DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 luglio 2000, n. 257

Regolamento di attuazione dell'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, concernente l'obbligo di frequenza di attivita' formative fino al diciottesimo anno di eta'.

vigente al 08/12/2022
Testo in vigore dal: 30-9-2000
                               Art. 5.
            Assolvimento dell'obbligo nell'apprendistato
  1.  L'obbligo  formativo  e'  assolto  all'interno  del percorso di
apprendistato  come  disciplinato  dall'articolo  16  della  legge 24
giugno  1997,  n.  196,  e  successive  modificazioni  e dai relativi
provvedimenti  attuativi, attraverso la frequenza di moduli formativi
aggiuntivi per la durata di almeno 120 ore annue.
  2. Con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
da  emanare  entro  quattro  mesi  dalla  pubblicazione  del presente
regolamento,  di concerto con il Ministero della pubblica istruzione,
acquisito il parere della Conferenza Stato-regioni e della Conferenza
Stato-citta'   ed   autonomie  locali  e  sentite  le  organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori
di  lavoro  e  dei  lavoratori,  vengono  definiti obiettivi, criteri
generali   e  contenuti  per  lo  svolgimento  dei  moduli  formativi
aggiuntivi, nonche' standard formativi minimi necessari ad assicurare
omogeneita'  nazionale  ai  percorsi  formativi.  Ai predetti fini il
Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale si avvale della
commissione  di lavoro prevista dal decreto del Ministro del lavoro e
della  previdenza  sociale  20 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 138 del 15 giugno 1999.
          Nota all'art. 5:
              -   Si  riporta  il  testo  dell'art.  16  della  legge
          24 giugno 1997, n. 196:
              "Art.  16 (Apprendistato). - 1. Possono essere assunti,
          in   tutti   i  settori  di  attivita',  con  contratto  di
          apprendistato,  i  giovani  di  eta' non inferiore a sedici
          anni e non superiore a ventiquattro, ovvero a ventisei anni
          nelle  aree  di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento
          (CEE)  n.  2081/93  del  Consiglio  del  20 luglio  1993, e
          successive  modificazioni.  Sono fatti salvi i divieti e le
          limitazioni  previsti  dalla  legge sulla tutela del lavoro
          dei fanciulli e degli adolescenti. L'apprendistato non puo'
          avere una durata superiore a quella stabilita per categorie
          professionali  dai contratti collettivi nazionali di lavoro
          e  comunque  non  inferiore  a  diciotto mesi e superiore a
          quattro   anni.  Qualora  l'apprendista  sia  portatore  di
          handicap  i  limiti  di  eta' di cui al presente comma sono
          elevati  di  due  anni;  i  soggetti  portatori di handicap
          impiegati  nell'apprendistato sono computati nelle quote di
          cui  alla  legge  2  aprile  1968,  n.  482,  e  successive
          modificazioni.
              2.  Ai  contratti di apprendistato conclusi a decorrere
          da  un  anno dalla data di entrata in vigore della presente
          legge,   le   relative  agevolazioni  contributive  trovano
          applicazione    alla   condizione   che   gli   apprendisti
          partecipino   alle   iniziative   di   formazione   esterna
          all'azienda  previste dai contratti collettivi nazionali di
          lavoro.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della
          previdenza  sociale, su proposta del comitato istituito con
          decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri del
          18 novembre  1996,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n.
          290   dell'11 dicembre   1996,  sentite  le  organizzazioni
          sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale,
          le  associazioni  di  categoria  dei  datori di lavoro e le
          regioni, sono definiti, entro trenta giorni dalla decisione
          del   comitato,   i   contenuti  formativi  delle  predette
          iniziative  di  formazione  che,  nel  primo anno, dovranno
          riguardare  anche  la  disciplina  del  rapporto di lavoro,
          l'organizzazione  del lavoro e le misure di prevenzione per
          la  tutela  della  salute  e  della  sicurezza sul luogo di
          lavoro,  nonche'  l'impegno  formativo  per  l'apprendista,
          normalmente  pari ad almeno 120 ore medie annue, prevedendo
          un  impegno ridotto per i soggetti in possesso di titolo di
          studio   post-obbligo   o   di   attestato   di   qualifica
          professionale idonei rispetto all'attivita' da svolgere. Il
          predetto   decreto   definisce  altresi'  i  termini  e  le
          modalita'  per  la  certificazione dell'attivita' formativa
          svolta.
              3.   In   via  sperimentale,  possono  essere  concesse
          agevolazioni  contributive  per  i  lavoratori impegnati in
          qualita'  di  tutore  nelle  iniziative formative di cui al
          comma  2,  comprendendo  fra  questi  anche  i  titolari di
          imprese artigiane qualora svolgano attivita' di tutore. Con
          decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
          da  emanare  entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
          della   presente  legge,  sono  determinati  le  esperienze
          professionali  richieste  per lo svolgimento delle funzioni
          di   tutore,   nonche'  entita',  modalita'  e  termini  di
          concessione  di  tali  benefici  nei  limiti  delle risorse
          derivanti dal contributo di cui all'art. 5, comma 1.
              4.  Sono fatte salve le condizioni di maggior favore in
          materia   di   apprendistato   previste   per   il  settore
          dell'artigianato   dalla  vigente  disciplina  normativa  e
          contrattuale.
              5.  Il  Governo  emana  entro  nove  mesi dalla data di
          entrata in vigore della presente legge, previo parere delle
          competenti Commissioni parlamentari, norme regolamentari ai
          sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
          400,  sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri  e  del  Ministro  del  lavoro  e della previdenza
          sociale  in  materia  di  speciali  rapporti  di lavoro con
          contenuti formativi quali l'apprendistato e il contratto di
          formazione  e  lavoro,  allo  scopo  di  pervenire  ad  una
          disciplina   organica  della  materia  secondo  criteri  di
          valorizzazione  dei  contenuti  formativi,  con  efficiente
          utilizzo    delle    risorse    finanziarie   vigenti,   di
          ottimizzazione  ai  fini  della  creazione  di occasioni di
          impiego delle specifiche tipologie contrattuali, nonche' di
          semplificazione,  razionalizzazione  e delegificazione, con
          abrogazione,  ove  occorra,  delle  norme  vigenti.  Dovra'
          altresi'  essere definito, nell'ambito delle suddette norme
          regolamentari,  un  sistema  organico  di  controlli  sulla
          effettivita'  dell'addestramento  e  sul reale rapporto tra
          attivita'   lavorativa   e   attivita'  formativa,  con  la
          previsione   di   specifiche  sanzioni  amministrative  per
          l'ipotesi  in  cui  le  condizioni previste dalla legge non
          siano state assicurate.
              6. Sono abrogati gli articoli 6, primo comma, e 7 della
          legge  19 gennaio  1955, n. 25, e successive modificazioni.
          Il  secondo  comma  del predetto art. 6 continua ad operare
          fino   alla   modificazione   dei   limiti   di   eta'  per
          l'adempimento degli obblighi scolastici.
              7.  L'onere derivante dal presente articolo e' valutato
          in  lire 185 miliardi per l'anno 1997, in lire 370 miliardi
          per  l'anno  1998  e  in  lire  550  miliardi  a  decorrere
          dall'anno 1999".