ai sensi
dell'articolo  17,  comma  1,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, entro centottanta
giorni  dalla  data di entrata in vigore della presente legge 6 marzo
1998, n. 40.
  7. Prima dell'emanazione, lo schema del regolamento di cui al comma
6  e'  trasmesso  al  Parlamento  per l'acquisizione del parere delle
Commissioni  competenti  per  materia,  che si esprimono entro trenta
giorni.  Decorso  tale  termine,  il  regolamento e' emanato anche in
mancanza del parere.
          Avvertenza:
            Il  testo  delle note qui' pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui' trascritti.
          Note alle premesse:
            -  L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
          al  Presidente  della Repubblica il potere di promulgare le
          leggi  e  di  emanare i decreti aventi valore di legge ed i
          regolamenti.
            -  La  legge n. 400/1988 reca: "Disciplina dell'attivita'
          di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri".
          Note all'art. 1:
            - Si riporta  il  testo  dell'art.  10,  comma  2,  della
          Costituzione della Repubblica italiana:
            "La  condizione  giuridica  dello  straniero  e' regolata
          dalla legge in  conformita'  delle  norme  e  dei  trattati
          internazionali".
            -  Si  riporta  il testo dell'art. 45 della legge 6 marzo
          1998, n. 40 (Disciplina  dell'immigrazione  e  norme  sulla
          condizione dello straniero):
            "Art. 45 (Delega legislativa per l'attuazione delle norme
          comunitarie   in   materia   di   ingresso,   soggiorno   e
          allontanamento dei cittadini degli Stati membri dell'Unione
          europea). - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro  il
          termine  di  un  anno dalla data di entrata in vigore della
          presente  legge,  un  decreto  legislativo  contenente   la
          disciplina   organica   dell'ingresso,   del   soggiorno  e
          dell'allontanamento  dei cittadini degli altri Stati membri
          dell'Unione europea:
            2. Il  decreto  legislativo  deve  osservare  i  seguenti
          principi e criteri direttivi:
             a)  garantire  piena  ed integrale attuazione alle norme
          comunitarie relative alla libera circolazione delle persone
          in materia  di  ingresso,  soggiorno,  allontanamento,  con
          particolare  riferimento  alla  condizione  del  lavoratore
          subordinato  e  del   lavoratore   autonomo   che   intenda
          stabilirsi, prestare o ricevere un servizio in Italia;
             b)   assicurare   la   massima   semplificazione   degli
          adempimenti amministrativi  richiesti  ai  cittadini  degli
          altri    Stati    membri   dell'Unione   europea   per   la
          documentazione del  diritto  di  ingresso  e  soggiorno  in
          Italia,  nonche'  per  l'iscrizione  anagrafica nelle liste
          della popolazione residente, con eliminazione di ogni  atto
          o   attivita'   non   essenziale  alla  tutela  dell'ordine
          pubblico,  della  sicurezza  nazionale  e   della   sanita'
          pubblica;
             c)  garantire il diritto all'impugnativa giurisdizionale
          degli atti amministrativi  restrittivi  della  liberta'  di
          ingresso e soggiorno dei cittadini degli altri Stati membri
          dell'Unione  europea mediante ricorso al giudice ordinario.
          Gli  atti  concernenti  tale  procedimento  giurisdizionale
          saranno  esenti  da  ogni  tributo  o  prelievo  di  natura
          fiscale;
             d) assicurare in ogni caso che, nella materia  trattata,
          la  disciplina  posta  sia  pienamente  conforme alle norme
          comunitarie  rilevanti,  tenuto   conto   delle   eventuali
          modificazioni  intervenute  fino  al momento dell'esercizio
          della  delega  e  della  giurisprudenza  della   Corte   di
          giustizia delle Comunita' europee;
             e)   provvedere   all'esplicita   abrogazione   di  ogni
          disposizione  legislativa  e  regolamentare  previgente  in
          materia   di   ingresso,  soggiorno  e  allontanamento  dei
          cittadini degli altri Stati membri dell'Unione europea;
             f) assicurare il necessario coordinamento degli istituti
          previsti nel  decreto  legislativo  con  analoghi  istituti
          previsti  dalla  presente  legge  e  dal suo regolamento di
          attuazione;
             g) prevedere ogni disposizione necessaria alla  concreta
          attuazione  del  decreto  legislativo,  nonche' le norme di
          coordinamento  con  tutte  le  altre   norme   statali   ed
          eventualmente norme di carattere transitorio.
            3. Lo schema di decreto legislativo, previa deliberazione
          preliminare  del  Consiglio  dei Ministri, sara' trasmesso,
          almeno sessanta giorni prima della scadenza del termine  di
          cui al comma 1, al Parlamento per l'acquisizione del parere
          delle   Commissioni  competenti  per  materia,  che  devono
          esprimersi  entro  quarantacinque  giorni;  trascorso  tale
          termine  il  parere  si  intende acquisito. Con le medesime
          modalita' ed entro lo stesso termine lo schema  di  decreto
          legislativo  e'  trasmesso alla Commissione delle Comunita'
          europee".
            -  Si  riporta  il testo dell'art. 117 della Costituzione
          della Repubblica italiana:
            "Art. 117. - La regione emana  per  le  seguenti  materie
          norme  legislative  nei  limiti  dei  principi fondamentali
          stabiliti dalle leggi  dello  Stato,  sempreche'  le  norme
          stesse  non  siano in contrasto con l'interesse nazionale e
          con quello di altre regioni:
             ordinamento degli uffici  e  degli  enti  amministrativi
          dipendenti dalla regione;
             circoscrizioni comunali;
             polizia locale urbana e rurale;
             fiere e mercati;
             beneficenza   pubblica   ed   assistenza   sanitaria  ed
          ospedaliera;
             istruzione  artigiana  e  professionale   e   assistenza
          scolastica;
             musei e biblioteche di enti locali;
             urbanistica;
             turismo ed industria alberghiera;
             tramvie e linee automobilistiche d'interesse regionale;
             viabilita',  acquedotti  e  lavori pubblici di interesse
          regionale;
             navigazione e porti lacuali;
             acque minerali e termali;
             cave e torbiere;
             caccia;
             pesca nelle acque interne;
             agricoltura e foreste;
             artigianato;
             altre materie indicate da leggi costituzionali.
            Le leggi della Repubblica possono demandare alla  regione
          il potere di emanare norme per la loro attuazione".
            -  Si riporta il testo dell'art. 17, comma 1, della legge
          23  agosto  1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
            "1. Con decreto del Presidente della  Repubblica,  previa
          deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
          del  Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
          giorni dalla richiesta, possono essere emanati  regolamenti
          per disciplinare:
             a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
             b)  l'attuazione  e  l'integrazione  delle  leggi  e dei
          decreti legislativi recanti  norme  di  principio,  esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
             c) le materie in cui manchi la disciplina  da  parte  di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
             d)   l'organizzazione   ed   il   funzionamento    delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge".