DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 1993, n. 385

Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/1/1994. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/04/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 27-6-2015
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 133 
                       Abuso di denominazione 
 
  1. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo  o
comunicazione rivolta al pubblico,  delle  parole  "banca",  "banco",
"credito", "risparmio" ovvero di altre parole o locuzioni,  anche  in
lingua straniera, idonee a trarre  in  inganno  sulla  legittimazione
allo  svolgimento  dell'attivita'  bancaria  e'  vietato  a  soggetti
diversi dalle banche. 
  1-bis.  L'uso,  nella  denominazione  o   in   qualsivoglia   segno
distintivo o  comunicazione  rivolta  al  pubblico,  dell'espressione
"moneta elettronica" ovvero di altre parole  o  locuzioni,  anche  in
lingua straniera, idonee a trarre  in  inganno  sulla  legittimazione
allo svolgimento dell'attivita' di emissione di moneta elettronica e'
vietato a soggetti diversi dagli istituti  di  moneta  elettronica  e
dalle banche. 
  1-ter.  L'uso,  nella  denominazione  o   in   qualsivoglia   segno
distintivo o  comunicazione  rivolta  al  pubblico,  dell'espressione
"istituto di pagamento" ovvero di altre parole o locuzioni, anche  in
lingua straniera, idonee a trarre  in  inganno  sulla  legittimazione
allo  svolgimento  dell'attivita'  di  prestazione  di   servizi   di
pagamento e' vietato a soggetti diversi dagli istituti di pagamento. 
  1-quater.  L'uso,  nella  denominazione  o  in  qualsivoglia  segno
distintivo  o  comunicazione  rivolta  al  pubblico,   della   parola
"finanziaria" ovvero di altre parole o  locuzioni,  anche  in  lingua
straniera, idonee a  trarre  in  inganno  sulla  legittimazione  allo
svolgimento dell'attivita' finanziaria loro riservata e'  vietato  ai
soggetti diversi dagli intermediari finanziari  di  cui  all'articolo
106. 
  2. La Banca d'Italia determina in via generale le ipotesi  in  cui,
per l'esistenza di controlli amministrativi o in base a  elementi  di
fatto, le parole o le locuzioni indicate nei commi 1, 1-bis, 1-ter  e
1-quater possono essere utilizzate da soggetti diversi dalle  banche,
dagli istituti di moneta elettronica, dagli istituti di  pagamento  e
dagli intermediari finanziari.(38) 
  ((3. Chiunque contravviene al disposto dei commi 1, 1-bis, 1-ter  e
1-quater e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000
a 5 milioni di euro. Se la violazione e' commessa da una  societa'  o
un ente, e' applicata la sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro
30.000 fino al 10 per cento del  fatturato.  Le  stesse  sanzioni  si
applicano a chi, attraverso informazioni e comunicazioni in qualsiasi
forma, induce in altri il falso convincimento  di  essere  sottoposto
alla vigilanza della Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 108  o  di
essere abilitato all'esercizio delle attivita'  di  cui  all'articolo
111.)) 
  ((3-bis. Si applica l'articolo 144, comma 9.)) 
 
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AGGIORNAMENTO (38) 
  Il D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218, nel  modificare  il  D.Lgs.  13
agosto 2010, n. 141, ha disposto (con l'art. 16,  comma  8)  che  "Le
disposizioni modificate, introdotte o sostituite dal presente decreto
si applicano  a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei
corrispondenti articoli del decreto legislativo 13  agosto  2010,  n.
141.  I  termini  di  conclusione  dei  procedimenti  amministrativi,
stabiliti da norme di legge o di regolamento, pendenti alla data  del
19 settembre 2010, sono prorogati fino a 120 giorni  successivi  alla
data di entrata in vigore del presente decreto".