DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 dicembre 1986, n. 917

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/07/2020)
vigente al 21/01/2021
Testo in vigore dal: 1-1-2018
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                               Art. 12 
                (Detrazioni per carichi di famiglia) 
 
  1. Dall'imposta lorda si  detraggono  per  carichi  di  famiglia  i
seguenti importi: 
    a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato: 
      1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110  euro  e  l'importo
corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro,  se
il reddito complessivo non supera 15.000 euro; 
      2) 690 euro, se il reddito complessivo e'  superiore  a  15.000
euro ma non a 40.000 euro; 
      3) 690 euro, se il reddito complessivo e'  superiore  a  40.000
euro ma non  a  80.000  euro.  La  detrazione  spetta  per  la  parte
corrispondente al rapporto tra l'importo di  80.000  euro,  diminuito
del reddito complessivo, e 40.000 euro; 
    b) la detrazione spettante ai sensi della lettera a) e' aumentata
di un importo pari a: 
      1) 10 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  29.000
euro ma non a 29.200 euro; 
      2) 20 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  29.200
euro ma non a 34.700 euro; 
      3) 30 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  34.700
euro ma non a 35.000 euro; 
      4) 20 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  35.000
euro ma non a 35.100 euro; 
      5) 10 euro, se il reddito complessivo  e'  superiore  a  35.100
euro ma non a 35.200 euro; 
    c) 950  euro  per  ciascun  figlio,  compresi  i  figli  naturali
riconosciuti, i figli adottivi o affidati. La detrazione e' aumentata
a 1.220 euro per ciascun figlio di eta'  inferiore  a  tre  anni.  Le
predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro  per
ogni figlio portatore di handicap  ai  sensi  dell'articolo  3  della
legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti  con  piu'  di  tre
figli a carico la detrazione e' aumentata di  200  euro  per  ciascun
figlio a partire  dal  primo.  La  detrazione  spetta  per  la  parte
corrispondente al rapporto tra l'importo di  95.000  euro,  diminuito
del reddito complessivo, e 95.000 euro. In presenza  di  piu'  figli,
l'importo di 95.000 euro e' aumentato per tutti di  15.000  euro  per
ogni figlio successivo al primo. La  detrazione  e'  ripartita  nella
misura  del  50  per  cento  tra  i  genitori   non   legalmente   ed
effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta
al genitore che possiede un reddito  complessivo  di  ammontare  piu'
elevato.  In  caso  di  separazione  legale   ed   effettiva   o   di
annullamento, scioglimento o  cessazione  degli  effetti  civili  del
matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore
affidatario.  Nel  caso  di  affidamento  congiunto  o  condiviso  la
detrazione e' ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del  50
per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso
di affidamento congiunto,  uno  dei  genitori  affidatari  non  possa
usufruire in tutto  o  in  parte  della  detrazione,  per  limiti  di
reddito, la detrazione e' assegnata per intero al  secondo  genitore.
Quest'ultimo, salvo  diverso  accordo  tra  le  parti,  e'  tenuto  a
riversare all'altro genitore affidatario un importo  pari  all'intera
detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al  50  per
cento della detrazione stessa.  In  caso  di  coniuge  fiscalmente  a
carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per  l'intero
importo. Se l'altro genitore manca o  non  ha  riconosciuto  i  figli
naturali e il contribuente non e' coniugato o, se  coniugato,  si  e'
successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero  se  vi
sono figli adottivi, affidati o affiliati  del  solo  contribuente  e
questi non e'  coniugato  o,  se  coniugato,  si  e'  successivamente
legalmente  ed  effettivamente  separato,  per  il  primo  figlio  si
applicano, se piu' convenienti, le detrazioni previste  alla  lettera
a); 
    d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno  diritto
alla detrazione, per ogni altra persona  indicata  nell'articolo  433
del codice civile  che  conviva  con  il  contribuente  o  percepisca
assegni alimentari non  risultanti  da  provvedimenti  dell'autorita'
giudiziaria. La detrazione spetta  per  la  parte  corrispondente  al
rapporto  tra  l'importo  di  80.000  euro,  diminuito  del   reddito
complessivo, e 80.000 euro. 
  1-bis. In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori e'
riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro. La
detrazione e' ripartita nella misura del 50 per cento tra i  genitori
non legalmente ed effettivamente separati.  In  caso  di  separazione
legale ed effettiva o  di  annullamento,  scioglimento  o  cessazione
degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori
in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.  Nel  caso  di
coniuge fiscalmente a carico  dell'altro,  la  detrazione  compete  a
quest'ultimo per l'intero importo. (133) 
  2. Le detrazioni di cui ai commi 1 e 1-bis  spettano  a  condizione
che le persone  alle  quali  si  riferiscono  possiedano  un  reddito
complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da  enti  e
organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e  consolari  e
missioni, nonche' quelle corrisposte dalla  Santa  Sede,  dagli  enti
gestiti direttamente da essa  e  dagli  enti  centrali  della  Chiesa
cattolica, non superiore  a  2.840,51  euro,  al  lordo  degli  oneri
deducibili. ((Per i figli di eta' non superiore a  ventiquattro  anni
il limite di reddito complessivo di cui al primo periodo e' elevato a
4.000 euro)). (133) ((189)) 
  3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a  mese  e
competono dal mese in cui si sono verificate a  quello  in  cui  sono
cessate le condizioni richieste Qualora la detrazione di cui al comma
1-bis sia di ammontare superiore all'imposta lorda,  diminuita  delle
detrazioni di cui al comma  1  del  presente  articolo  nonche'  agli
articoli 13, 15, 16 e 16-bis, nonche' delle  detrazioni  previste  da
altre disposizioni normative, e' riconosciuto un credito di ammontare
pari alla quota di detrazione  che  non  ha  trovato  capienza  nella
predetta imposta. Con decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia,
sono definite le modalita'  di  erogazione  del  predetto  ammontare.
(133) 
  4. Se il rapporto di cui al comma 1,  lettera  a),  numero  1),  e'
uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690  euro.  Se  i
rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono uguali a
zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di  cui  al  comma  1,
lettere c) e d), sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno,  le
detrazioni non competono. Negli altri casi, il risultato dei predetti
rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali. 
  4-bis. Ai fini del comma 1 il reddito  complessivo  e'  assunto  al
netto del  reddito  dell'unita'  immobiliare  adibita  ad  abitazione
principale e di quello delle relative pertinenze di cui  all'articolo
10, comma 3-bis. (133) 
 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto (con l'art. 1, comma 16)
che le presenti  modifiche  si  applicano  a  decorrere  dal  periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. 
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AGGIORNAMENTO (189) 
  La L. 27 dicembre 2017, n. 205 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
253) che la presente modifica acquista efficacia a decorrere  dal  1°
gennaio 2019.