REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 267

Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa. (042U0267)

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 03/12/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 18-6-2019
(Disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali-art. 186 bis)
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                            Art. 186-bis 
               (Concordato con continuita' aziendale). 
 
  Quando il piano di concordato  di  cui  all'articolo  161,  secondo
comma, lettera e) prevede la prosecuzione dell'attivita'  di  impresa
da parte del debitore,la cessione dell'azienda in esercizio ovvero il
conferimento dell'azienda in esercizio in una o piu' societa',  anche
di nuova costituzione, si  applicano  le  disposizioni  del  presente
articolo. Il piano puo' prevedere anche la liquidazione di  beni  non
funzionali all'esercizio dell'impresa. 
  Nei casi previsti dal presente articolo: 
    a) il piano di cui all'articolo 161, secondo comma,  lettera  e),
deve contenere anche un'analitica indicazione dei costi e dei  ricavi
attesi dalla prosecuzione dell'attivita' d'impresa prevista dal piano
di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle  relative
modalita' di copertura; 
    b) la relazione del professionista di cui all'articolo 161, terzo
comma, deve attestare che la  prosecuzione  dell'attivita'  d'impresa
prevista  dal  piano  di  concordato   e'   funzionale   al   miglior
soddisfacimento dei creditori; 
    c) il piano puo' prevedere, fermo quanto  disposto  dall'articolo
160, secondo comma, una moratoria fino a  un  anno  dall'omologazione
per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca,
salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti  sui  quali
sussiste la causa di prelazione. In tal caso, i creditori  muniti  di
cause di prelazione di cui al periodo precedente non hanno diritto al
voto. 
  Fermo quanto previsto nell'articolo 169-bis, i contratti  in  corso
di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati  con
pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell'apertura
della  procedura.   Sono   inefficaci   eventuali   patti   contrari.
L'ammissione al concordato preventivo non impedisce la  continuazione
di contratti pubblici se il professionista designato dal debitore  di
cui all'articolo 67  ha  attestato  la  conformita'  al  piano  e  la
ragionevole capacita' di  adempimento.  Di  tale  continuazione  puo'
beneficiare, in presenza dei requisiti di legge,  anche  la  societa'
cessionaria o conferitaria  d'azienda  o  di  rami  d'azienda  cui  i
contratti siano  trasferiti.  Il  giudice  delegato,  all'atto  della
cessione  o  del  conferimento,  dispone   la   cancellazione   delle
iscrizioni e trascrizioni. ((Le disposizioni del  presente  comma  si
applicano anche nell'ipotesi in cui  l'impresa  e'  stata  ammessa  a
concordato che non prevede la continuita' aziendale  se  il  predetto
professionista attesta che la  continuazione  e'  necessaria  per  la
migliore liquidazione dell'azienda in esercizio.)) 
  ((Successivamente al deposito della  domanda  di  cui  all'articolo
161, la  partecipazione  a  procedure  di  affidamento  di  contratti
pubblici deve essere autorizzata dal tribunale, e, dopo il decreto di
apertura, dal giudice delegato, acquisito il parere  del  commissario
giudiziale ove gia' nominato.)) 
  L'ammissione   al   concordato   preventivo   non   impedisce    la
partecipazione a procedure di  assegnazione  di  contratti  pubblici,
quando l'impresa presenta in gara: 
    a) una relazione di un professionista in possesso  dei  requisiti
di cui all'articolo 67, terzo  comma,  lettera  d),  che  attesta  la
conformita' al piano e la ragionevole capacita'  di  adempimento  del
contratto; 
    b) ((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 18 APRILE 2019, N.  32  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 GIUGNO 2019, N. 55)). 
  Fermo quanto previsto dal comma precedente, l'impresa in concordato
puo'  concorrere  anche  riunita  in  raggruppamento  temporaneo   di
imprese, purche' non rivesta la qualita' di mandataria e  sempre  che
le altre imprese aderenti al raggruppamento non siano assoggettate ad
una procedura concorsuale. In tal caso la  dichiarazione  di  cui  al
quarto comma, lettera  b),  puo'  provenire  anche  da  un  operatore
facente parte del raggruppamento. 
  Se nel corso di  una  procedura  iniziata  ai  sensi  del  presente
articolo  l'esercizio  dell'attivita'  d'impresa  cessa   o   risulta
manifestamente dannoso per i  creditori,  il  tribunale  provvede  ai
sensi dell'articolo 173. Resta salva  la  facolta'  del  debitore  di
modificare la proposta di concordato.