DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 giugno 1998, n. 233

Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti, a norma dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

note: Entrata in vigore del decreto: 31-7-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/07/2009)
Testo in vigore dal: 3-7-2009
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3 
                Piani provinciali di dimensionamento 
 
  1.  I  piani  di  dimensionamento  delle  istituzioni   scolastiche
previsti dall'articolo 21, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59,
al fine dell'attribuzione dell'autonomia  e  personalita'  giuridica,
sono definiti in conferenze provinciali di organizzazione della  rete
scolastica, nel rispetto degli  indirizzi  di  programmazione  e  dei
criteri  generali,   riferiti   anche   agli   ambiti   territoriali,
preventivamente adottati dalle regioni. 
  2. Entro il 31 ottobre 1998 il presidente della provincia, anche in
assenza degli indirizzi e dei criteri di cui al comma 1,  convoca  la
conferenza provinciale alla quale partecipano, oltre alla  provincia,
i comuni e le comunita' montane; ad essa partecipano  di  diritto  il
dirigente competente della amministrazione periferica della  pubblica
istruzione e il  presidente  del  consiglio  scolastico  provinciale,
assicurando  il  coinvolgimento  di  tutti  i   soggetti   scolastici
interessati.  Ove  il  presidente  della   provincia   non   provveda
tempestivamente alla  convocazione,  questa  puo'  essere  fatta  dal
sindaco del  comune  capoluogo  di  provincia  o,  in  mancanza,  dal
dirigente  del  competente  ufficio  periferico  dell'amministrazione
scolastica. 
  3. Nella prima riunione sono determinate le modalita' operative per
la predisposizione e la successiva discussione  e  definizione  delle
proposte  avanzate  dai   soggetti   partecipanti   alla   conferenza
provinciale, compresi i criteri  per  la  promozione  di  incontri  e
accordi per ambiti territoriali ristretti. 
  4. Gli ambiti territoriali di riferimento e le dimensioni  ottimali
delle  istituzioni  scolastiche  sono  individuati  dalle  conferenze
previste dai precedenti commi. 
  5. I dirigenti competenti della  amministrazione  periferica  della
pubblica istruzione predispongono la documentazione necessaria per la
conferenza provinciale di organizzazione,  con  tutti  gli  opportuni
elementi   di   informazione;   gli   stessi   dirigenti,   altresi',
acquisiscono e comunicano alle conferenze provinciali di cui al comma
3 eventuali pareri e proposte dei consigli scolastici distrettuali  e
degli organi collegiali degli istituti  d'istruzione  interessati.  I
dati, i documenti e le informazioni di  cui  sopra,  unitamente  alle
proposte formulate, sono contemporaneamente trasmessi alle regioni  e
ai consigli provinciali e distrettuali competenti per territorio. 
  6. Il piano di dimensionamento  delle  istituzioni  scolastiche  di
ogni ordine e grado e' approvato dalle conferenze  provinciali  entro
il 31 dicembre 1998, anche in assenza degli indirizzi e  dei  criteri
di cui al comma 1. 
  7. I piani contengono anche proposte  specifiche  per  le  zone  di
confine tra province o regioni, allo scopo di garantire  le  migliori
condizioni di fruibilita' del servizio scolastico. 
  8. Le regioni approvano il piano regionale di dimensionamento entro
il 28 febbraio 1999, sulla base dei piani  provinciali  assicurandone
il coordinamento, nel rispetto degli organici prestabiliti, ai  sensi
dell'articolo 5, comma 1, e dei  parametri  di  riferimento  previsti
dall'articolo 2. Le regioni deliberano sui casi previsti dal comma 7,
previa intesa, ove necessario, con le regioni confinanti. 
  9.  I  piani,  possono  essere  modificati  nel   corso   dell'anno
successivo alla loro  approvazione  e  hanno,  comunque,  completa  e
definitiva attuazione entro l'inizio dell'anno scolastico  2000-2001.
((1)) 
    
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 ha disposto (con l'art. 24, comma 1,
lettera d)) che, a decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
regolamento di cui all'articolo 1, comma 1 del medesimo  decreto  del
Presidente della Repubblica, e' abrogato il presente articolo 3.