DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/05/2022)
Testo in vigore dal: 16-8-2014
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 386. 
   Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo 
 
  ((1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia  giudiziaria  che  hanno
eseguito l'arresto o il fermo o hanno avuto in consegna  l'arrestato,
ne danno immediata  notizia  al  pubblico  ministero  del  luogo  ove
l'arresto o il fermo e' stato eseguito. Consegnano all'arrestato o al
fermato una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e  precisa
e, se questi non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a
lui comprensibile, con cui lo informano: 
    a) della facolta' di nominare un difensore di fiducia e di essere
ammesso al patrocinio a spese dello Stato  nei  casi  previsti  dalla
legge; 
    b) del diritto di ottenere informazioni in merito all'accusa; 
    c)  del  diritto  all'interprete  ed  alla  traduzione  di   atti
fondamentali; 
    d) del diritto di avvalersi della facolta' di non rispondere; 
    e) del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda l'arresto
o il fermo; 
    f) del diritto di informare le  autorita'  consolari  e  di  dare
avviso ai familiari; 
    g) del diritto di accedere all'assistenza medica di urgenza; 
    h)  del  diritto  di  essere   condotto   davanti   all'autorita'
giudiziaria per  la  convalida  entro  novantasei  ore  dall'avvenuto
arresto o fermo; 
    i) del diritto  di  comparire  dinanzi  al  giudice  per  rendere
l'interrogatorio  e  di  proporre  ricorso  per   cassazione   contro
l'ordinanza che decide sulla convalida dell'arresto o del fermo.)) 
  ((1-bis. Qualora la comunicazione scritta di cui al comma 1 non sia
prontamente disponibile in una lingua comprensibile  all'arrestato  o
al fermato, le informazioni sono fornite oralmente,  salvo  l'obbligo
di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta  all'arrestato
o al fermato.)) 
  2. Dell'avvenuto arresto o fermo gli  ufficiali  e  gli  agenti  di
polizia giudiziaria informano immediatamente il difensore di  fiducia
eventualmente  nominato  ovvero  quello  di  ufficio  designato   dal
pubblico ministero a norma dell'articolo 97. 
  3. Qualora non ricorra l'ipotesi prevista dall' articolo 389, comma
2,  gli  ufficiali  e  gli  agenti  di  polizia  giudiziaria  pongono
l'arrestato o il fermato a disposizione  del  pubblico  ministero  al
piu' presto e comunque non oltre ventiquattro ore dall'arresto o  dal
fermo. Entro il medesimo termine  trasmettono  il  relativo  verbale,
anche per via telematica, salvo che il pubblico  ministero  autorizzi
una dilazione maggiore. Il verbale contiene  l'eventuale  nomina  del
difensore di fiducia, l'indicazione del giorno, dell'ora e del  luogo
in cui l'arresto o il fermo e' stato eseguito e l'enunciazione  delle
ragioni che lo hanno determinato ((nonche' la menzione  dell'avvenuta
consegna  della  comunicazione  scritta  o  dell'informazione   orale
fornita ai sensi del comma 1-bis)). 
  4. Gli ufficiali  e  gli  agenti  di  polizia  giudiziaria  pongono
l'arrestato o  il  fermato  a  disposizione  del  pubblico  ministero
mediante la conduzione nella casa circondariale  o  mandamentale  del
luogo dove l'arresto o il  fermo  e'  stato  eseguito,  salvo  quanto
previsto dall'articolo 558. 
  5. Il pubblico ministero puo' disporre che l'arrestato o il fermato
sia custodito, in uno dei luoghi indicati nel comma  1  dell'articolo
284 ovvero, se ne possa derivare grave pregiudizio per  le  indagini,
presso altra casa circondariale o mandamentale. 
  6. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria trasmettono il
verbale di fermo anche al pubblico ministero che lo ha  disposto,  se
diverso da quello indicato nel comma 1. 
  7. L'arresto o il fermo diviene inefficace se non sono osservati  i
termini previsti dal comma 3.