DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)

note: Entrata in vigore del decreto: 1-1-2002.
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(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/07/2021)
Testo in vigore dal: 25-3-2006
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                             Art. 30 (L) 
                        Lottizzazione abusiva 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18; 
  decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, articoli 1, comma 3-bis, e 
 7-bis; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art. 107 e 109) 
 
  1. Si ha lottizzazione abusiva  di  terreni  a  scopo  edificatorio
quando  vengono  iniziate   opere   che   comportino   trasformazione
urbanistica od  edilizia  dei  terreni  stessi  in  violazione  delle
prescrizioni degli  strumenti  urbanistici,  vigenti  o  adottati,  o
comunque stabilite  dalle  leggi  statali  o  regionali  o  senza  la
prescritta autorizzazione; nonche' quando tale  trasformazione  venga
predisposta  attraverso  il  frazionamento  e  la  vendita,  o   atti
equivalenti, del terreno in lotti che, per  le  loro  caratteristiche
quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e  alla  sua
destinazione  secondo   gli   strumenti   urbanistici,   il   numero,
l'ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione  ed
in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino  in  modo
non equivoco la destinazione a scopo edificatorio. 
  2. Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia in  forma  privata,
aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o  scioglimento  della
comunione di diritti reali  relativi  a  terreni  sono  nulli  e  non
possono  essere  stipulati  ne'  trascritti  nei  pubblici   registri
immobiliari ove agli atti stessi non sia allegato il  certificato  di
destinazione  urbanistica  contenente  le  prescrizioni  urbanistiche
riguardanti l'area interessata. Le disposizioni di  cui  al  presente
comma non si applicano quando i terreni costituiscano  pertinenze  di
edifici  censiti  nel  nuovo  catasto  edilizio  urbano,  purche'  la
superficie complessiva dell'area di pertinenza medesima sia inferiore
a 5.000 metri quadrati. 
  3.  Il  certificato  di  destinazione   urbanistica   deve   essere
rilasciato  dal  dirigente  o  responsabile  del  competente  ufficio
comunale  entro  il  termine  perentorio  di  trenta   giorni   dalla
presentazione della relativa domanda. Esso conserva validita' per  un
anno dalla data di rilascio se, per dichiarazione dell'alienante o di
uno dei  condividenti,  non  siano  intervenute  modificazioni  degli
strumenti urbanistici. 
  4. In caso di mancato rilascio del suddetto certificato nel termine
previsto,  esso  puo'  essere   sostituito   da   una   dichiarazione
dell'alienante  o  di  uno  dei  condividenti  attestante  l'avvenuta
presentazione della domanda, nonche' la destinazione urbanistica  dei
terreni secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati,  ovvero
l'inesistenza di  questi  ovvero  la  prescrizione,  da  parte  dello
strumento urbanistico generale approvato, di strumenti attuativi. 
  4-bis. Gli atti di cui  al  comma  2,  ai  quali  non  siano  stati
allegati  certificati  di  destinazione  urbanistica,   o   che   non
contengano la  dichiarazione  di  cui  al  comma  3,  possono  essere
confermati o integrati anche da una  sola  delle  parti  o  dai  suoi
aventi causa, mediante atto pubblico  o  autenticato,  al  quale  sia
allegato  un  certificato  contenente  le  prescrizioni  urbanistiche
riguardanti le aree interessate al giorno in cui e'  stato  stipulato
l'atto da confermare o contenente la dichiarazione omessa. 
  5.  I  frazionamenti  catastali  dei  terreni  non  possono  essere
approvati dall'agenzia del territorio se non e'  allegata  copia  del
tipo dal quale risulti, per attestazione degli uffici  comunali,  che
il tipo medesimo e' stato depositato presso il comune. 
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 NOVEMBRE 2005, N. 304)). 
  7. Nel caso in cui il dirigente o il responsabile del competente 
  ufficio comunale accerti l'effettuazione di lottizzazione di 
  terreni a scopo edificatorio senza la prescritta autorizzazione, 
  con ordinanza da notificare ai proprietari delle aree ed agli altri 
  soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 29, ne dispone la 
  sospensione. Il provvedimento comporta l'immediata interruzione 
  delle opere in corso ed il divieto di disporre dei suoli e delle 
  opere stesse con atti tra vivi, e deve essere trascritto a tal fine
nei registri immobiliari. 
    8. Trascorsi novanta giorni, ove non intervenga la revoca del 
  provvedimento di cui al comma 7, le aree lottizzate sono acquisite 
  di diritto al patrimonio disponibile del comune il cui dirigente o 
  responsabile del competente ufficio deve provvedere alla 
  demolizione delle opere. In caso di inerzia si applicano le 
  disposizioni concernenti i poteri sostitutivi di  cui  all'articolo
31, comma 8. 
    9. Gli atti aventi per oggetto lotti di terreno, per i quali sia 
  stato emesso il provvedimento previsto dal comma 7, sono nulli e 
  non possono essere stipulati, ne' in forma pubblica ne' in forma 
  privata, dopo la trascrizione di cui allo stesso comma e prima 
  della sua eventuale cancellazione o della sopravvenuta inefficacia 
  del provvedimento del dirigente o del responsabile  del  competente
ufficio comunale. 
    10. Le disposizioni di cui sopra si applicano agli atti stipulati 
  ed ai frazionamenti presentati ai competenti uffici del catasto 
  dopo il 17 marzo 1985, e non si applicano comunque alle divisioni 
  ereditarie, alle donazioni fra coniugi e fra parenti in linea retta 
  ed ai testamenti, nonche' agli atti  costitutivi,  modificativi  od
estintivi di diritti reali di garanzia e di servitu'.