DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 maggio 1974, n. 419

Sperimentazione e ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale ed istituzione dei relativi istituti.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/02/1992)
Testo in vigore dal: 12-11-1974
                               Art. 3.
      Sperimentazione e innovazioni di ordinamenti e strutture

  La  sperimentazione  come  ricerca  e  realizzazione di innovazioni
degli  ordinamenti  e  delle strutture puo' essere attuata, oltre che
sulla  base  di  programmi  nazionali,  su  proposta  dei collegi dei
docenti,  dei  consigli  di  circolo  e  di  istituto,  dei  consigli
scolastici  distrettuali,  del  Consiglio  nazionale  della  pubblica
istruzione,  degli  istituti  regionali di ricerca, sperimentazione e
aggiornamento  educativi  e del Centro europeo dell'educazione di cui
al titolo III del presente decreto.
  Ogni  proposta  o  programma  di sperimentazione deve contenere: la
identificazione  del problema che si vuole affrontare con la relativa
motivazione;  la  formulazione scientifica dell'ipotesi di lavoro; la
individuazione  degli  strumenti e delle condizioni organizzative; il
preventivo  di  spesa;  la  descrizione dei procedimenti metodologici
nelle  varie fasi della sperimentazione; le modalita' di verifica dei
risultati e della loro pubblicizzazione.
  Annualmente  il  Ministro  per la pubblica istruzione autorizza con
propri  decreti  le  sperimentazioni  determinando:  le materie e gli
orari   di   insegnamento,  le  modalita'  per  l'attribuzione  degli
insegnamenti  e per gli eventuali comandi di docenti, la composizione
degli   eventuali   comitati   scientifico-didattici   preposti  alla
sperimentazione,  la  durata della sperimentazione, le prove di esame
di  licenza  o  di  maturita'  e  la  composizione  delle commissioni
esaminatrici.
  Per   i   fini   di   cui  al  presente  articolo  le  proposte  di
sperimentazione  devono  essere inoltrate al Ministro per la pubblica
istruzione  corredate da un parere tecnico dell'istituto regionale di
ricerca,  sperimentazione  e  aggiornamento  educativi competente per
territorio.
  Il  Ministro  puo'  anche  riconoscere con proprio decreto, sentiti
l'istituto  regionale  competente  e  il  Consiglio  nazionale  della
pubblica  istruzione,  il  carattere di scuola sperimentale a plessi,
circoli  o  istituti  che  per  almeno un quinquennio abbiano attuato
validi programmi di sperimentazione. Per ciascuna scuola sperimentale
il  decreto  stabilisce l'ambito di autonomia delle strutture e degli
ordinamenti  e  le modalita' per il reperimento e l'utilizzazione del
personale docente e non docente.
  Le istituzioni cui sia stato gia' riconosciuto con apposito decreto
carattere  sperimentale  o  ordinamento speciale mantengono, ai sensi
del precedente comma, tale carattere.