DECRETO-LEGGE 13 marzo 2021, n. 30

Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena. (21G00040)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/03/2021
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 6 maggio 2021, n. 61 (in G.U. 12/05/2021, n. 112).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/05/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 13-5-2021
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                               Art. 2 
 
     ((Lavoro agile, congedi)) per genitori e bonus baby-sitting 
 
  1. ((Il lavoratore dipendente genitore di  figlio  minore  di  anni
sedici,))  alternativamente  all'altro  genitore,  puo'  svolgere  la
prestazione  di  lavoro   in   modalita'   agile   per   un   periodo
corrispondente in tutto o in  parte  alla  durata  della  sospensione
dell'attivita' didattica ((o educativa)) in presenza del figlio, alla
durata dell'infezione da  ((SARS-CoV-2))  del  figlio,  nonche'  alla
durata della quarantena  del  figlio  disposta  dal  Dipartimento  di
prevenzione della azienda  sanitaria  locale  (ASL)  territorialmente
competente a seguito di contatto ovunque avvenuto. 
  ((1-bis. Il beneficio di cui al comma 1 del  presente  articolo  e'
riconosciuto a  entrambi  i  genitori  di  figli  di  ogni  eta'  con
disabilita' accertata ai sensi dell'articolo 3, commi 1  e  3,  della
legge   5   febbraio   1992,   n.   104,   con   disturbi   specifici
dell'apprendimento riconosciuti ai sensi della legge 8 ottobre  2010,
n. 170, o con bisogni educativi  speciali,  in  coerenza  con  quanto
previsto    dalla    direttiva    del    Ministro    dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 27  dicembre  2012,  in  materia  di
strumenti d'intervento per alunni con bisogni  educativi  speciali  e
organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica, in  tutti  i
casi previsti dal comma l del presente articolo ovvero  nel  caso  in
cui i figli frequentino centri diurni a carattere  assistenziale  dei
quali sia stata disposta la chiusura. 
  1-ter. Ferma restando, per il pubblico impiego, la disciplina degli
istituti  del  lavoro  agile  stabilita  dai   contratti   collettivi
nazionali, e' riconosciuto al lavoratore che  svolge  l'attivita'  in
modalita' agile il diritto alla disconnessione  dalle  strumentazioni
tecnologiche e dalle piattaforme  informatiche,  nel  rispetto  degli
eventuali accordi sottoscritti dalle parti e  fatti  salvi  eventuali
periodi di reperibilita' concordati.  L'esercizio  del  diritto  alla
disconnessione, necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute
del lavoratore, non puo' avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o
sui trattamenti retributivi)). 
  2. Nelle sole ipotesi in cui la prestazione  lavorativa  non  possa
essere svolta in modalita' agile, ((il lavoratore dipendente genitore
di figlio convivente)) minore di anni  quattordici,  alternativamente
all'altro  genitore,  puo'  astenersi  dal  lavoro  per  un   periodo
corrispondente in tutto o in  parte  alla  durata  della  sospensione
dell'attivita' didattica ((o educativa)) in presenza del figlio, alla
durata dell'infezione da  ((SARS-CoV-2))  del  figlio,  nonche'  alla
durata della quarantena del figlio. ((Il beneficio di cui al presente
comma e'  riconosciuto  ai  genitori  di  figli  con  disabilita'  in
situazione di gravita' accertata ai sensi dell'articolo 3,  comma  3,
della legge 5 febbraio 1992, n.  104,  a  prescindere  dall'eta'  del
figlio, per  la  durata  dell'infezione  da  SARS-CoV-2  del  figlio,
nonche' per la durata della quarantena del figlio ovvero nel caso  in
cui sia stata disposta  la  sospensione  dell'attivita'  didattica  o
educativa in presenza o il figlio frequenti centri diurni a carattere
assistenziale dei  quali  sia  stata  disposta  la  chiusura)).  ((Il
congedo di  cui  al  presente  comma  puo'  essere  fruito  in  forma
giornaliera od oraria)). 
  3. Per i periodi di astensione fruiti ai  sensi  del  comma  2,  e'
riconosciuta in luogo della retribuzione ((, nel limite)) di spesa di
cui al comma 8, un'indennita' pari al 50 per cento della retribuzione
stessa, calcolata secondo quanto previsto dall'articolo 23 del  testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e  sostegno
della maternita' e della paternita', di cui al decreto legislativo 26
marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2  del  medesimo  articolo
23. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa. 
  4. Gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli  articoli
32 e 33 del ((testo unico di cui al)) decreto  legislativo  26  marzo
2001, n. 151, fruiti dai genitori a decorrere  dal  1°  gennaio  2021
((fino)) alla data di entrata in vigore del presente decreto, durante
i periodi di sospensione dell'attivita' didattica ((o educativa))  in
presenza del figlio, di durata dell'infezione da  ((SARS-CoV-2))  del
figlio,  di  durata  della  quarantena  del  figlio,  possono  essere
convertiti a domanda nel congedo  di  cui  al  comma  2  con  diritto
all'indennita'  di  cui  al  comma  3  e  non  sono   computati   ne'
indennizzati a titolo di congedo parentale. 
  5. In caso di figli di eta' compresa fra 14  e  16  anni,  uno  dei
genitori, alternativamente all'altro, ha diritto, al ricorrere  delle
condizioni di cui al comma 2, primo periodo, di astenersi dal  lavoro
senza corresponsione di retribuzione o indennita' ne'  riconoscimento
di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento  e  diritto
alla conservazione del posto di lavoro. 
  6. I lavoratori iscritti alla ((Gestione separata presso l'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS),  di  cui  all'articolo  2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335,)) i lavoratori autonomi,
il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso  pubblico  ((e
della  polizia  locale)),  impiegato   per   le   esigenze   connesse
all'emergenza epidemiologica da COVID-19, i lavoratori dipendenti del
settore sanitario, pubblico  e  privato  accreditato,  ((appartenenti
alle  categorie  degli  esercenti  le  professioni  sanitarie,  degli
esercenti la professione di  assistente  sociale  e  degli  operatori
socio-sanitari)), per i figli conviventi minori di anni 14, ((possono
chiedere)) la corresponsione di uno o piu' bonus  per  l'acquisto  di
servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo  di  100  euro
settimanali, da utilizzare per prestazioni effettuate per i  casi  di
cui al comma 1. Il bonus viene erogato mediante il libretto  famiglia
di cui all'articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017,  n.  50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.  Il
bonus e' erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la
comprovata iscrizione ((dei figli))  ai  centri  estivi,  ai  servizi
integrativi  per  l'infanzia  di  cui  all'articolo  2,  del  decreto
legislativo  13  aprile  2017,  n.  65,  ai  servizi  socio-educativi
territoriali, ai centri con funzione  educativa  e  ricreativa  e  ai
servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Il  bonus  e'
altresi' riconosciuto ai lavoratori autonomi non  iscritti  all'INPS,
subordinatamente alla comunicazione da parte delle  rispettive  casse
previdenziali del numero dei beneficiari. La fruizione del bonus  per
servizi integrativi  per  l'infanzia  di  cui  al  terzo  periodo  e'
incompatibile  con  la  fruizione  del  bonus  asilo  nido   di   cui
all'articolo 1, comma 355, ((della)) legge 11 dicembre 2016, n.  232,
come modificato dall'articolo 1, comma 343, della legge  27  dicembre
2019, n. 160. Il bonus di cui al presente comma  puo'  essere  fruito
solo se l'altro genitore non accede ad altre tutele o al  congedo  di
cui al comma 2 e comunque in alternativa alle misure di cui ai  commi
1, 2, 3 ((e 5)). 
  7. Per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di  lavoro
in modalita' agile o fruisce del congedo di cui ai commi 2 e 5 oppure
non svolge alcuna attivita'  lavorativa  o  e'  sospeso  dal  lavoro,
l'altro genitore non puo' fruire dell'astensione di cui ai commi 2  e
5, o del bonus di cui al comma 6, salvo che  sia  genitore  anche  di
altri figli minori di anni quattordici avuti da  altri  soggetti  che
non stiano fruendo di alcuna delle misure di cui ai commi da 1 a 6. 
  8. I benefici di cui ai commi da 2 a 7 sono riconosciuti nel limite
di spesa di ((299,3 milioni)) di euro per l'anno 2021.  Le  modalita'
operative per accedere ai benefici di cui al presente  articolo  sono
stabilite dall'INPS.  Sulla  base  delle  domande  pervenute,  l'INPS
provvede al monitoraggio comunicandone le risultanze al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle
finanze. L'INPS provvede al monitoraggio del ((rispetto del))  limite
di spesa di cui al presente comma. Qualora dal predetto  monitoraggio
emerga ((il raggiungimento, anche in via prospettica, del  limite  di
spesa)), l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande. 
  ((8-bis. All'articolo 21-ter, comma 1, del decreto-legge 14  agosto
2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge  13  ottobre
2020, n. 126, dopo le parole: "lavoratori dipendenti"  sono  inserite
le seguenti: "pubblici e" e dopo le parole: "legge 5  febbraio  1992,
n. 104," sono inserite le seguenti: "o figli  con  bisogni  educativi
speciali (BES),")). 
  9. Al fine di garantire  la  sostituzione  del  personale  docente,
educativo, amministrativo, tecnico ed  ausiliario  delle  istituzioni
scolastiche che usufruisce dei benefici di cui al presente  articolo,
e' autorizzata la spesa di 10,2 milioni di euro per l'anno 2021. 
  10. Le misure di cui ai ((commi 1, 1-bis, 2,  3)),  5,  6  e  7  si
applicano fino al 30 giugno 2021. 
  11. Agli oneri derivanti dai commi 8 e 9, pari a ((309,5  milioni))
di euro per l'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 3. 
  12. Le amministrazioni pubbliche provvedono alle attivita'  di  cui
al presente articolo con le risorse umane, strumentali e  finanziarie
previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica.