DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 1992, n. 546

Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-1-1993 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 10/06/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-2016
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                              Art. 68. 
           Pagamento del tributo in pendenza del processo 
 
  1. Anche in deroga a quanto previsto nelle singole leggi d'imposta,
nei casi in cui e' prevista la  riscossione  frazionata  del  tributo
oggetto di giudizio davanti  alle  commissioni,  il  tributo,  con  i
relativi interessi previsti dalle leggi fisca1i, deve essere pagato: 
    a) per i due terzi, dopo la sentenza della commissione tributaria
provinciale che respinge il ricorso; 
    b) per l'ammontare risultante dalla  sentenza  della  commissione
tributaria provinciale, e comunque non  oltre  i  due  terzi,  se  la
stessa accoglie parzialmente il ricorso; 
    c) per il residuo  ammontare  determinato  nella  sentenza  della
commissione tributaria regionale. 
    ((c-bis. per l'ammontare dovuto nella pendenza  del  giudizio  di
primo  grado  dopo  la  sentenza  della  Corte   di   cassazione   di
annullamento con rinvio e per l'intero importo indicato nell'atto  in
caso di mancata riassunzione.)) 
  Per le  ipotesi  indicate  nelle  precedenti  lettere  ((...))  gli
importi da versare vanno  in  ogni  caso  diminuiti  di  quanto  gia'
corrisposto. 
  2. Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza
rispetto  a  quanto  statuito  dalla   sentenza   della   commissione
tributaria provinciale, con i relativi interessi previsti dalle leggi
fiscali, deve essere rimborsato d'ufficio entro novanta giorni  dalla
notificazione della sentenza. ((In caso  di  mancata  esecuzione  del
rimborso il  contribuente  puo'  richiedere  l'ottemperanza  a  norma
dell'articolo 70 alla commissione tributaria provinciale  ovvero,  se
il giudizio  e'  pendente  nei  gradi  successivi,  alla  commissione
tributaria regionale.)) 
  3. Le imposte suppletive debbono essere corrisposte  dopo  l'ultima
sentenza non impugnata o impugnabile solo con ricorso in cassazione. 
  3-bis. Il pagamento, in pendenza di processo, delle risorse proprie
tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1,  lettera  a),  della
decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7  giugno  2007,  e
dell'imposta sul  valore  aggiunto  riscossa  all'importazione  resta
disciplinato dal regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio,  del  12
ottobre 1992, come riformato dal regolamento  (UE)  n.  952/2013  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, e dalle altre
disposizioni dell'Unione europea in materia.