DECRETO LEGISLATIVO 19 settembre 1994, n. 626

((Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.))

note: Entrata in vigore del decreto: 27-11-1994. Gli artt. 33 e 36 entrano in vigore il 13/02/1995. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/04/2008)
Testo in vigore dal: 27-11-1994
al: 6-5-1996
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                               Art. 4. 
     Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto 
  1. Il datore  di  lavoro  e'  tenuto  all'osservanza  delle  misure
generali di tutela previste dall'art. 3 e, in relazione  alla  natura
dell'attivita'  dell'azienda  ovvero  dell'unita'  produttiva,   deve
valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle  sostanze
o dei preparati chimici impiegati,  nonche'  nella  sistemazione  dei
luoghi di  lavoro,  i  rischi  per  la  sicurezza  e  la  salute  dei
lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti i  gruppi  di  lavoratori
esposti a rischi particolari. 
  2. All'esito della valutazione di cui al  comma  1,  il  datore  di
lavoro elabora un documento contenente: 
    a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza  e
la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati  i  criteri
adottati per la valutazione stessa; 
    b) l'individuazione delle misure di prevenzione e  di  protezione
attuate in conseguenza della valutazione  di  cui  alla  lettera  a),
nonche' delle attrezzature di protezione utilizzate; 
    c) il programma di attuazione delle misure di  cui  alla  lettera
b). 
  3.  Il  documento  e'  custodito  presso  l'azienda  ovvero  unita'
produttiva. 
  4.  Il  datore  di  lavoro  designa  gli  addetti  al  servizio  di
prevenzione e protezione  ed  il  relativo  responsabile  o  incarica
persone o servizi esterni all'azienda, e nomina,  nei  casi  previsti
dall'art. 16, il medico competente. 
  5. Il datore di lavoro, il dirigente e il preposto che  esercitano,
dirigono  o  sovraintendono  le  attivita'   indicate   all'art.   1,
nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze,  adottano  le
misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ed  in
particolare: 
    a) designano i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure
di prevenzione incendi, di evacuazione  dei  lavoratori  in  caso  di
pericolo grave ed immediato e di pronto soccorso; 
    b) aggiornano le misure di prevenzione in relazione ai  mutamenti
organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e
della  sicurezza  del  lavoro,  ovvero  in  relazione  al  grado   di
evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione; 
    c) nell'affidare i compiti  ai  lavoratori  tengono  conto  delle
capacita' e delle condizioni  degli  stessi  in  rapporto  alla  loro
salute e alla sicurezza; 
    d) forniscono ai  lavoratori  i  necessari  ed  idonei  mezzi  di
protezione; 
    e) prendono le misure appropriate affinche' soltanto i lavoratori
che hanno ricevuto adeguate istruzioni  accedano  alle  zone  che  li
espongono ad un rischio grave e specifico; 
    f) richiedono l'osservanza da parte dei singoli lavoratori  delle
norme e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di uso
dei mezzi di  protezione  collettivi  ed  individuali  messi  a  loro
disposizione; 
    g) richiedono l'osservanza da parte del medico  competente  degli
obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui  processi  e
sui rischi connessi all'attivita' produttiva; 
    h) adottano le misure per  il  controllo  per  le  situazioni  di
rischio  in  caso  di  emergenza  e  danno  istruzioni  affinche'   i
lavoratori, in caso di  pericolo  grave,  immediato  ed  inevitabile,
abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; 
    i) informano il piu' presto possibile  i  lavoratori  esposti  al
rischio di un pericolo grave ed immediato circa il rischio  stesso  e
le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; 
    l)  si  astengono,  salvo  eccezioni  debitamente  motivate,  dal
richiedere ai lavoratori di  riprendere  la  loro  attivita'  in  una
situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; 
    m)  permettono  ai  lavoratori   di   verificare,   mediante   il
rappresentante per  la  sicurezza,  l'applicazione  delle  misure  di
sicurezza e di protezione della salute; 
    n) prendono appropriati provvedimenti per evitare che  le  misure
tecniche  adottate  possono  causare  rischi  per  la  salute   della
popolazione o deteriorare l'ambiente esterno; 
    o) tengono un registro nel quale sono  annotati  cronologicamente
gli  infortuni  sul  lavoro  che  comportano  un'assenza  dal  lavoro
superiore a tre giorni, compreso  quello  dell'evento.  Nel  registro
sono  annotati  il  nome,  il  cognome,  la  qualifica  professionale
dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio,  nonche'
la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro  sul  luogo
di lavoro e' tenuto conformemente al modello  approvato  con  decreto
del Ministro del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  sentita  la
commissione consultiva permanente di cui all'art. 394 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ed e'  conservato
sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza; 
    p)  consultano  il  rappresentante  per  la  sicurezza  nei  casi
previsti dall'art. 19, comma 1, lettere b), c) e d); 
    q) adottano  le  misure  necessarie  ai  fini  della  prevenzione
incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonche'  per  il  caso  di
pericolo grave ed immediato. Tali misure devono essere adeguate  alla
natura   dell'attivita',   alle   dimensioni   dell'azienda    ovvero
dell'unita' produttiva, e al numero delle persone presenti. 
  6. Il datore di lavoro effettua la valutazione di cui al comma 1 ed
elabora il documento di cui al  comma  2  in  collaborazione  con  il
responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico
competente, previa consultazione del rappresentante per la sicurezza. 
  7. La valutazione di cui al comma 1 ed il documento di cui al comma
2 sono rielaborati in occasione di modifiche del processo  produttivo
significative ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori. 
  8. Al momento della risoluzione del rapporto di lavoro,  il  datore
di lavoro consegna al lavoratore copia della cartella sanitaria e  di
rischio. 
  9. Per le piccole e medie aziende, con  decreto  dei  Ministri  del
lavoro e della previdenza sociale, dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato e della sanita', sentita la  commissione  consultiva
permanente per la prevenzione degli  infortuni  e  per  l'igiene  del
lavoro, in relazione alla natura  dell'attivita'  e  alle  dimensioni
dell'azienda,  ad  eccezione  delle  attivita'  industriali  di   cui
all'art. 1 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  17  maggio
1988, n.  175,  delle  centrali  termoelettriche,  degli  impianti  e
laboratori nucleari,  delle  aziende  estrattive  e  altre  attivita'
minerarie, delle aziende per la fabbricazione e il deposito  separato
di esplosivi,  polveri  e  munizioni,  sono  definiti:  a)  procedure
standardizzate per gli adempimenti documentali  di  cui  al  presente
articolo; b) i casi, relativi ad ipotesi di scarsa pericolosita', nei
quali e' possibile lo svolgimento diretto dei compiti di  prevenzione
e protezione oltre i limiti di addetti di cui all'allegato  I;  c)  i
casi in cui e' possibile la riduzione  ad  una  sola  volta  all'anno
della visita, di cui all'art.  17,  lettera  h),  degli  ambienti  di
lavoro   da   parte   del   medico   competente,    ferma    restando
l'obbligatorieta' di visite ulteriori,  allorche'  si  modificano  le
situazioni di rischio. 
  10. Il decreto di cui al comma 9 deve  essere  emanato  entro  otto
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 
Nota all'art. 4:
             - Il D.P.R. n. 547/1955 reca norme  per  la  prevenzione
          degli infortuni sul lavoro. L'art. 394 cosi' recita:
             "Art.  394 (Compiti della commissione). - La commissione
          consultiva permanente di cui all'articolo precedente ha  il
          compito di:
               a)  esaminare  e  formulare  proposte  sulle questioni
          generali relative  alla  prevenzione  degli  infortuni  sul
          lavoro o all'igiene del lavoro;
               b)   formulare   proposte   per   lo   sviluppo  e  il
          perfezionamento della legislazione vigente  e  per  il  suo
          coordinamento  con altre disposizioni concernenti in genere
          la tutela fisica dei lavoratori;
               c) esprimere parere sulle richieste di deroga previste
          all'art.  395;
               d) esprimere parere sui ricorsi previsti all'art. 402;
               e) esprimere parere su  richiesta  del  Ministero  del
          lavoro e della previdenza sociale, sulle questioni inerenti
          alla   applicazione  delle  norme  vigenti  in  materia  di
          prevenzione degli infortuni e di igiene  del  lavoro  e  su
          qualiasi   altra  questione  relativa  alla  sicurezza  del
          lavoro.
             La commissione, per l'espletamento dei suoi compiti puo'
          chiedere dati o  promuovere  indagini  e,  su  richiesta  o
          autorizzazione  del  Ministro per il lavoro e la previdenza
          sociale, effettuare sopraluoghi".
             - Il D.P.R. n. 175/1988 reca attuazione della  direttiva
          82/501/CEE   relativa  ai  rischi  di  incidenti  rilevanti
          connessi a  determinare  attivita'  industriali.  L'art.  1
          cosi' recita:
             "Art.  1  (Campo  di applicazione). - 1. Le disposizioni
          del presente decreto concernono la prevenzione di incidenti
          rilevanti che  potrebbero  essere  causati  da  determinate
          attivita'   industriali   e   la   limitazione  delle  loro
          conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.
             2.  Ai  sensi  delle  disposizioni  di cui al comma 1 si
          intende per:
               a) attivita' industriali:
               1)  qualsiasi  operazione   effettuata   in   impianti
          industriali  di  cui  all'allegato  I, che comporti o possa
          comportare l'uso di una o piu' sostanze  pericolose  e  che
          possa  presentare rischi di incidenti rilevanti, nonche' il
          trasporto effettuato  all'interno  dello  stabilimento  per
          ragioni  interne  ed il deposito connesso a tali operazioni
          all'interno del medesimo;
               2)   qualsiasi   altro   deposito   effettuato   nelle
          condizioni specifiche all'allegato II;
               b) fabbricante:
               1)   chiunque   sia   responsabile  di  una  attivita'
          industriale;
               c) incidente rilevante:
               1) un avvenimento quale  un'emissione  un  incendio  o
          un'esplosione   di   rilievo   connessi   ad  uno  sviluppo
          incontrollato di una attivita' industriale che dia luogo  a
          un  periodo  grave,  immediato  o  differito,  per  l'uomo,
          all'interno  o  all'esterno  dello  stabilimento,   e   per
          l'ambiente  e  che  comporti  l'uso  di una o piu' sostanze
          pericolose;
               d) sostanze pericolose:
               1) per l'applicazione  dell'articolo  6,  le  sostanze
          generalmente  considerate  rispondenti ai criteri stabiliti
          nell'allegato IV, nonche' le sostanze comprese  nell'elenco
          dell'allegato  II,  nelle  quantita' menzionate nella prima
          colonna;
               2) per l'applicazione  dell'articolo  4,  le  sostanze
          comprese  nell'elenco dell'allegato III e dell'allegato II,
          nelle quantita' menzionate nella seconda colonna".