DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 148

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00160)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2015 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
vigente al 04/03/2021
Testo in vigore dal: 8-10-2016
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                               Art. 43 
 
 
                      Disposizioni finanziarie 
 
  1. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 107, della  legge  n.  190
del 2014 e' incrementato di 25,6 milioni di  euro  per  l'anno  2015,
191,1 milioni di euro per l'anno 2016,  592,5  milioni  di  euro  per
l'anno 2017, 713,2 milioni di euro per l'anno 2018, 845,3 milioni  di
euro per l'anno 2019, 868,2 milioni di euro per  l'anno  2020,  856,5
milioni di euro per l'anno 2021, 852,8 milioni  di  euro  per  l'anno
2022, 846,7 milioni di euro per l'anno 2023 e 840,4 milioni  di  euro
annui a  decorrere  dall'anno  2024,  cui  si  provvede  mediante  le
economie derivanti dalle disposizioni di cui al Titolo I del presente
decreto. 
  2. I benefici di  cui  agli  articoli  dal  2  al  24  del  decreto
legislativo 15 giugno 2015, n. 80, sono riconosciuti  anche  per  gli
anni successivi al 2015, in relazione ai quali continuano  a  trovare
applicazione le disposizioni di  cui  all'articolo  27  del  predetto
decreto  legislativo.  All'onere  derivante  dal  primo  periodo  del
presente comma valutato in 123 milioni di euro per l'anno  2016,  125
milioni di euro per l'anno 2017, 128 milioni di euro per l'anno 2018,
130 milioni di euro per l'anno 2019, 133 milioni di euro  per  l'anno
2020, 136 milioni di euro per l'anno 2021, 138 milioni  di  euro  per
l'anno 2022, 141 milioni di euro per l'anno 2023, 144 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2024 si provvede mediante  corrispondente
riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 107, della legge  n.
190 del 2014 come rifinanziato dal presente articolo. 
  3. L'ultimo periodo dell'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo
2015, n. 22, e' soppresso. All'onere derivante dal primo periodo  del
presente comma valutato in 270,1 milioni di  euro  per  l'anno  2018,
567,2 milioni di euro per l'anno 2019,  570,8  milioni  di  euro  per
l'anno 2020, 576,6 milioni di euro per l'anno 2021, 582,4 milioni  di
euro per l'anno 2022, 588,2 milioni di euro per  l'anno  2023,  594,2
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024 si provvede mediante
corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma  107,
della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente  articolo.
Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n.
196, il Ministero dell'economia e delle finanze e  il  Ministero  del
lavoro e delle  politiche  sociali,  anche  avvalendosi  del  sistema
permanente  di  monitoraggio  e  valutazione   istituito   ai   sensi
dell'articolo 1,  comma  2,  della  legge  28  giugno  2012,  n.  92,
provvedono,  con  le  risorse  umane,   strumentali   e   finanziarie
disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica,  al  monitoraggio   degli   effetti
finanziari derivanti dalla disposizione di cui al primo  periodo  del
presente comma. Nel caso in cui si verifichino, o siano  in  procinto
di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa di  cui
al  presente  comma,  il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze
provvede, sentito il Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
con proprio decreto alla rideterminazione del beneficio  riconosciuto
ai sensi del primo periodo del presente comma. 
  4.  Con  esclusivo  riferimento  agli  eventi   di   disoccupazione
verificatisi  tra  il  1°  maggio  2015  e  il  31  dicembre  2015  e
limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali  dei  settori
produttivi del turismo  e  degli  stabilimenti  termali,  qualora  la
durata della NASpI, calcolata ai sensi dell'articolo  5  del  decreto
legislativo n. 22 del 2015, sia inferiore  a  6  mesi,  ai  fini  del
calcolo della durata non si applica il secondo periodo del comma 1 di
tale   articolo,   relativamente   ad   eventuali   prestazioni    di
disoccupazione ordinaria  con  requisiti  ridotti  e  Mini-ASpI  2012
fruite negli ultimi quattro anni. In ogni caso, la durata della NASpI
corrisposta in conseguenza dell'applicazione del  primo  periodo  non
puo' superare il limite massimo di 6 mesi.  All'onere  derivante  dai
primi due periodi del presente comma valutato in 32,8 milioni di euro
per l'anno 2015 e in 64,6 milioni di euro per l'anno 2016 si provvede
mediante corrispondente riduzione del fondo di  cui  all'articolo  1,
comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n.  190,  come  rifinanziato
dal presente articolo. Ai sensi dell'articolo  17,  comma  12,  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e il Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali,  anche
avvalendosi del sistema  permanente  di  monitoraggio  e  valutazione
istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge  n.  92  del
2012, provvedono, con le risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie
disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica,  al  monitoraggio   degli   effetti
finanziari derivanti dalla disposizione di cui al primo  periodo  del
presente comma. Nel caso in cui si verifichino, o siano  in  procinto
di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa di  cui
al  presente  comma,  il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze
provvede, sentito il Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
con proprio decreto alla rideterminazione del beneficio  riconosciuto
ai sensi del primi due periodi del presente comma. 
  ((4-bis. Con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi
nel 2016 e limitatamente ai lavoratori con  qualifica  di  stagionali
dei settori produttivi del  turismo  e  degli  stabilimenti  termali,
qualora la durata della NASpI, calcolata ai sensi dell'articolo 5 del
decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sia  inferiore  alla  durata
ottenuta disapplicando  il  secondo  periodo  del  comma  1  di  tale
articolo  relativamente  alle  prestazioni  di   disoccupazione,   ad
eccezione di prestazioni di mini-ASpI e di NASpI, fruite negli ultimi
quattro anni, la durata della NASpI viene incrementata di un mese,  a
condizione che la differenza nelle durate  cosi'  calcolata  non  sia
inferiore a dodici settimane. In ogni caso,  la  durata  della  NASpI
corrisposta in applicazione del primo periodo non  puo'  superare  il
limite massimo di quattro mesi. 
  4-ter. Agli oneri  derivanti  dal  comma  4-bis,  valutati,  in  57
milioni di euro per l'anno 2016 e in 78,6 milioni di euro per  l'anno
2017, si provvede, quanto a 38,1 milioni di  euro  per  l'anno  2016,
mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4  marzo  2015,  n.
22, come incrementata dall'articolo 43, comma 5, e  dall'articolo  1,
comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, quanto a
18,9  milioni  di  euro  per  l'anno  2016,  mediante  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  1,  comma
107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e quanto a 78,6 milioni  di
euro per l'anno  2017,  mediante  riduzione  del  Fondo  sociale  per
occupazione e formazione, di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera
a), del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  4-quater. Ai sensi dell'articolo  17,  comma  12,  della  legge  31
dicembre 2009, n. 196, il Ministero dell'economia e delle  finanze  e
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche  avvalendosi
del sistema permanente di monitoraggio  e  valutazione  istituito  ai
sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  della  legge  n.  92  del  2012,
assicurano,  con  le  risorse  umane,   strumentali   e   finanziarie
disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica,  il  monitoraggio   degli   effetti
finanziari derivanti dal comma 4-bis. Nel caso in cui si verifichino,
o  siano  in  procinto  di  verificarsi  scostamenti  rispetto   alle
previsioni di spesa di cui al comma 4-ter,  agli  eventuali  maggiori
oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale
per occupazione e  formazione,  di  cui  all'articolo  18,  comma  1,
lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  28  gennaio   2009,   n.   2.   E'
conseguentemente accantonato e reso indisponibile sul medesimo  Fondo
nonche',  ai  fini  degli  effetti  in  termini   di   fabbisogno   e
indebitamento netto, sul fondo di cui all'articolo 6,  comma  2,  del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, un importo complessivo  pari  al
50 per cento degli oneri indicati al comma 4-ter fino  all'esito  dei
monitoraggi annuali previsti nel primo  periodo.  In  tali  casi,  il
Ministro dell'economia e delle  finanze  riferisce  alle  Camere  con
apposita relazione ai sensi dell'articolo 17, comma 12,  della  legge
31 dicembre 2009, n. 196. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze
e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti
variazioni di bilancio.)) 
  5. Ai fini della prosecuzione  della  sperimentazione  relativa  al
riconoscimento della prestazione ASDI  di  cui  all'articolo  16  del
decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22,  anche  con  riferimento  ai
lavoratori beneficiari della prestazione NASpI che abbiano fruito  di
questa per l'intera sua durata oltre la data del  31  dicembre  2015,
l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 16, comma 7 del decreto
legislativo n. 22 del 2015 e' incrementata di 180 milioni di euro per
l'anno 2016, di 270 milioni di euro per l'anno 2017, di  170  milioni
di euro per l'anno 2018 e di 200 milioni di euro  annui  a  decorrere
dall'anno 2019. Per effetto della prosecuzione della  sperimentazione
relativa al riconoscimento della prestazione ASDI  di  cui  al  primo
periodo del presente comma, in ogni caso nel limite delle risorse  di
cui alla citata autorizzazione di spesa di cui all'articolo 16, comma
7 del decreto legislativo n. 22 del 2015 come incrementata dal  primo
periodo  medesimo  del  presente  comma,  fermi  restando  i  criteri
disciplinati dall'articolo 16 del citato decreto  legislativo  n.  22
del 2015, in ogni caso la prestazione ASDI non puo' essere  usufruita
per un periodo pari o superiore a 6 mesi nei 12  mesi  precedenti  il
termine del periodo di  fruizione  della  NASpI  e  comunque  per  un
periodo pari o superiore a 24  mesi  nel  quinquennio  precedente  il
medesimo termine.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze, sentita la Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  da
adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  sono  definite  le   modalita'   per   prosecuzione   della
sperimentazione relativa al riconoscimento della prestazione ASDI  di
cui al presente comma. All'onere  derivante  dal  primo  periodo  del
presente comma pari a 180  milioni  di  euro  per  l'anno  2016,  270
milioni di euro per l'anno 2017, 170 milioni di euro per l'anno  2018
e a 200 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019 si  provvede
mediante corrispondente riduzione del fondo di  cui  all'articolo  1,
comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente
articolo. 
  6. In via aggiuntiva a quanto stabilito dall'articolo 17,  comma  1
del decreto legislativo n. 22 del 2015, il  fondo  per  le  politiche
attive del lavoro, istituito dall'articolo 1, comma 215, della  legge
27 dicembre 2013, n. 147, e' incrementato di 32 milioni di  euro  per
l'anno 2016, di 82 milioni di euro  annui  per  ciascuno  degli  anni
2017-2019, di 72 milioni di euro per l'anno 2020, di  52  milioni  di
euro per l'anno 2021, di 40 milioni di euro per l'anno  2022,  di  25
milioni di euro per l'anno 2023 e di  10  milioni  di  euro  annui  a
decorrere  dal  2024.  All'onere  derivante  dal  primo  periodo  del
presente comma pari a 32 milioni  di  euro  per  l'anno  2016,  a  82
milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2017-2019, a 72 milioni
di euro per l'anno 2020, a 52 milioni di euro per l'anno 2021,  a  40
milioni di euro per l'anno 2022, a 25 milioni di euro per l'anno 2023
e a 10 milioni di  euro  annui  a  decorrere  dal  2024  si  provvede
mediante corrispondente riduzione del fondo di  cui  all'articolo  1,
comma 107, della  legge  n.  190  del  2014,  come  rifinanziato  dal
presente articolo. 
  7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.