DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83

Misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0109)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/06/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (in SO n. 171, relativo alla G.U. 11/08/2012, n. 187).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/03/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 29-1-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 22 
 
(Soppressione di DigitPA  e  dell'Agenzia  per  la  diffusione  delle
tecnologie   per   l'innovazione;   successione   dei   rapporti    e
    individuazione delle effettive risorse umane e strumentali). 
 
  1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, DigitPA  e
l'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per  l'innovazione  sono
soppressi. 
  2. Al fine di  garantire  la  continuita'  delle  attivita'  e  dei
rapporti facenti capo alle strutture soppresse, gli organi in  carica
alla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
presente decreto continuano a svolgere le  rispettive  funzioni  fino
alla nomina del direttore generale e deliberano altresi' i bilanci di
chiusura degli enti soppressi alla  data  di  cessazione  degli  enti
stessi,  che  sono  corredati  della  relazione  redatta  dall'organo
interno di controllo in carica alla medesima  data  e  trasmessi  per
l'approvazione alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  e  al
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze.  Il  Direttore  generale
esercita in via transitoria le funzioni svolte dagli enti soppressi e
dal Dipartimento di cui all'articolo 20,  comma  2,  in  qualita'  di
commissario  straordinario,  fino  alla  nomina  degli  altri  organi
dell'Agenzia per l'Italia Digitale. 
  3. Sono trasferiti all'Agenzia per l'Italia Digitale  il  personale
di ruolo delle amministrazioni di cui all'articolo 20,  comma  2,  le
risorse finanziarie e strumentali degli enti e delle strutture di cui
al medesimo articolo  20,  comma  2,  compresi  i  connessi  rapporti
giuridici attivi e passivi, senza che sia esperita  alcuna  procedura
di  liquidazione,  neppure   giudiziale.   Le   risorse   finanziarie
trasferite all'Agenzia e non ancora impegnate con atti giuridicamente
vincolanti alla data di entrata in vigore della presente disposizione
sono destinate alle finalita' di cui  all'articolo  20  e  utilizzate
dalla  stessa  Agenzia  per  l'attuazione   dei   compiti   ad   essa
assegnati.Sono fatti salvi le risorse finanziarie di cui all'articolo
1, comma 222, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  e  i  relativi
rapporti in essere, nonche'  le  risorse  finanziarie  a  valere  sul
Progetto operativo di assistenza tecnica 'Societa' dell'informazione'
che permangono nella disponibilita' della  Presidenza  del  Consiglio
dei ministri,  che  puo'  avvalersi,  per  il  loro  utilizzo,  della
struttura di missione per l'attuazione dell'Agenda digitale  italiana
istituita presso la medesima Presidenza del Consiglio  dei  ministri,
ai sensi del comma 2 dell'articolo 47 del  decreto-legge  9  febbraio
2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,
n. 35, e successive modificazioni.  E'  fatto  salvo  il  diritto  di
opzione per il personale in servizio a tempo indeterminato presso  il
Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e
l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
e per il personale  dell'Istituto  superiore  delle  comunicazioni  e
delle tecnologie dell'  informazione.  Per  i  restanti  rapporti  di
lavoro l'Agenzia subentra nella titolarita' del  rapporto  fino  alla
naturale scadenza. 
  4. Il personale attualmente in servizio  in  posizione  di  comando
presso le amministrazioni di  cui  all'articolo  20,  comma  2,  puo'
optare  per  il  transito  alle  dipendenze   dell'Agenzia.   PERIODO
SOPPRESSO  DAL  D.L.  21  GIUGNO  2013,   N.   69,   CONVERTITO   CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 9 AGOSTO 2013, N. 98. Il  personale  comandato
non transitato all'Agenzia ritorna all'amministrazione o all'ente  di
appartenenza. 
  5. Nelle more della definizione dei comparti di contrattazione,  ai
sensi dell'articolo 40, comma 2, del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, al  personale  dell'Agenzia
si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del  personale
del comparto Ministeri. 
  6. Con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  o  del
Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze, da emanarsi entro quarantacinque  giorni  dalla  nomina  del
direttore generale dell'Agenzia, e' determinata  la  dotazione  delle
risorse umane dell'Agenzia, fissata entro il limite  massimo  di  130
unita', con corrispondente riduzione delle dotazioni organiche  delle
amministrazioni di provenienza, nonche' la  dotazione  delle  risorse
finanziarie e strumentali necessarie  al  funzionamento  dell'Agenzia
stessa,  tenendo  conto  del  rapporto  tra  personale  dipendente  e
funzioni dell'Agenzia, in un'ottica di ottimizzazione delle risorse e
di riduzione delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni
esterne.  Con  lo  stesso  decreto  e'   definita   la   tabella   di
equiparazione del personale trasferito  con  quello  appartenente  al
comparto    Ministeri.    I    dipendenti    trasferiti    mantengono
l'inquadramento previdenziale di provenienza, nonche' il  trattamento
economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse  e
continuative. Nel caso in cui il  trattamento  risulti  piu'  elevato
rispetto a quello del comparto Ministeri, il personale percepisce per
la differenza un assegno ad personam riassorbibile con  i  successivi
miglioramenti economici. 
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2016, N. 10)). 
  8. All'attuazione degli articoli 19, 20, 21 e 22 si provvede con le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione
vigente e, comunque, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica. 
  9. All'Agenzia  si  applicano  le  disposizioni  sul  patrocinio  e
sull'assistenza in giudizio di cui all'articolo 1 del testo unico  di
cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. 
  10. Il comma 1 dell'articolo  68  del  codice  dell'amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e'
sostituito dal seguente: 
  "1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici
o parti di essi a seguito di  una  valutazione  comparativa  di  tipo
tecnico ed  economico  tra  le  seguenti  soluzioni  disponibili  sul
mercato:  a)   software   sviluppato   per   conto   della   pubblica
amministrazione; b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati
per conto della pubblica amministrazione;  c)  software  libero  o  a
codice sorgente aperto; d)  software  combinazione  delle  precedenti
soluzioni. Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico  ed
economico dimostri l'impossibilita'  di  accedere  a  soluzioni  open
source o gia' sviluppate all'interno della  pubblica  amministrazione
ad un prezzo inferiore, e'  consentita  l'acquisizione  di  programmi
informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La
valutazione di  cui  al  presente  comma  e'  effettuata  secondo  le
modalita' e i criteri definiti dall'Agenzia  per  l'Italia  Digitale,
che, a richiesta di soggetti  interessati,  esprime  altresi'  parere
circa il loro rispetto".