DECRETO-LEGGE 25 marzo 1997, n. 67

Disposizioni urgenti per favorire l'occupazione.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-3-1997.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 23 maggio 1997, n. 135 (in G.U. 24/05/1997, n.119).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/12/2020)
Testo in vigore dal: 13-6-1999
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6.
      Sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue

  1.  Le  risorse  derivanti  dall'esercizio  del  potere  di  revoca
previsto  dal comma 104 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996,
n.  662,  le  risorse  assegnate  dal  CIPE  per  il finanziamento di
progetti  di  protezione  e  risanamento ambientale nel settore delle
acque  a  valere sui fondi di cui all'articolo 4 del decreto-legge 23
giugno  1995,  n.  244,  convertito, con modificazioni, dalla legge 8
agosto  1995,  n.  341,  le ulteriori risorse attribuite al Ministero
dell'ambiente  in  sede di riprogrammazione delle risorse disponibili
nell'ambito  del  quadro  comunitario di sostegno, nonche' i proventi
derivanti  dall'applicazione dell'articolo 14, comma 1, della legge 5
gennaio  1994, n. 36, sono destinati alla realizzazione delle opere e
degli  interventi previsti da un piano straordinario di completamento
e  razionalizzazione dei sistemi di collettamento e depurazione delle
acque  reflue urbane, ((tenendo conto del decreto legislativo recante
disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento
della  direttiva  91/271/CEE  concernente  il trattamento delle acque
reflue  urbane  e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione
delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti dalle
fonti  agricole,)),  adottato con decreto del Ministro dell'ambiente,
sentita  la  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
  1-bis.  Nelle  regioni in cui, alla data di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente decreto, non sia stata definita
l'organizzazione  territoriale  del  servizio  idrico  integrato, gli
ambiti  territoriali  ottimali  di  cui  all'articolo 8 della legge 5
gennaio  1994,  n.  36, coincidono con il territorio della provincia.
Sentite  le  autorita'  di  bacino,  le  regioni possono, con propria
legge, definire una diversa delimitazione territoriale degli ambiti.
  2.  Le  risorse  nazionali  di  cui  al  comma 1, eccettuate quelle
riscosse  a  titolo  di  canone  o  tariffa, sono assegnate, anche in
deroga  alle  finalita'  previste  per dette risorse dalle rispettive
disposizioni  normative,  su  appositi capitoli di spesa del bilancio
del  Ministero  dell'ambiente,  anche  di  nuova  istituzione. Per le
risorse  gia'  trasferite  alle regioni, il Ministro dell'ambiente ne
autorizza  la  spesa  in  relazione  alle  opere  ed  agli interventi
previsti  dal  piano  di  cui al comma 1. Il Ministero del bilancio e
della   programmazione   economica,   su   proposta   del   Ministero
dell'ambiente,  provvede a richiedere all'Unione europea le modifiche
dei programmi operativi eventualmente occorrenti.
  3.  Al fine di assicurare la tempestiva realizzazione delle opere e
degli  interventi  previsti dal piano di cui al comma 1, il Ministero
dell'ambiente provvede a trasferire alle regioni competenti:
    a)   una   quota  pari  al  venticinque  per  cento  delle  somme
complessivamente attribuite agli interventi da realizzare in ciascuna
regione  a  seguito  dell'adozione  del  piano,  entro  trenta giorni
decorrenti dalla effettiva disponibilita' delle risorse in bilancio;
    b)  una  quota  del  costo  effettivo di ogni intervento, fino al
limite  del  novanta per cento, tenendo conto della quota di cui alla
lettera  a),  proporzionalmente  imputabile all'intervento, a seguito
dell'avvenuta  notifica  da  parte  della  regione della consegna dei
lavori,  entro trenta giorni decorrenti dall'effettiva disponibilita'
delle risorse in bilancio;
    c)  la  quota  residua  del costo effettivo di ogni intervento, a
seguito della notifica da parte della regione dell'avvenuto collaudo,
entro  trenta  giorni  decorrenti dall'effettiva disponibilita' delle
risorse in bilancio.
  4.  Alle opere ed agli interventi di cui al comma 1, gia' appaltati
o  affidati  in  concessione  o  gia' oggetto di progettazione almeno
preliminare  se  compresi  in  piani  regionali  di risanamento delle
acque,  e  che  risultino  sospesi  per qualsiasi motivo alla data di
entrata  in vigore del presente decreto, si applicano le disposizioni
di  cui  ai commi 2 e seguenti dell'articolo 13 del presente decreto,
intendendosi  sostituito  all'elenco  di  cui al comma 1 dello stesso
articolo  il piano straordinario di completamento e razionalizzazione
dei  sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue. Entro
il  termine  di  sessanta  giorni dal collaudo per ciascuna opera, la
provincia, o l'ente responsabile dell'organizzazione territoriale del
servizio idrico integrato qualora costituito ai sensi dell'articolo 8
della  legge  5 gennaio 1994, n. 36, individua il gestore definitivo.
Decorso  inutilmente  tale  termine,  il  Ministro  dell'ambiente, di
concerto  con  il  Ministro  dei lavori pubblici, puo' individuare un
gestore provvisorio al quale affidare, per un termine non superiore a
diciotto  mesi,  il  compito  di  provvedere all'entrata in esercizio
dell'impianto.  A  tal  fine  il  gestore  definitivo  ovvero  quello
provvisoriamente indicato puo' utilizzare, a titolo di anticipazioni,
l'eventuale  quota  residua  delle  risorse  destinate  dal  piano al
predetto intervento, nonche' le risorse derivanti da canoni o tariffe
in materia di fognatura e depurazione, ove previsti.
  5.  Il  Ministero  dell'ambiente,  nell'ambito  del piano di cui al
comma  1, determina le modalita' per il monitoraggio ed il controllo,
con  la  partecipazione delle regioni interessate, delle attivita' di
realizzazione  delle  opere  e  degli  interventi  previsti dal piano
stesso,  ivi  compresi  i  presupposti e le procedure per l'eventuale
revoca  dei  finanziamenti  e  per il riutilizzo delle risorse resesi
comunque    disponibili,   assicurando,   di   norma,   il   rispetto
dell'originaria allocazione regionale delle risorse.
  6.  Il Ministero dell'ambiente, per la predisposizione dei progetti
preliminari  degli  interventi  previsti dal piano, puo' avvalersi di
soggetti   pubblici  aventi  specifica  competenza  in  materia,  con
rimborso  agli  stessi  delle  sole spese sostenute e documentate, ad
esclusione  di  quelle  relative al trattamento economico di base del
personale.  Per  il suddetto rimborso e' autorizzata la spesa di lire
400 milioni per l'anno 1997 e di lire 800 milioni per l'anno 1998.
  7.  Al  fine  di migliorare, incrementare e adeguare agli standards
europei,  alle  migliori  tecnologie  disponibili  ed  alle  migliori
pratiche ambientali la progettazione in campo ambientale e promuovere
iniziative   di   supporto   alle   azioni   in  tale  settore  delle
amministrazioni  pubbliche  per  aumentare  l'efficienza dei relativi
interventi,  anche  sotto il profilo della capacita' di utilizzazione
delle  risorse  derivanti  da cofinanziamenti dell'Unione europea, e'
istituito   presso  il  Ministero  dell'ambiente,  nelle  more  della
costituzione   di   un'apposita  segreteria  tecnica  permanente,  un
apposito  gruppo  tecnico,  composto  da non piu' di venti esperti di
elevata   qualificazione,   nominati   con   decreto   del   Ministro
dell'ambiente.  Per  la costituzione ed il funzionamento del suddetto
gruppo  tecnico  e'  autorizzata  la  spesa di lire 1.200 milioni per
l'anno 1997 e di lire 1.800 milioni per l'anno 1998.
  8. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 6 e 7, pari a lire
1.600 milioni per l'anno 1997 e a lire 2.600 milioni per l'anno 1998,
si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione  dello stanziamento
iscritto,  ai fini del bilancio triennale 1997-1999, al capitolo 6856
dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1997,
all'uopo   parzialmente   utilizzando  l'accantonamento  relativo  al
Ministero dell'ambiente.